COMECE

Confronti aperti

“Europe Infos” di giugno

L’editoriale del numero di giugno della rivista “Europe Infos”, mensile pubblicato dalla Commissione degli episcopati della comunità europea (Comece) in collaborazione con il Jesuit European Office (Ocipe), esprime uno “status quaestionis” critico a firma del gesuita inglese Frank Turner sull’istituzione del Servizio di azione esterna (pubblicato su SIR Europa 41/2010), mentre Stefan Lunte traccia un bilancio della gestione europea della crisi greca. Con riferimento all’Anno della povertà vengono analizzate la strategia Europa 2020 e le difficoltà emerse rispetto all’obiettivo di riduzione della povertà del 25%; si parla inoltre di Ogm e cooperazione rafforzata in materia di divorzio. Vengono quindi presentati due documenti appena pubblicati dal segretariato Comece: un contributo ai negoziati sulla non-proliferazione nucleare e un memorandum sulla libertà religiosa. Chiude il numero la testimonianza dell’incontro del 9 maggio “Cristiani per l’Europa”.Libertà religiosa. I vescovi Comece hanno approvato il memorandum “Libertà religiosa, fondamento della politica dei diritti umani nelle relazioni esterne dell’Ue”, preoccupati dalle violazioni e dalle persecuzioni religiose nel mondo. In realtà la difesa della libertà religiosa era entrata con la risoluzione del Consiglio dell’Ue (16.11.2009) nel novero dei diritti fondamentali da difendere, cosa mai avvenuta prima nonostante – affermano i vescovi nel Memorandum – si tratti della “pietra angolare di tutti i diritti umani”. I vescovi sollecitano le istituzioni europee a farsi garanti di questo diritto presso gli stati terzi con cui l’Unione intrattiene relazioni e stipula accordi, come nel caso del Pakistan. Il documento, sintetizzato da Vincent Legrand, contiene una lunga serie di raccomandazioni e chiede alle istituzioni Ue di lavorare su questa materia nel quadro delle relative competenze. Alle delegazioni interparlamentari del Parlamento europeo con i Paesi terzi che violano tale diritto si chiede che una parte dell’ordine del giorno delle sessioni di lavoro sia sempre dedicato al tema; all’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri si raccomanda invece che il Seae comprenda un polo “religione” dedicato a questa libertà. Il Memorandum raccomanda inoltre che, nel quadro della attuazione dell’art. 17 del Trattato di Lisbona, venga dato alla libertà religiosa un posto centrale nell’agenda dei rapporti istituzioni-Chiese. Ogm: il dibattito è aperto. Il presidente Barroso si sta dimostrando fortemente intenzionato a proseguire i processi di valutazione e di approvazione della cosiddetta “innovazione responsabile”, vale a dire la tecnologia degli Ogm. È il caso, ad esempio della patata Amflora ad alto contenuto di amido, autorizzata dalla Commissione nello scorso marzo, 12 anni dopo l’ultima autorizzazione concessa. Tra le perplessità di chi è contrario agli Ogm, la questione del loro impatto a lungo termine su esseri umani e ambiente, ancora insoluta, come pure, spiega José Ignacio Garcia, la dipendenza commerciale inaccettabile che gli Ogm impongono agli agricoltori. Contrariamente a Usa, Cina e India, l’Europa ha fino ad ora applicato una “moratoria di fatto” agli Ogm. Cooperazione rafforzata in materia di divorzio. “Secondo le statistiche dell’Ue, il 13% dei matrimoni nell’Ue è considerato internazionale (coppie di nazionalità diversa, coppie che vivono separate in Paesi diverse o che vivono in un Paese diverso da quello d’origine)”, scrive Joanna Lopatowska. Per tutti questi casi il Consiglio non è mai riuscito ad approvare un regolamento sulle competenze e le leggi applicabili. La Commissione ha quindi deciso di seguire la procedura della cooperazione rafforzata. Austria, Bulgaria, Francia, Ungheria, Italia, Lussemburgo, Romania, Slovenia e Spagna hanno chiesto di poter avviare questa procedura in materia matrimoniale, proponendo regole in caso di conflitto tra legislazioni diverse, senza prevaricare o inficiare le leggi nazionali. Obiettivo principale, spiega Lopatowska “è difendere il coniuge più debole, nel caso in cui il partner scelga prima dell’altro una procedura di divorzio presso una legislazione a lui più favorevole”. Ora è necessario che l’iter giuridico per l’approvazione della cooperazione rafforzata venga portato a termine. Il contributo dei cristiani alla costruzione europea. Le diocesi francesi di Metz e Verdun hanno festeggiato i 60 anni della dichiarazione Schumann con un incontro ecumenico europeo, nato come “pellegrinaggio” e momento di riflessione sul contributo dei cristiani alla costruzione europea, partendo dalla figura di Schumann, racconta Hervé Pierre Guillot. Tre giorni di momenti culturali, celebrazioni ecumeniche e dibattiti. Al centro delle riflessioni il contributo dei Paesi dell’est alla fraternità europea; l’avvenire dell’Europa; l’importanza dell’unità dei cristiani. Guillot traccia un bilancio positivo dell’incontro, da cui è emerso il contributo che i cristiani possono apportare all’Europa, soprattutto nel senso di una più profonda fraternità.