MALTA
Lettera del Segretario di Stato vaticano per la visita di Benedetto XVI
Essere fieri dell’eredità cristiana, pronti alla difesa della famiglia, del matrimonio, della vita e dei più deboli, e disponibili a sostenere i sacerdoti pregando per le vocazioni. Sono le esortazioni che il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone, lancia ai fedeli maltesi, in una lettera inviata loro in vista della visita nell’isola di Benedetto XVI (17-18 aprile) in occasione del 1950° anniversario del naufragio di san Paolo. Secondo il programma il Papa sarà accolto all’aeroporto di Malta a Luqa, dove terrà il suo primo discorso, seguito dalla visita di cortesia al Presidente della Repubblica a La Valletta. Alle 19.45 si recherà a Rabat per la visita alla grotta di san Paolo. Il 18 aprile la messa e il Regina Coeli a Floriana, cui seguirà il pranzo con i vescovi di Malta. Alle 16.45 Benedetto XVI incontrerà i giovani, ultimo appuntamento prima del rientro in Italia.Rafforzarsi nella fede. “Benedetto XVI – scrive il cardinale – viene per rafforzarvi nella fede. Malta è rimasta fortemente legata a Cristo per molti secoli ed ha fatto molto per difendere la fede dentro e fuori i suoi confini. Dovete essere orgogliosi della vostra eredità cristiana, della testimonianza di intere generazioni di cattolici maltesi che hanno vissuto con esemplare devozione la loro fede, orgogliosi del fervore apostolico di innumerevoli uomini e donne che dalla vostra isola sono partiti missionari per annunziare il Vangelo di Cristo in luoghi lontani”. “Il Santo Padre – si legge nel testo, diffuso l’11 aprile dall’arcidiocesi di Malta – sa quanto siete attaccati a questo vostro patrimonio e vi invita ad approfondirlo nonostante il fatto che, nella società attuale, ciò comporta il rischio di essere contrastati, ignorati o dimenticati. Malta parla con chiarezza del bisogno di difendere la santità del matrimonio, la centralità della famiglia per una società giusta ed il bisogno di proteggere la dignità della vita umana dal concepimento alla morte naturale. Malta sa come prendersi cura dei membri più deboli e più vulnerabili della società, compreso il nascituro. La famiglia ci insegna a vivere la solidarietà in ogni area della vita sociale e civile. Queste sono le grandi verità che Malta può testimoniare con autorevolezza e convinzione”. “Il Papa – conclude Bertone – vi invita in particolare a pregare per il grande dono del sacerdozio, a sostenere i vostri sacerdoti così che possano crescere in gratitudine verso Dio e in fedeltà ed entusiasmo per il loro ministero”. Alla lettera del cardinale si è aggiunta anche quella dei due presuli locali, l’arcivescovo di Malta, mons. Paul Cremona e il vescovo di Gozo, mons. Mario Grech. “La visita del Santo Padre – scrivono – sarà provvidenziale per la nostra terra. Ascoltiamo tutti le sue parole. Egli saprà indirizzare il nostro Paese e ci aiuterà ad aprire gli occhi sulla situazione attuale”. “Dolore e pentimento”. Nonostante la grande attesa, la visita a Malta di Benedetto XVI sta suscitando anche delle polemiche a causa degli scandali degli abusi sessuali che anche nell’isola vede coinvolti alcuni sacerdoti. È di questi giorni la notizia che dopo alcuni manifesti e scritte ingiuriose contro il Pontefice, su Facebook è nato un gruppo chiamato “No a papa Benedetto XVI a Malta” che conta già 1000 membri. Sullo scandalo degli abusi già nei giorni scorsi erano intervenuti mons. Cremona e mons. Mario Grech, con un messaggio “di pentimento e di dolore” rivolto a tutta la comunità maltese. “Mentre esprimiamo solidarietà alle vittime – affermano nel messaggio – sentiamo il bisogno di pentirci dei peccati di coloro che hanno commesso gli abusi. Patiamo l’umiliazione nel sapere che questi sono stati perpetrati da coloro che, in nome della Chiesa, avevano il compito di educare e proteggere i giovani. È un momento di umiliazione per tutta la Chiesa”. I due presuli al tempo stesso ricordano che la Chiesa di Malta è stata “una delle prime ad adottare azioni concrete” per fronteggiare gli abusi. Nel 1999, infatti, furono istituiti due comitati per investigare le accuse di abusi sessuali su minori come anche su adulti ad opera di membri del clero, religiosi ed operatori pastorali. Oggi alla luce della lettera del Papa ai cattolici irlandesi, “la Chiesa maltese continua ad intensificare il suo impegno contro gli abusi e chiede a tutti i cristiani di cooperare con le autorità competenti, incluse quelle civili. Ribadiamo quanto affermato nel 1999: i cristiani sono obbligati a cooperare con la Chiesa piuttosto che nascondere i fatti o restare in silenzio, affinché questa ferita possa essere guarita una volta per tutte”. “Nonostante la vicenda sia fonte di umiliazione per la Chiesa, essa deve continuare nella missione affidatale da Dio in favore dell’umanità”. “Abbracciamo – concludono mons. Cremona e mons. Grech – questo momento di umiliazione e di sofferenza come un invito ad unire la missione della Chiesa alle nostre capacità umane sapendo che queste sono dipendenti dal potere dello Spirito Santo”. A testimonianza dell’impegno in questo campo, l’arcidiocesi di Malta ha informato che mons. Cremona si è detto disponibile ad incontrare le vittime di abusi che ne avevano fatto richiesta nel corso di un incontro con la stampa.