L’Ue in breve

Sicurezza alimentare nei Paesi in via di sviluppoLa Commissione ha presentato a Consiglio e Parlamento Ue una serie di progetti “per aiutare i Paesi in via di sviluppo ad affrontare il problema della sicurezza alimentare, nelle situazioni di emergenza e a lungo termine”. Ampio il ventaglio di iniziative suggerite, che dovrebbero guidare l’azione comunitaria ma applicabili anche da altri attori internazionali, le quali presuppongono che “la sicurezza alimentare sia basata su tre concetti basilari: disponibilità di cibo, accesso al cibo, qualità del cibo”. In tal senso la Commissione intende promuovere un “modello agricolo ecologico e sostenibile, consono alla realtà dei Paesi e dei mercati in via di sviluppo e in grado di garantire la disponibilità, l’accessibilità e un’adeguata qualità nutrizionale dei prodotti alimentari”. Particolare attenzione è assegnata all’incremento della produttività dei piccoli agricoltori, al potenziamento dei meccanismi di assistenza alle fasce di popolazione particolarmente vulnerabili, al miglioramento delle produzioni rurali e del commercio dei beni di prima necessità. “È inaccettabile – ha spiegato il commissario Andris Piebalgs – che nel 2010 un miliardo di persone soffra ancora di fame e malnutrizione”. L’Ue deve dunque “fornire un aiuto più strutturale ai Paesi in via di sviluppo nella lotta contro due flagelli strettamente collegati, la fame e la povertà, così da conseguire gli Obiettivi di sviluppo del millennio”.Rom: l’azione Ue per l’integrazione. “No ai ghetti””La nostra è un’Unione fondata su valori forti, ragion per cui dobbiamo assicurare il rispetto dei diritti fondamentali dei Rom. La discriminazione contro questa minoranza etnica è inaccettabile”: Viviane Reding, commissario per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza, ha riassunto la posizione delle istituzioni Ue sulle condizioni di vita della minoranza rom e sinti in Europa. In occasione della Giornata internazionale dedicata ai rom, l’Ue ha promosso il secondo summit continentale, svoltosi l’8 e il 9 aprile a Cordova (Spagna). La Commissione ha dal canto suo pubblicato una relazione che “sollecita gli Stati membri a usare i fondi comunitari ai fini dell’integrazione socioeconomica dei rom”, indirizzando le azioni per “l’accesso a posti di lavoro, a un’istruzione non segregata, ad alloggi e a servizi sanitari” adeguati, “essenziali per la loro inclusione”. “L’integrazione dei 10-12 milioni di rom – una popolazione grande come quella del Belgio o della Grecia – costituisce una responsabilità comune degli Stati membri e delle istituzioni Ue”. L’Esecutivo ha inoltre presentato un documento che valuta i progressi realizzati negli ultimi due anni, dove si sottolinea che, “sebbene la situazione di molti rom presenti in Europa rimanga difficile”, si sono registrati alcuni progressi sul piano dell’integrazione. László Andor, commissario per l’occupazione e gli affari sociali, ha sottolineato: “Gli sforzi per l’integrazione” di questi cittadini Ue “devono riguardare l’intero ciclo di vita, dalla scuola per l’infanzia al sistema scolastico generale per i bambini, dai posti di lavoro per gli adulti all’assistenza per gli anziani”; “i rom non hanno bisogno di un mercato del lavoro a parte né di scuole che perpetuino la segregazione dei loro bambini e non vogliono nuovi ghetti. Il nostro obiettivo è che siano accettati su un piano di parità e integrati nella società”.Assemblea: confronto su Europa 2020 e caso-GreciaUna sessione straordinaria dell’Assemblea Ue ha preso in esame, il 7 aprile, i risultati del Consiglio europeo di fine marzo dedicato al caso-Grecia, all’economia e ai cambiamenti climatici. “Il peggio della crisi è passato, ma non i suoi effetti”, ha affermato Herman van Rompuy, presidente “stabile” del Consiglio europeo, intervenendo davanti all’Europarlamento riunito a Bruxelles. Sempre riguardo la situazione economica, Van Rompuy si è soffermato per spiegare i cardini della strategia Europa 2020 per la crescita e l’occupazione, che ha ricevuto il via libera dei leader politici almeno nelle sue linee essenziali. “Ora occorre – ha affermato il politico belga – un mix di interventi, nazionali e comunitari, nei quali ciascuno deve definire e mantenere i propri impegni, connessi alle rispettive realtà interne”. Due i punti sui quali si cercherà un accordo al prossimo summit di giugno: l’aumento dei livelli medi di istruzione e la lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Van Rompuy si è poi dedicato al caso-Grecia, esponendo l’accordo raggiunto al summit. Numerose, nel corso del dibattito in Assemblea, le critiche sollevate dagli eurodeputati su questo punto. Durante la sessione, intervenendo a nome dell’Esecutivo il commissario Maros Sefcovic ha parlato della necessità di “ridefinire, con uno sforzo collettivo, l’assetto complessivo dell’economia dell’Unione”, anche “allo scopo di migliorare la qualità della vita, proteggere l’ambiente, svolgere un ruolo di primo piano a livello mondiale”.