Commissione: proteggere i diritti dei minori”Nel mondo di oggi bambini e adolescenti si trovano spesso in situazioni difficili, sia che usino internet, siano migranti o debbano testimoniare in giudizio. È quindi doveroso proteggerne e promuoverne i diritti”: Viviane Reding, commissaria Ue per giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza, ha lanciato nei giorni scorsi una consultazione pubblica intesa a ridefinire la strategia comunitaria per difendere i minori e i loro diritti in tutto il continente. L’Esecutivo si pone in ascolto di esperti, educatori, insegnanti, associazioni di famiglie per “trovare il modo di rendere più efficaci le politiche Ue nella promozione dei diritti di bambini e adolescenti”. L’iniziativa intende mettere a fuoco “temi come la mediazione familiare, la violenza contro i minori, la povertà infantile”, le migrazioni, la “cittadinanza” dei minori e i diritti ad essa correlati, come ad esempio l’istruzione e la salute, e si chiuderà il 20 agosto. In autunno la Commissione pubblicherà una relazione di sintesi e avvierà una serie di azioni a livello comunitario. Aiuti alimentari: un appello ai “donatori””È inaccettabile che ancora oggi vi siano persone esposte alla fame e all’insicurezza alimentare. Grazie allo Strumento alimentare, l’Unione europea ha saputo reagire in modo rapido ed efficace alle crisi alimentali nei Paesi in via di sviluppo”: Andris Piebalgs, commissario per lo sviluppo, ha presentato il 15 giugno i risultati finora ottenuti dallo “Strumento alimentare”, fondo creato nel 2008 dopo l’impennata dei prezzi dei beni di consumo, con una dotazione di 1 miliardo di euro. Con tale strumento si finanziano “iniziative che agevolano l’accesso ai fattori di produzione agricola, si sostengono il microcredito, gli investimenti, le infrastrutture e la formazione”. La Commissione afferma che sono stati finora erogati oltre 500 milioni di euro per progetti realizzati ad esempio in Pakistan, Guatemala e Niger. Sempre Commissione afferma di aver ricevuto “un numero impressionante di proposte” che richiederebbero sovvenzioni, “ma, disponendo di un bilancio limitato, lancia un appello agli altri donatori internazionali affinché aiutino a finanziare i progetti” per contrastare la povertà.Europarlamento: commissione speciale sul bilancioUna commissione parlamentare creata ad hoc con il compito di “pianificare il futuro quadro finanziario a lungo termine dell’Unione europea”. La decisione è stata assunta a Strasburgo durante la sessione plenaria dell’Assemblea (14-17 giugno): l’organismo, composto da 50 deputati, comincerà a lavorare a luglio e “dovrà definire le priorità finanziarie del Parlamento e proporre le modalità di finanziamento del futuro bilancio” dell’Ue. L’attenzione sarà soprattutto rivolta al Quadro finanziario pluriennale che seguirà quello attualmente adottato dai 27 per il periodo 2007-2013. Nel testo che istituisce la commissione – chiamata a concludere il proprio compito entro il luglio 2011, prima che la Commissione presenti la sua proposta per il prossimo quadro pluriennale – si afferma che i Cinquanta dovranno considerare “le sfide politiche e le risorse di bilancio per una Ue sostenibile dopo il 2013”.Imprese: attuare lo Small Business Act per le PmiLe piccole e medie imprese (Pmi) “continuano a essere la spina dorsale dell’economia” dei 27: tra il 2002 e il 2008 hanno creato oltre 3 milioni di posti di lavoro, ma la crisi che si registra da due anni a questa parte ha creato forti difficoltà a queste aziende, che possono essere aiutate con una “celere attuazione delle azioni previste dallo Small Business Act” varato dall’Ue. La Commissione europea richiama gli Stati membri a dar corso agli impegni assunti in “una decina di ambiti politici ed economici” per sostenere la ripresa delle 20,7 milioni di Pmi che operano nell’Europa comunitaria, dando lavoro a 90 milioni di persone. Per sostenere questa tesi, nell’ambito della più ampia questione delle iniziative per contrastare la recessione, l’Esecutivo ha presentato nei giorni scorsi una ricerca in cui si afferma: “Con il manifestarsi della crisi nel 2008 si è bloccato uno sviluppo positivo che aveva per protagoniste le piccole e medie imprese”. Queste ultime “dovrebbero essere maggiormente colpite dalla crisi nel 2010 e negli anni successivi”. Da qui la decisione di rinnovare l’impegno finanziario e legislativo per le Pmi.