Francia, Spagna, Irlanda

Francia: spot per le vocazioni”Sono un uomo come gli altri. Accompagno le persone nei grandi avvenimenti della loro vita. Cristo mi appassiona e lo dico. Amo la vita. Sono un prete!”. È la frase che campeggia a tutto campo sul cartellone pubblicitario con il quale la Conferenza episcopale francese sostiene quest’anno la campagna nazionale di comunicazione sulle vocazioni. A fianco della frase, un sacerdote di 41 anni: viso aperto, giovane, giacca sulle spalle. Si tratta di una campagna fortemente mediatica che mira a raggiungere i giovani utilizzando tutti i mezzi a loro disposizione: dal web con un sito internet www.etpourquoipasmoi.org alla creazione di una pagina facebook a cui si può accedere digitando lo stesso slogan “Et pourquoi pas moi ?” . La campagna informativa è promossa dal Servizio nazionale delle vocazioni della Cef in occasione della Giornata di preghiera per le vocazioni (prevista per domenica 25 aprile) e nel più vasto ambito dell’anno sacerdotale indetto da Benedetto XVI. L’obiettivo – spiega da Parigi padre Eric Poinsot, direttore del Servizio nazionale – è rivalorizzare lo statuto e la funzione del prete nella nostra società, cercando soprattutto un linguaggio vicino ai giovani”. La campagna – ammette lo stesso padre Poinsot – cade quest’anno in un contesto mediatico fortemente dominato dalle denunce per pedofilia e quindi “poco sereno” per trattare quest’argomento. “È vero – aggiunge – che attraversiamo un momento doloroso. La pedofilia ci disgusta e ci scandalizza profondamente e non possiamo dimenticare la sofferenza delle vittime”. Ma è anche vero – prosegue il padre – quanto ha detto recentemente il card. Vingt-Trois di Parigi e cioè che non siamo disposti a che venti mila preti e religiosi presenti in Francia siano gettati nella vergogna. Non è pertanto inopportuno comunicare oggi che cosa è un prete. Vogliamo dimostrare che i sacerdoti sono uomini che stanno bene nella propria pelle, sono felici e appassionati, e vivono il loro impegno con gioia. È anche l’occasione di mostrare, con i laici, che è possibile essere sempre più creativi nell’inventare una presenza della Chiesa adatta alla vita dei loro contemporanei”. La campagna mediatica mira a raggiungere giovani dai 16 ai 22 anni ed è stata realizzata con l’aiuto di studenti liceali e optando anche per uno stile ironico. 70 mila cartelloni saranno piazzati in questo periodo in più di 700 cafés, ristoranti, “Virgin Megastore”. Gli spot appariranno anche su quotidiani ad ampia diffusione come “Le Monde”, Le Figaro e Le Nouvel Observateur. Spagna: card. Varela, “il Papa non è solo””Il nostro grazie copra con affetto e intensità la potenza del male che con inusitata forza si è scagliata contro la sua persona che rappresenta la Chiesa di Cristo”. Con queste parole, il cardinale arcivescovo di Madrid, Antonio Maria Rouco Varela, si è espresso nell’omelia pronunciata nella cattedrale di Santa Maria la Real de la Almudena alla messa celebrata per il V anniversario del pontificato di Benedetto XVI insieme al nunzio apostolico e ad una cinquantina di vescovi spagnoli. Nella sua omelia, il Cardinale ha spiegato che i vescovi spagnoli si sono riuniti nella celebrazione come “segno di comunione con Colui che è il principio di unità di tutta la Chiesa e come segno di gratitudine per la sua dedizione generosa e instancabile alla Chiesa. In questa celebrazione eucaristica vogliamo unirsi a lui, insieme al nostro rispettive Chiese, e per esprimere al Papa il nostro appoggio incondizionato e il nostro affetto filiale e profondo”. Dall’inizio del Pontificato di Benedetto XVI – ha proseguito l’arcivescovo – “siamo stati testimoni dell’amore di chi si è definito come un umile lavoratore nella vigna del Signore”. I vescovi spagnoli apprezzano di Benedetto XVI soprattutto “la mitezza e la serenità” con cui ha vissuto “i momenti difficili del suo ministero”. “Dove sta Pietro – ha detto l’arcivescovo – sta la Chiese. Gli attacchi a Pietro sono anche attacchi alla Chiesa. Per questo, mentre rendiamo grazie a Cristo per averci dato un pastore buono e umile, noi ci stringiamo attorno a lui, e gli diciamo: Non siete solo, Santo Padre, la Chiesa vi sostiene”.Irlanda: “rinnovamento e conversione”L’Anno Sacerdotale, che ha avuto inizio in occasione della festa del Sacro Cuore il 19 giugno 2009, è “una chiamata al rinnovamento e alla conversione”. Questa la riflessione del vescovo di Raphoe, mons. Philip Boyce, presidente della Commissione episcopale per il clero, in occasione della visita delle reliquie del curato d’Ars in Irlanda, promossa dal 25 al 29 aprile per l’anno sacerdotale. Un’occasione – aggiunge il vescovo – per sostenere “la fedeltà e la santità dei sacerdoti, e di approfondire il loro impegno ad un rinnovamento interiore per amore di una testimonianza più forte ed incisiva del Vangelo nel mondo di oggi”. Nella sua riflessione, il vescovo affronta ovviamente il delicato e difficile momento vissuto dalla Chiesa irlandese a causa delle denunce per abusi sessuali e dice: “Gli atti vergognosi che sono venuti alla luce negli ultimi tempi hanno causato tanto scandalo e angoscia. L’anno sacerdotale, quindi, offre a laici e sacerdoti la possibilità di diventare veramente quel popolo di Dio di cui parla san Pietro nella sua lettera”. “Che la visita delle reliquie di Giovanni Vianney a Cork, Dublino, Knock e Armagh possa essere un momento di grazia e di rinnovamento per i sacerdoti”.