KIRCHENTAG
Al via a Monaco la seconda Giornata ecumenica delle Chiese
Più di 80.000 persone hanno partecipato il 12 maggio nella spianata della Theresienwiese della città di Monaco alla cerimonia di apertura del secondo Kirchentag, la Giornata ecumenica delle Chiese in Germania. La città bavarese ha accolto la manifestazione con il suono delle campane, delle bande musicali e tre celebrazioni all’aperto. Un evento straordinario nei numeri: il programma è contenuto in ben 720 pagine e prevede per 5 giorni (fino al 16 maggio) oltre 3.000 eventi: tavole rotonde, celebrazioni ecumeniche, forum, momenti artistici. L’organizzazione delle manifestazioni è stata affidata a 60 commissioni per l’elaborazione dei progetti composte da associazioni e istituzioni ecclesiastiche. “Affinché abbiate la speranza”. È questo il motto della manifestazione alla quale si sono iscritte oltre 100.000 persone per tutta la sua durata (fino al 16 maggio): si aggiungeranno numerosi visitatori occasionali. Anche papa Benedetto XVI – impegnato negli stessi giorni in un viaggio apostolico in Portogallo – ha inviato un lungo messaggio. “Il buon grano non è stato soffocato”. Un invito alla speranza nonostante l’attuale periodo travagliato. A rivolgerlo è stato papa Benedetto XVI in un messaggio inviato ai partecipanti alla Giornata ecumenica delle Chiese. “In un periodo difficile – scrive il Papa – volete dare un segnale di speranza nella Chiesa e nella società. Vi ringrazio molto per questo, perché il nostro mondo ha bisogno di speranza, il nostro tempo ha bisogno di speranza. Ma la Chiesa è davvero un luogo di speranza? Negli ultimi mesi ci siamo continuamente confrontati con notizie che ci vogliono togliere la gioia della Chiesa, che la oscurano come luogo di speranza”. Il Papa esorta a imitare, oltre i Santi, anche le “piccole persone, che non vengono citate da giornali e da libri di storia, cresciute in grande umanità e bontà in virtù della loro fede”. “Se non percepiamo solo il lato oscuro ma anche quello luminoso e buono del nostro tempo, vediamo come la fede renda l’essere umano puro, educandolo all’amore”. “La zizzania – ha proseguito citando la parabola evangelica del grano e della zizzania – esiste anche e proprio all’interno della Chiesa e tra coloro che il Signore ha chiamato in modo particolare al Suo servizio. Ma la luce di Dio non è venuta meno, il buon grano non è stato soffocato dal seme del male”. “Non perdere di vista le cose buone”. “La frase ‘Affinché abbiate la speranza’ – prosegue il Papa riferendosi allo slogan della Ökt – ci vuole invitare innanzitutto a non perdere di vista le cose buone. Ci invita ad essere buoni e a ridiventare sempre buoni, a combattere al fianco di Dio per il mondo come fece Adamo e a tentare strenuamente di vivere della giustizia di Dio”. “Ma allora, la Chiesa è un luogo di speranza? Sì, perché da essa la Parola di Dio continua ad arrivare a noi, la parola che ci purifica e ci indica la via della fede”. Benedetto XVI sottolinea che “niente può oscurare o distruggere tutto ciò. E di questo dobbiamo rallegrarci persino nella tribolazione”. Il Papa ricorda che “se parliamo della Chiesa come luogo della speranza che proviene da Dio, ciò comporta anche un esame di coscienza: come mi comporto con la speranza che Dio ci ha donato? Mi lascio davvero formare dalla sua Parola? Mi lascio cambiare e guarire da Lui? Quanta zizzania cresce in me? Sono pronto a strapparla? Sono riconoscente per il dono del perdono e disponibile a mia volta a perdonare e a guarire, anziché condannare?”. “Le grandi cose della vita non possiamo ‘farle’: le possiamo solo auspicare. La buona notizia della fede è proprio questa: esiste qualcuno che ce le può donare. Non siamo abbandonati a noi stessi. Dio vive, Dio ci ama”. “Questa è la nostra speranza e la nostra gioia, nonostante la confusione di questo periodo”. L’invito a non scoraggiarsi. Durante la funzione ecumenica nella spianata della Theresienwiese, il vescovo evangelico della Baviera, Johannes Friedrich ha esortato i cristiani a non scoraggiarsi di fronte ai numerosi problemi del mondo. L’arcivescovo cattolico di Monaco, mons. Reinhard Marx, ha invitato i presenti a intervenire nella società. Marx ha parlato dell’attuale dibattito sugli abusi nella Chiesa cattolica: “Le Chiese sono portatrici di speranza cristiana. Per questo pesa ancora di più il fatto che rappresentanti della Chiesa abbiano tradito le speranze delle persone”, ha affermato. “Preghiamo per le vittime di abusi e di violenze”, ha detto Alois Glück, presidente cattolico dell’Ökt, durante la preghiera dei fedeli. Alla cerimonia ecumenica hanno partecipato anche il presidente federale tedesco Horst Köhler e il presidente dei ministri Horst Seehofer. Sulla crisi della Chiesa, Köhler ha sottolineato la necessità di un esame di coscienza e di conversione. “L’incontro dei cristiani arriva al momento giusto”, ha osservato, poiché “può offrire la forza per il rinnovamento”. “L’ecumenismo vive. Non lasciamoci intimidire”. Questo l’incoraggiamento di mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca, in un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa cattolica tedesca Kna. “Il cammino della coesistenza ecumenica è irreversibile”, ha detto invitando a guardare a “ciò che già possiamo fare insieme concretamente nella pratica”.