UE

Il semestre svedese

Passaggio di consegne mentre si traccia il bilancio del mandato della Repubblica ceca

Passaggio di consegne tra Praga e Stoccolma e nuova presidenza di turno al vertice del Consiglio europeo per il periodo luglio-dicembre 2009. Ricevendo la Commissione il 1° luglio, il governo svedese raccoglie la difficile eredità della presidenza ceca, segnata dalle ricadute della crisi economica. Incontro a Stoccolma. Il premier svedese Fredrik Reinfeldt presenta all’Esecutivo dei 27 i punti forti del semestre, dopo averli discusse con il Parlamento nazionale. “Le priorità principali per i mesi a venire riguardano la crisi economica e finanziaria, i cambiamenti climatici, il rafforzamento della cooperazione in materia di giustizia e sicurezza, l’impegno a definire una strategia per il mar Baltico e il processo di allargamento”. Il primo ministro non nasconde le preoccupazioni per tre particolari questioni: l’iter di ratifica del Trattato di Lisbona, con il referendum irlandese in ottobre; la nomina della Commissione per il periodo 2009-2014; il meeting mondiale di Copenaghen, in dicembre, che dovrà fissare i pilastri della lotta al cambiamento climatico per il dopo-Kyoto (l’Ue dovrà arrivare nella capitale danese avendo già definito una posizione condivisa). L’appuntamento con la squadra di José Manuel Barroso prevede diversi tavoli tematici per affrontare i vari aspetti delle politiche comuni. Calendario del semestre. La trasferta svedese del collegio dei commissari ha in agenda anche l’incontro con la famiglia reale e la partecipazione alle manifestazioni (fuochi artificiali, concerti, mostre) per inaugurare il ruolo di primo piano in ambito comunitario da parte del paese nordico. Tra le centinaia di riunioni previste fino alla fine dell’anno (a carattere politico-istituzionale, diplomatico, culturale, sociale), figurano per ora due Consigli europei: il 29-30 ottobre e il 10-11 dicembre. A metà luglio è invece fissato l’incontro tra Reinfeldt e il suo governo con l’Europarlamento, che si riunirà in sessione plenaria a Strasburgo. Ma la presidenza ha voluto iniziare il proprio mandato dedicando una conferenza internazionale alla “Violenza contro i minori”. Il 6 e 7 luglio “varie organizzazioni non governative, assieme ad esperti del mondo intero, rappresentanti dell’Ue e dell’Onu, si riuniranno a Stoccolma, per affrontare, nella prospettiva dei diritti dell’uomo, il problema della violenza nei confronti dei bambini”. Il bilancio di Praga. Mentre la Svezia sale al vertice dell’Unione europea, il governo della Repubblica ceca traccia un bilancio del proprio mandato semestrale. Il premier Jan Fisher, che ha ereditato l’incarico dal dimissionario Mirek Topolanek nel mese di maggio, ha diffuso un documento intitolato “Bilancio della presidenza ceca del Consiglio Ue. Un’Europa senza barriere”. Per Fisher, la prima metà di quest’anno “si inscriverà nella storia dell’Unione come un periodo di dure prove da superare in ragione della difficile situazione economica e politica”. Il testo ricorda i problemi, per gli Stati e per le popolazioni europee, legati alla recessione interna e alla “instabilità dei mercati” a livello planetario. Il premier sottolinea che all’inizio della presidenza, la Repubblica ceca aveva tratteggiato tre priorità, indicate come le “3 E”: economia, energia, Europa nel mondo. “Le circostanze successive hanno mostrato che si trattava di temi estremamente attuali”, “settori nei quali sarà necessario, nell’avvenire, giungere a impegni comuni affinché l’Ue, anche in periodi di instabilità come questi, possa resistere e creare risultati positivi a favore dei cittadini”.Unione “senza barriere”. Nel documento che chiude la presidenza ceca, Fisher affronta diversi argomenti: ricorda il pericolo costante di un “ritorno dei protezionismi economici”; indica l’urgenza di costruire “un’Europa senza barriere”; sostiene che il suo paese “ha compiuto un grande lavoro per la ricerca di una soluzione alla ratifica del Trattato di Lisbona”. In materia economica, vengono posti sotto i riflettori alcuni risultati ottenuti, naturalmente secondo il punto di vista della presidenza uscente, per quanto attiene “la migliore regolazione dei mercati finanziari”, “il rifiuto di misure protezionistiche”, misure e investimenti a sostegno del settore bancario “per ristabilire la fiducia nei mercati”. Ma secondo il documento, essenziale è stato “l’approccio coordinato” dei 27 nei riguardi della crisi, sia per il mercato interno sia sulla scena internazionale. Nel settore dell’energia si pone in rilievo “l’approccio uniforme” sulle forniture di gas, compresa l’organizzazione di un apposito summit sul “corridoio Sud”. Ampia la parte di analisi centrata sull’Europa nel mondo: “Se l’Ue vuole resistere alla concorrenza mondiale”, deve diventare un “attore globale e giocare” un ruolo “che corrisponde al suo potenziale economico e politico”.