Belgio: giovani per la paceDomenica 25 aprile, nel cuore di Bruxelles, ha avuto luogo la seconda edizione dell’evento “Do it 4 peace” (“Fallo per la pace”). Un’iniziativa dei “Giovani per un Mondo unito” della comunità dei Focolari del Belgio. “Durante un pomeriggio assolato – si legge nella nota degli organizzatori – si sono susseguiti balli, musiche, canti ed animazioni per bambini, e tutto questo ha dato vita ad un isolotto di fraternità all’interno della città. Il festival è stato così l’espressione di un sogno di unità nella diversità e il frutto della collaborazione tra diversi Paesi”. Giovani animati dagli stessi ideali, infatti, sono arrivati dai Paesi Bassi e dall’Italia per lavorare insieme con giovani del Libano, del Congo, del Marocco, della Slovacchia, della Vallonia e delle Fiandre. “I passanti, attirati dall’entusiasmo dei giovani e dalle loro animazioni, li hanno visti e sentiti trasmettere i loro ideali vissuti nella vita quotidiana”. Durante la festa sono stati lanciati due progetti: una petizione intitolata “Arms down” (“Abbasso le armi”) tramite l’organizzazione “Religioni per la Pace” ed una colletta di fondi per sostenere un progetto destinato a promuovere la fraternità tra cristiani, musulmani ed ebrei. L’obiettivo dell’evento è stato quello di mostrare che le differenze, lungi dal costruire un ostacolo, potrebbero divenir fonte di un arricchimento reciproco. Francia: documento sulla musica cristianaDopo due anni di lavoro, la Conferenza episcopale di Francia ha pubblicato un documento dedicato alle moderne musiche cristiane (Mac) nell’ambito della pastorale giovanile. Il termine Mac designa quella musica prodotta con un’intenzione esplicitamente cristiana, dietro cui si celano molti musicisti che il gruppo di lavoro, guidato da mons. Pierre Benoît, ha incontrato e scoperto. “Con questo documento – dichiara – il nostro desiderio è di prendere coscienza dell’esistenza e della ricchezza di queste musiche”. Il progetto è partito da una riflessione sul nesso tra giovani e liturgia, e sull’esperienza liturgica che possono fare nella Chiesa. Avendo la musica spesso un posto importante tra le giovani generazioni, l’obiettivo è stato quello di scoprire quei gruppi volenterosi di trasmettere un messaggio cristiano, per aiutare i vescovi e più in generale i responsabili e gli animatori dei giovani, a vederci più chiaro circa l’uso della musica nell’esperienza spirituale. “Dietro l’interesse mostrato verso le musiche cristiane – sottolinea mons. Benoît – si gioca anche una riconciliazione con una certa cultura rock. L’evangelizzazione si realizza anche in questa prospettiva”. Il gruppo di lavoro, oltre ad aver distinto i differenti utilizzi che vengono fatti di queste musiche (per la testimonianza e spettacoli, assemblee di preghiera, lode e liturgia) ha anche suggerito una serie di proposte per prenderle in considerazione. “Il problema va al di là della questione liturgica” conclude mons. Benoît. “Riguarda anche la sollecitudine della Chiesa verso il mondo giovanile. Noi vogliamo anche permettere ad una generazione di giovani creatori di sentirsi membri della Chiesa”. Irlanda del Nord: un corso contro le droghe18 giovani sono stati insigniti, nei giorni scorsi, del titolo di “peer leader”, operatori tra pari, al termine di un corso di formazione avanzata nell’educazione contro l’uso di stupefacenti, promosso dall’Ibdi, l’iniziativa dei vescovi irlandesi contro le droghe. A consegnare gli attestati, presso l’Our Lady college di Newry, il vescovo di Dromore, mons. John McAreavey. L’idea degli educatori tra pari nasce dal fatto che i ragazzi sono molto più influenzati dai loro coetanei e, di conseguenza, un’informazione data da questi verrà valutata molto di più rispetto alla stessa data da un adulto. “Ora conosco i rischi ed i fattori coinvolti nell’uso della droga – ha dichiarato uno degli studenti – insieme a molti modi per aiutare a prevenire l’abuso di sostanze nella mia comunità”. Il programma, denominato “Peer 4 Peer Programme”, rende gli studenti capaci di educare i loro coetanei più giovani sull’uso di alcool e altre droghe e si sviluppa su 8 sessioni che includono abilità avanzate di ascolto, di presentazione, di buona pratica nell’educazione così come nella informazione riguardo all’uso e all’abuso di alcool e droghe. Questa è la prima volta che il programma, promosso dall’Ibdi, in linea con i Dewf (Standard qualitativi nell’educazione alla droga), viene lanciato in Nord Irlanda. L’Ibdi, formato nel 1997 come risposta al crescente problema dell’abuso di sostanze in Irlanda, ha finora sviluppato il programma in molte parti del Paese, promuovendo il lavoro in associazione con altri fornitori di servizi nell’area della prevenzione alle droghe, producendo diverse pubblicazioni e coordinando un lavoro di rete nazionale. Ad oggi l’Ibdi lavora con 130 parrocchie nel Paese per mobilitare volontari ed ospitare eventi. “La Chiesa – ha affermato mons. McAreavy – è felice di offrire le sue infrastrutture per supportare il bene comune delle nostre comunità locali”.