UE: CONTRO LA CRISI
La Conferenza degli organismi specializzati negli affari comunitari
“Contribuire al progetto europeo, favorire il suo radicamento tra i cittadini, svolgere un’azione di controllo in settori specifici come la sussidiarietà e la proporzionalità, sostenere le grandi politiche comunitarie”: sono i compiti individuati da José Luis Zapatero, premier spagnolo e presidente di turno dell’Ue, per i parlamenti dei 27 Stati membri, i cui rappresentanti si sono ritrovati a Madrid dal 30 maggio al 1° giugno. I nuovi poteri assegnati al Parlamento europeo e ai parlamenti nazionali dal Trattato di Lisbona era il tema principale all’ordine del giorno dell’assemblea Cosac, la Conferenza degli organismi specializzati negli affari comunitari, prevista dai Trattati. Il ruolo dei parlamenti nazionali. Della Cosac fanno parte rappresentanti dell’Euroassemblea e delle Camere dei Paesi membri. L’agenda dei lavori prevedeva un confronto sul principio di sussidiarietà, un dibattito sul ruolo della Cosac alla luce delle riforme introdotte dal nuovo trattato, l’intervento di Maros Sefcovic, vice presidente della Commissione, per illustrare il programma dell’Esecutivo. Una tavola rotonda finale ha affrontato il tema: “Il nuovo modello di relazioni tra parlamenti nazionali e Parlamento europeo dopo l’entrata in vigore del Trattato”. Sono state infine adottate le “Conclusioni” a carattere istituzionale (compiti della Cosac), nonché un documento che si sofferma su temi d’attualità per l’Europa: crisi economica; cambiamento climatico (preparazione del vertice di Cancun); strategie regionali; allargamento. Nel corso del suo intervento inaugurale, Zapatero ha insistito sui problemi legati alla recessione, affermando che “non esistono soluzioni nazionali, mentre occorrono contributi, sforzi e doveri nazionali verso una unica soluzione europea”. Il presidente di turno ha dunque fatto appello al “rafforzamento della governance economica”. In questo senso ha ricordato che l’Ue è all’opera per fissare regole più precise per la zona euro, che si affiancano agli interventi finanziari “eccezionali e urgenti” come quelli adottati a favore della Grecia. Guardando oltre la crisi, Zapatero ha quindi posto l’accento sulla strategia Europa 2020: “Si tratta di uno strumento per avanzare verso un nuovo modello di crescita”, durevole, attenta alle “esigenze di sviluppo e inclusione sociale”. Creare strumenti contro la crisi. All’assemblea Cosac – dove si è registrato un intenso dibattito tra i deputati dei Paesi aderenti e le istituzioni Ue – ha preso parte anche Maros Sefcovic, vicepresidente della Commissione con delega alle relazioni interistituzionali, secondo il quale è necessario “rafforzare la collaborazione tra parlamenti degli Stati membri, Europarlamento e Commissione al fine di rendere più efficace il processo di integrazione comunitaria e avvicinare i cittadini alla democrazia europea”. In questo senso, il commissario slovacco ha insistito affinché “i parlamenti nazionali recepiscano le normative comunitarie, dando così concretezza alle politiche comuni e ai provvedimenti adottati in sede Ue”. Sefcovic ha poi illustrato il programma della Commissione per il quinquennio, senza tralasciare i temi dell’attualità politica internazionale. “La crisi senza precedenti che stiamo attraversando ci insegna fra l’altro che operiamo in una realtà in costante e rapido mutamento. Occorre prepararsi. La crisi finanziaria ha infatti generato una crisi dell’economia reale e ha influito pesantemente sui bilanci statali. Il caso della Grecia è emblematico”. Sefcovic ha precisato: “Abbiamo finora operato per salvare le famiglie, le economie, le imprese e le banche dal tracollo. La zona euro è presa di mira dagli speculatori e bisogna reagire in fretta, perché c’è il rischio di un rapido contagio senza una vera disciplina dei conti pubblici”.Budget statali e stabilità. Sefcovic ha puntualizzato: “Ci sono tre punti sui quali dobbiamo focalizzarci per prevenire le crisi e contrastarle. Anzitutto occorre una cooperazione rafforzata a livello di governance; dobbiamo in secondo luogo dare maggiori poteri a Eurostat, per monitorare la situazione; inoltre serve un meccanismo per contrastare gli attacchi speculativi”. Il vicepresidente dell’Esecutivo, a proposito della sostenibilità dei conti pubblici, ha annunciato “nuove iniziative” da parte del collegio dei commissari, fra cui “il libro verde sui sistemi pensionistici che presenteremo a breve scadenza”. Il commissario ha quindi aggiunto: “Si dice che la Commissione vuole controllare i bilanci nazionali. Non è vero. Si vuole invece avere un quadro europeo per verificare se i conti pubblici sono in linea con i criteri del Patto di stabilità. È un’azione preventiva, non di controllo, ed è finalizzata ad avere bilanci sani” per poter agire positivamente sulle economie reali e sui sistemi di welfare. A Madrid si è inoltre parlato di sicurezza (Programma di Stoccolma), cittadinanza, allargamento, sostegno alle regioni, Mediterraneo, Balcani.