Svizzera, Inghilterra, Portogallo

Svizzera: plenaria vescovi, “abusi non tollerabili”Si è conclusa il 2 giugno a Einsiedeln l’assemblea plenaria della Conferenza episcopale svizzera (Sbk). Tema principale della riunione gli abusi sessuali. “Nella Chiesa e anche nelle nostre diocesi e comunità è stata resa nota una grande colpa”, si legge nel comunicato diffuso dalla Sbk al termine della plenaria. “Siamo pronti a rinnovare il nostro pensiero, la nostra volontà e le nostre azioni secondo lo spirito di Gesù e a cooperare al risanamento delle ferite”, hanno affermato i vescovi. Su incarico della Conferenza episcopale, il comitato di specialisti “Attacchi sessuali nella pastorale” ha approntato per la prima volta una statistica dei casi di abuso denunciati presso le diocesi svizzere. Dopo l’appello rinnovato nella primavera del 2010 alle vittime di abusi sessuali, affinché denuncino i casi presso gli uffici diocesani allestiti a tale scopo, le segnalazioni si sono moltiplicate: mentre nel 2009 i casi denunciati erano stati 15, nel periodo da gennaio a maggio 2010 sono state accusate 72 persone da parte di 104 vittime. La gran parte degli abusi si è verificata tra il 1950 e il 1990, solo 9 dei casi denunciati nel 2010 riguarda fatti avvenuti dopo il 1990. “Gli abusi sessuali nella pastorale non sono tollerabili”, si ribadisce nel comunicato. “Le vittime devono avere giustizia e i colpevoli devono essere giudicati, anche nel caso in cui gli abusi risalgano a molto tempo fa e i colpevoli siano deceduti nel frattempo”. Circa le direttive elaborate dalla Sbk in materia di abusi e in vigore dal 2002, i vescovi hanno sottolineato che “particolarmente le misure adottate per la prevenzione sono efficaci, sia durante la formazione degli addetti alla pastorale, sia successivamente nel servizio attivo della pastorale. Un elemento significativo è costituito dai comitati diocesani, cui è affidata la gestione dei casi di abuso”. Durante la plenaria è stata ribadita la piena collaborazione con gli inquirenti e anche la necessità di adempiere in modo migliore all’obbligo di informazione circa i casi di abuso. Inghilterra: un convegno su “inizio e fine vita”Dopo il successo della conferenza del 2008 dedicata al tema “Fede nella salute”, organizzato a Twickenham, Londra, un secondo convegno intitolato “Beginnings and endings: caring for the whole person”, “Inizi e fini: prendersi cura dell’intera persona”, si terrà dal 24 al 26 giugno a Liverpool. Aperto a chi lavora nel settore sanitario e sociale, religiosi e non, il convegno è stato promosso dalla Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, dalla Conferenza degli ordini religiosi e dalla “Catholic Medical Association”, medici cattolici, ed ospiterà gli interventi della baronessa Ilora Finlay, esperta di medicina palliativa, dell’arcivescovo e primate cattolico, mons. Vincent Nichols, di Kath McCourt, responsabile della scuola di salute, comunità e educazione della Northumbria University e del teologo James Hanvey. I partecipanti potranno scegliere tra oltre 15 gruppi di studio su argomenti legati a salute e servizi sociali. Il convegno tratterà anche temi come il rapporto tra operatore sanitario e sociale e assistito con attenzione particolare alla qualità della cura e ai bisogni spirituali di quest’ultimo.Portogallo: “festa della solidarietà e dei popoli”Celebrando la messa del Corpus Domini nella chiesa della Trindade, il vescovo di Porto, mons. Manuel Clemente ha voluto ricordare ai fedeli che il Cristo presente nell’ostia consacrata è lo stesso che ha offerto totalmente sé stesso sulla croce, invitando coloro che si sono accostati alla comunione ad “imitare Gesù offrendo la propria vita al prossimo”. “L’unità e la solidarietà, con una speciale attenzione ai più deboli e poveri, sono caratteristiche indispensabili della vita eucaristica ed ecclesiale, un’identità che deve manifestarsi concretamente nella società” ha detto il prelato. “Le difficili circostanze economiche e finanziarie di oggi devono essere superate da tutti secondo le possibilità di ciascuno, non aggravando eccessivamente la sussistenza di coloro che già si trovano in difficoltà, ma sapendo rispondere alla loro fame e alla loro sete di ordine materiale e spirituale”. In questa prospettiva, nell’ambito del progetto Missione 2010 la diocesi di Porto ha deciso celebrare sant’Antonio, san Giovanni e san Pietro, che ricorrono nel mese di giugno, con un insieme di iniziative che culmineranno in una “Festa della Solidarietà e dei Popoli”, che si terrà nelle giornate del 26 e 27 nei giardini del Palácio de Cristal. La manifestazione si propone di promuovere l’incontro delle istituzioni che si dedicano alla beneficenza e all’accoglienza delle popolazioni di altri Paesi: “Essa vuole essere un forte stimolo a che in tutte le feste legate ai nostri santi più popolari si possa creare un’occasione di incontro, partecipazione e condivisione di tutto ciò che di caritatevole e positivo si possa fare per una più profonda convivenza tra le persone” ha sottolineato il vescovo di Porto.