L’Ue in breve

Economia: il peggio non è ancora passato Dati “incoraggianti di stabilizzazione” su gran parte dei mercati finanziari fanno da corollario a una situazione complessiva ancora in recessione. Il rapporto trimestrale sulla zona euro, prodotto dalla Commissione il 29 giugno, tende a confermare lo stato di crisi nei 16 Paesi che adottano la moneta unica; al contempo gli esperti di Bruxelles presentano un quadro di “luci e ombre”, visto che “l’attività economica è sostenuta dall’azione politica vigorosa e coordinata dell’Ue”, aprendo prospettive future meno incerte. Il rapporto contiene un primo bilancio delle azioni adottate dagli Stati europei a sostegno dei sistemi produttivi e dei consumi, del sistema bancario e dei mercati finanziari. Segue una seconda parte dedicata “ai problemi economici e di bilancio che considera il nodo dell’invecchiamento demografico”. Ampio spazio occupano i consumi privati, il livello dei prezzi, il commercio internazionale. Si riconosce che “la crisi economica rischia di tradursi, nei prossimi anni, in un potenziale di crescita più debole in ragione della contrazione dell’occupazione e della produttività”, accompagnata dalla diminuzione degli investimenti per la ricerca e l’innovazione tecnologica.Casa: due europei su tre sono proprietariDue terzi delle famiglie europee sono proprietarie della loro abitazione, il 21% di esse paga l’affitto a prezzi di mercato e il rimanente si divide tra abitazioni con affitti ridotti oppure alloggi gratuiti. Si tratta di dati contenuti nella ricerca “Consumers in Europe”, ampia pubblicazione realizzata da Eurostat in collaborazione con la Commissione Ue. La quarta edizione del volume elenca cifre e osservazioni sui mercati continentali, sui prezzi, sulle iniziative per la protezione dei consumatori. Dodici i capitoli del testo consacrati ad altrettanti settori, fra i quali i generi alimentari, l’abbigliamento, gli alloggi, la salute, i trasporti, il tempo libero e la cultura. Dalla ricerca emerge, ad esempio, che “il 46% delle famiglie dell’Ue27 vive in appartamento, il 30% in case individuali” e le altre in case bifamiliari o plurifamiliari. Palazzi con appartamenti sono presenti soprattutto in Lettonia, Estonia, Spagna e Germania, mentre le villette monofamiliari sono la maggioranza in Slovenia e Ungheria. Nel capitolo sull’energia si afferma che il 40% dei consumi familiari “proviene dal gas naturale, il 24% dall’energia elettrica, il 15% da prodotti petroliferi” e solo il 12% da fonti rinnovabili come sole e vento.Energia: la Commissione tutela i consumatoriUna “posizione decisa” nei confronti di 25 Stati membri che, “non conformandosi alla legislazione Ue, impediscono ai cittadini di beneficiare di un mercato dell’energia aperto e competitivo”. Nei giorni scorsi la Commissione è intervenuta nei confronti di Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica ceca, Danimarca, Germania, Estonia, Spagna, Finlandia, Francia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lituania, Lettonia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Svezia e Regno Unito: tali paesi hanno ricevuto lettere di costituzione in mora per “mancato rispetto dei regolamenti applicabili in materia di gas ed elettricità” o per “aver mantenuto un sistema di prezzi regolamentati in violazione di direttive Ue”. Andris Piebalgs, commissario per l’energia, ha dichiarato: “In questo periodo di crisi economica è semplicemente inaccettabile che le imprese e i consumatori debbano sopportare il peso del cattivo funzionamento del mercato dell’energia”. Con tale intervento la Commissione si è concentrata soprattutto sulle disposizioni che garantiscono una “concorrenza equa nell’interesse dei consumatori”.Telefoni cellulari: verso un caricatore comuneUn passo avanti, nella telefonia mobile, per rendere compatibili i caricatori per i telefoni cellulari. La Commissione aveva invitato le imprese produttrici a “formulare un impegno volontario per risolvere questo problema in modo da evitare il ricorso a strumenti legislativi”. La questione, apparentemente banale ma di grande interesse concreto, era passata anche all’attenzione dell’Europarlamento. I principali produttori di cellulari hanno concordato in settimana di armonizzare i caricatori su tutto il territorio comunitario. In un Protocollo d’intesa presentato a Bruxelles, le aziende del settore s’impegnano ad assicurare “la compatibilità dei caricatori sulla base del connettore Micro-Usb”. In questo modo, la prima generazione di nuovi telefoni mobili con caricatore intercompatibile “dovrebbe arrivare sul mercato a partire dal 2010”. Gunter Verheugen, responsabile per le imprese, ha affermato: “Questo accordo semplificherà parecchio la vita dei consumatori. Questi potranno caricare i loro telefoni cellulari ovunque usando” strumenti comuni. “Ciò comporterà inoltre una riduzione notevole di rifiuti elettronici”.