CONSIGLIO EUROPEO

Di fronte alla crisi

Lo sforzo di delineare risposte concrete

Europa 2020, Europa 2030: in tempi di crisi economica, e di interconnesse difficoltà sul piano politico e sociale, l’Europa comunitaria cerca di interpretare le sfide che l’attendono e di delineare risposte concrete. In questa direzione possono essere lette alcune iniziative in atto in questo frangente: il 21 maggio si è riunita la “task force” speciale che si occupa della recessione e che terminerà i lavori con una relazione al Consiglio europeo di ottobre; il summit dei capi di Stato e di governo Ue di giugno, invece, prenderà in esame la strategia Europa 2020 per la crescita e lo sviluppo nonché la relazione finale del Gruppo di riflessione sul futuro dell’Unione che ha per orizzonte temporale appunto il 2030.Quattro obiettivi. La prima riunione della task force istituita nel marzo scorso per occuparsi di crisi, disciplina dei bilanci, governance, si è dunque svolta a Bruxelles. Essa è composta da un ministro per ogni Stato membro, dal presidente della Banca centrale Jean-Claude Trichet, dal commissario agli affari monetari Olli Rehn, dal presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker; è presieduta dal presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy. Il quale, al termine della seduta, ha parlato di un “incontro molto utile”, dove ha “potuto avvertire un forte spirito di collaborazione” attorno a “preoccupazioni comuni”. Il politico belga ha posto in evidenza i “quattro principali obiettivi sui quali ci siamo trovati d’accordo”. Anzitutto “dobbiamo raggiungere una maggiore disciplina di bilancio” e per far questo “occorre rafforzare il Patto di stabilità e crescita e renderlo più efficace”. Il secondo obiettivo: “Abbiamo bisogno di ridurre le divergenze di competitività tra gli Stati membri, almeno quando queste sono troppo grandi”. Van Rompuy ha quindi proseguito: “Il terzo obiettivo riguarda la necessità di creare un meccanismo per prevenire e far fronte alle crisi e ai problemi ad esse legati”: il riferimento è andato in questo caso alla situazione della Grecia che ha recentemente impegnato Eurolandia e l’Ue nel suo complesso. Il quarto obiettivo “è collegato al terzo: Abbiamo bisogno di rafforzare la governance economica”.Imparare dal passato. La task force ha potuto lavorare su una serie di proposte già individuate dalla Commissione, ma ora ogni Stato membro e la Bce sono invitati a fornire altri elementi per la discussione: un primo rapporto sul lavoro svolto sarà presentato al vertice dei Ventisette il 17 giugno, ma il documento finale è atteso per il Consiglio europeo di ottobre. “A cosa puntiamo?”, ha affermato ancora Van Rompuy uscendo dalla sala dell’incontro: “il nostro accordo dovrebbe portare a una più forte coesione economica all’interno dell’Unione. Ciò è vitale per 27 Paesi che hanno un mercato interno comune e per una zona di 16 Stati che condividono la stessa moneta”. A questo punto il presidente “stabile” dell’Ue ha collegato l’analisi svolta e gli obiettivi individuati con la strategia Europa 2020 che nel frattempo l’Ue sta elaborando per rafforzare la crescita e l’occupazione, puntando sulla conoscenza, la ricerca e l’innovazione. “Tutti noi vogliamo trarre insegnamento da questo difficile periodo – ha poi aggiunto Van Rompuy -. In passato, le misure correttive sono state assunte troppo tardi. Ecco perché abbiamo bisogno di agire su vari versanti”: la prevenzione a livello delle regole; il rigore di bilancio; la competitività dell’economia reale; la stabilità dell’Eurozona e dell’Ue. Gli Stati membri e le istituzioni comuni “devono lavorare insieme” attorno a questi punti. “Sono convinto che saremo capaci di superare la crisi” e la reazione sul caso greco “lo dimostra”.Una “visione comune”. Nel frattempo il gruppo di riflessione sul futuro dell’Unione ha terminato i suoi lavori: istituito nel dicembre 2008, era composto da 12 membri e presieduto dall’ex premier spagnolo Felipe Gonzales. Il mandato conferito dal Consiglio europeo aveva individuato alcuni temi prioritari sui quali concentrarsi su: modello economico e sociale, competitività, stato di diritto, sviluppo sostenibile, stabilità globale, migrazione e problemi demografici, energia e protezione del clima, lotta contro l’insicurezza e il terrorismo. Un’attenzione specifica avrebbe dovuto riguardare “il modo migliore per stabilire un contatto con i cittadini e rispondere alle loro aspettative ed esigenze”. Il documento finale (46 pagine datate marzo 2010, divise in un’ampia introduzione e 9 capitoli) sarà presentato al summit di metà giugno. “Le nostre conclusioni – ha spiegato Felipe Gonzales – non sono rassicuranti né per l’Unione né per i nostri cittadini”. “Eppure siamo convinti che l’Ue sarà in grado di rispondere a tutte le sfide che ha dinanzi, purché si lavori insieme”, rafforzando la governance, la coesione sociale, le istituzioni comunitarie e svolgendo un’azione comune sulla scena mondiale. “Valori condivisi” e “una visione comune” saranno necessari, per Gonzales, in “ragione degli imperativi imposti da questa nostra epoca”.