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Un punto esclamativo

“Caritas in veritate”: la terza enciclica di Benedetto XVI

La nuova enciclica sociale di Papa Benedetto XVI è un “punto esclamativo morale”: lo ha affermato mons. Reinhard Marx, presidente della Commissione sociale della Conferenza episcopale tedesca e arcivescovo di Monaco e Frisinga, nel corso di una conferenza stampa svoltasi il 7 luglio a Monaco, in cui ha illustrato il documento e dato alcune valutazioni su di esso. Mons. Marx è anche vicepresidente della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) e autore del volume “Il capitale. Una critica cristiana alle ragioni del mercato”, nel quale, prendendo provocatoriamente spunto dal testo chiave del comunismo, cerca nuove risposte agli effetti della globalizzazione e della crisi economica. Riportiamo alcuni passi del suo commento odierno all’enciclica.L’enciclica “affronta molti aspetti delle sfide di oggi e le interpreta alla luce della dottrina sociale cattolica. Nei prossimi mesi sarà necessario studiarla attentamente e discuterla in ambiente scientifico, politico ed economico”, ha detto mons. Marx. “L’enciclica è inserita nella grande tradizione delle encicliche sociali che hanno voluto e vogliono stimolare il pensiero e l’azione non solo dei cristiani ma di tutte le persone di buona volontà”, ha dichiarato l’arcivescovo. “Un’enciclica – ha precisato mons. Marx – non è né un testo scientifico, sebbene debba essere scientificamente fondata nelle proprie affermazioni, né una predica, né un programma politico ma un orientamento vincolante a livello dottrinale per formare la politica, la società e l’economia”, ha puntualizzato. “Il Papa ci ha dato questo orientamento al momento giusto”, ha osservato l’arcivescovo di Monaco che ha aggiunto: “Il nostro compito è portare quest’orientamento nel dibattito pubblico e concretizzarlo anche nelle differenti situazioni”. Nel presentare i vari contenuti dell’enciclica, mons. Marx ha sottolineato come l’intenzione del Papa sia “esplicitare che i problemi sociali possono essere risolti in modo più umano e più equo alla luce del principio fondamentale dell’amore”, visto “non solo come sentimento ed esperienza”, bensì come “disponibilità fondamentale ad incontrare l’altro, fino alla consapevolezza che apparteniamo ad una famiglia umana. Questo convincimento può essere praticabile e sostenibile solo se scaturisce dal concetto, valido per tutti gli esseri umani, della persona quale immagine di Dio”, ha dichiarato. “Un mondo intrappolato solo negli interessi e nei pareri, nei pregiudizi e nei calcoli di potere non può riuscire a trovare la forza per una struttura globale al cui centro sia posto l’uomo. Da questo punto di vista, il Papa è assolutamente aperto alla collaborazione con altre religioni e ideologie, qualora queste riconoscano reciprocamente un’apertura al dialogo tra fede e ragione”.Un’altra “sfida importante”, ad avviso di mons. Marx è “una nuova determinazione del ruolo di Stato, mercato e società civile a livello globale”. Anche il ripensamento dell’economia di mercato e la ricerca di una nuova calibratura tra queste entità è un tema che, secondo Marx “richiederà ulteriori riflessioni approfondite. Si tratta di una delle maggiori sfide del 21° secolo”. “Occorrerà inoltre considerare la priorità da dare alle regole e agli impulsi etici. Perciò, il Papa sottolinea anche l’importanza della cooperazione per lo sviluppo, la quale non obbedisce alle leggi del mercato”.