Robot e nuove tecnologie per l’assistenza agli anziani"Le tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni offrono un potenziale enorme per migliorare in modo molto pratico la qualità della vita e la salute degli anziani e di altri gruppi vulnerabili": Neelie Kroes, commissaria responsabile per l’Agenda digitale, lancia una consultazione pubblica per un utilizzo della domotica e delle nuove tecnologie, soprattutto nel campo dell’informazione e della comunicazione, per migliorare la qualità della vita di milioni di persone sole, anziane, malate, parzialmente autosufficienti oppure non autosufficienti. Sull’argomento l’Ue ha istituito un gruppo di lavoro presieduto dall’ex commissaria europea Meglena Kuneva, che ha seguito l’intero progetto. La consultazione pubblica, aperta fino al 1° luglio 2010, coinvolgerà soprattutto esperti del settore, ingegneri e ricercatori, operatori socio-sanitari, associazioni; essa è considerata "il primo passo verso l’obiettivo, stabilito dall’Agenda digitale, di raddoppiare entro il 2015 il numero di anziani che vivono in modo autonomo". Si pensa fra l’altro a "sviluppare soluzioni nuove per affrontare problemi quali la prevenzione delle cadute e l’assistenza ai pazienti affetti da demenza", e a sviluppare i "robot per l’assistenza agli anziani", che "possono aiutare a compiere azioni quotidiane, quali sollevare un peso o cucinare". Cese: migliorare sicurezza e qualità del lavoro" "Armonizzare verso l’alto le condizioni di lavoro dovrebbe costituire una priorità per l’Ue: la salute e la sicurezza sul lavoro sono infatti elementi cruciali per promuovere la crescita e la produttività". Leila Kurki, presidente della sezione "Occupazione, affari sociali, cittadinanza" del Comitato economico e sociale Ue (Cese), è intervenuta il 3 giugno a Barcellona durante una conferenza internazionale sul tema. Kurki aveva preso spunto da una recente ricerca di Eurofound (Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro), secondo cui il 35% dei cittadini considera che lo svolgimento delle professioni mette a repentaglio la propria salute e la propria sicurezza. Per Eurofound "le cattive condizioni di lavoro hanno conseguenze negative sulla salute di milioni di lavoratori europei". L’esponente del Cese ha sostenuto: "La salute e la sicurezza dovrebbero essere viste come parte integrante della gestione di un’impresa moderna e competitiva e come pilastri del nostro modello sociale. Spero che l’Ue riesca a conseguire l’obiettivo di ridurre gli incidenti sul lavoro del 25%, fissato nell’attuale strategia" comunitaria. La presidente Kurki, in vista della revisione della strategia che scadrà nel 2012, indica l’opportunità di "prevedere un obiettivo analogo di riduzione delle malattie professionali". Le malattie muscolo-scheletriche, lo "stress da lavoro", la diffusione di alcolismo e tabagismo tra i lavoratori sono indicati tra i principali punti sui quali orientare gli sforzi delle istituzioni nazionali e Ue, delle imprese e dei sindacati. CdR: Europa 2020, considerare le differenze Non ci sono mezzi e strumenti per fare di Europa 2020 una concreta strategia per la crescita e l’occupazione. Il monito giunge dal Comitato delle Regioni, che contesta anche il fatto come tale strategia sia stata pensata senza tener conto delle disparità regionali presenti in Europa, definendo gli stessi obiettivi per aree e Paesi con differenti standard di partenza. Il CdR ha reso nota nei giorni scorsi una lettera con tali osservazioni, firmata dal primo vicepresidente del Comitato, Ramón Luis Valcárcel Siso, e indirizzata ai leader dei 27 Stati Ue oltre che alle autorità comunitarie: al presidente stabile del Consiglio europeo, Herman van Rompuy, al presidente di turno del Consiglio, José Luis Rodríguez Zapatero, a quello del Parlamento, Jerzy Buzek e al capo della Commissione, José Manuel Barroso. Il documento è inteso quale contributo in vista delle decisioni che il summit dei capi di Stato e di governo dell’Unione dovrà assumere su Europa 2020 durante la riunione del 17 giugno. Il CdR chiede "volontà politica", risorse finanziarie adeguate, "la capacità di adattamento della strategia ai contesti locali". Scientix, portale web per l’educazione scientificaRicerca, risultato e impegno: è la "filosofia", dichiarata dalla Commissione Ue che fa da sfondo a Scientix, nuovo portale web "rivolto a insegnanti, ricercatori, responsabili politici, operatori locali, genitori e a tutti gli appassionati di educazione scientifica". Scientix (http://scientix.eu) "consentirà l’accesso a materiali didattici, risultati di ricerche e documenti politici provenienti dai progetti comunitari di educazione scientifica finanziati dall’Ue e da diverse iniziative nazionali". La nuova piattaforma intende agevolare la regolare diffusione e la condivisione di notizie, competenze e migliori pratiche in tale campo in tutta l’Unione. Attorno al portale, disponibile in sei lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo, italiano e polacco), ruoteranno anche una serie di eventi, conferenze, incontri.