Irlanda: tempo di riforma e rinnovamento”Sono tempi di grande importanza per la Chiesa in Irlanda” che richiedono “un nuovo inizio”, un “tempo di riforma e di rinnovamento”. E la Lettera pastorale di papa Benedetto XVI ai fedeli di Irlanda sono “una importante risorsa per questo rinnovamento”. Omelia molto intensa quella pronunciata il 17 marzo dal card. Seán Brady, primate d’Irlanda, nella cattedrale di St. Patrick ad Armagh nel giorno in cui la Chiesa celebrava San Patrizio. “Questa settimana – ha detto il cardinale – un episodio doloroso è venuto fuori dal mio passato. Ho ascoltato la reazione di persone riguardo al ruolo che ho avuto in fatti di 35 anni fa. Voglio dire a chi si è sentito ferito da qualsiasi mancanza da parte mia che mi scuso con lui con tutto il cuore. Mi scuso anche per tutti coloro che si sentono delusi. Guardando indietro mi vergogno di non essermi sempre sostenuto ai valori che professo e in cui credo”. “Credo – ha proseguito l’arcivescovo – che i due anni che ci separano dal 50° Congresso eucaristico internazionale a Dublino saranno tra i più critici per noi”. “Dobbiamo – è questa l’indicazione del card. Brady – umilmente continuare ad affrontare l’enormità del dolore causato” e della “risposta disperatamente inadeguata che è stata data”. “Come Vescovi nella Chiesa d’Irlanda di oggi dobbiamo riconoscere i nostri errori”. “Per il bene dei superstiti, per il bene di tutti i fedeli cattolici, così come per i religiosi e i sacerdoti di questo Paese, dobbiamo fermare questo stillicidio quotidiano delle rivelazioni di omissioni”. Ricordando poi che tra qualche giorno inizierà la Settimana Santa, il cardinale ha detto: “Userò questo tempo per pregare e discernere la volontà dello Spirito Santo. Rifletterò su ciò che ho sentito da coloro che sono stati feriti da un abuso. Pregate per coloro che sono stati feriti. Pregate per la Chiesa e per me”.Francia: una questione affrontata da molto tempoLa Chiesa cattolica francese sta affrontando la questione della pedofilia da molto tempo e seriamente. È quanto assicura mons. Antoine Hérouard, segretario generale della Conferenza episcopale francese in un’intervista del 17 marzo sul sito della Cef, a riguardo della dolorosa questione della pedofilia nella Chiesa emersa in alcuni Paesi europei. È la prima presa di posizione semi-ufficiale dei vescovi francesi a riguardo della pedofilia. “Forse prima di altri – dice il segretario generale francese – noi abbiamo preso misure e intrapreso cammini per farne fronte, in particolare dal 2000”. In quell’anno nel corso di una assemblea generale, i vescovi francesi hanno messo la delicata questione al centro delle loro riflessioni e nel 2003 è stato pubblicato una “Brochure” che è opera di un comitato di redazione composto oltre che da vescovi e sacerdoti, anche da esperti nel campo della psicologia, della psichiatria, dell’ordinamento penale e della teologia morale. “È evidente – spiega mons. Hérouard – che bisogna denunciare i fatti portati alla nostra conoscenza e impedire che le persone implicate abbiano una attività pastorale, oltretutto se questa attività ha legami con dei bambini”. Detto questo, il segretario generale mette però in guardia da un rischio: “non bisogna denigrare tutti i preti. Fortunatamente, dal punto di vista statistico, questi casi sono una minoranza molto piccola. La grande maggioranza dei sacerdoti che esercitano il loro ministero, lo fa in maniera irreprensibile e non è giusto che portino il peso della vergogna di chi si è comportato in maniera indegna”. Mons. Antoine Hérouard trova inoltre “assurdo” nonché “ingiurioso” dire che “il celibato porterebbe alla pedofilia”. “Il ragionamento non tiene. Statisticamente la grande maggioranza dei casi di pedofilia si consumano nelle famiglie”. È pertanto “un momento di prova per la Chiesa. Si tratta di testimoniare che la scelta del sacerdozio è un cammino di gioia e non di frustrazione”. Germania: abusi, “tutto venga alla luce”Dura condanna degli abusi commessi in passato ma anche le azioni da mettere in pratica per prevenirli. In un’intervista rilasciata nei giorni scorsi all’agenzia cattolica Kna, mons. Ludwig Schick, arcivescovo di Bamberg, ha ribadito che “la Chiesa e altre istituzioni hanno agito in modo sbagliato nel trattare casi passati venuti alla luce”, ma ha anche illustrato i miglioramenti da apportare a livello di formazione sacerdotale. Tra questi, ha detto il presule, l’intervento di “psicologi e psicoterapeuti”, poiché “abbiamo bisogno di persone qualificate e mature”. Anche l’aggiornamento è importante: “nell’arcidiocesi di Bamberg sono già stati organizzati incontri per sacerdoti e collaboratori della pastorale sul tema dell’abuso sessuale e sulla prevenzione”, ha aggiunto. “Ad esempio, il progetto “Bambini forti” può aiutare i giovani a difendersi meglio. Essi devono essere messi in condizione di poter denunciare un abuso o un’aggressione. Deve venire tutto alla luce”. Secondo l’arcivescovo, “è importante considerare tutti i casi di abuso. La gran parte di essi avviene in contesti familiari, nelle scuole, nelle associazioni sportive, collegi e gruppi giovanili. L’abuso è un problema sociale da stroncare”.