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Un’altra forma di solidarietà

L’Ue di fronte al “caso Grecia”

L’introduzione e l’evoluzione della moneta unica europea nel corso del decennio precedente ha rappresentato una straordinaria storia di successo. L’Unione europea nella sua totalità, anche se finora soltanto 16 dei suoi 27 Stati membri sono entrati a far parte della zona euro, ha quindi conseguito una stabilità che ha contribuito ad impedire il verificarsi di catastrofi, in particolare anche durante la più recente crisi economica e finanziaria.Ora questo successo è stato messo in dubbio dall’eccessivo indebitamento della Grecia e dalla conseguente speculazione destata a carico di Eurolandia. Il dibattito, che da allora ha introdotto il quesito su come poter aiutare la Grecia e come poter evitare nello stesso tempo le conseguenze negative della sua insolvenza sull’Unione monetaria, preannuncia l’aggiunta di una nuova tappa nella lunga e difficoltosa strada verso l’unità politica dell’Europa.La risposta più evidente a questa domanda naturalmente è la seguente: gli altri Stati membri dovrebbero dimostrare solidarietà e quindi aiutare la Grecia ad uscire da questa difficile situazione attraverso crediti oppure ulteriori pagamenti; ciò darebbe prova anche della coesione della loro Comunità. Tuttavia una simile risposta, in questo caso, non offre la soluzione migliore, anche se richiama uno dei valori portanti sui quali si fonda l’unità dell’Europa.Qui si richiede un’altra forma di solidarietà. I Partner dell’Unione monetaria offrono alla Grecia la sicurezza di essere fronteggiata a condizione che quest’ultima intraprenda tutti gli sforzi necessari per sbarazzarsi dei propri problemi. Il funzionamento del sistema monetario europeo si basa su criteri che devono essere osservati nell’interesse della sua sostenibilità e della sua solidità. Fa parte di questi criteri quello che prevede che gli Stati membri debbano rispettare determinati limiti per quanto riguarda il proprio indebitamento. Essi sono obbligati ad una disciplina di bilancio e non possono effettuare maggiori uscite rispetto ai mezzi che hanno a disposizione. Adempiere rigorosamente questa obbligazione contrattuale implicita è un principio della solidarietà nei confronti degli altri Stati membri nell’Unione monetaria. La fiducia sostenibile e reciproca dei Membri è un presupposto fondamentale per la stabilità della moneta comune.I singoli Stati membri, che si trovano in difficoltà a seguito di atti di cui sono responsabili e quindi violano la solidarietà nei confronti della Comunità, devono accettare una perdita di fiducia. Attraverso aiuti finanziari presuntamente solidali la fiducia non può essere ristabilita o consolidata, tanto più che in questo modo non si guadagnerebbe niente, visto che tali interventi porterebbero, nel migliore dei casi, a sgravi di breve – medio termine. Il problema, che si riscontra nel caso attuale e consiste nel fatto che lo Stato greco e la società greca da anni vivono al di sopra dei propri mezzi e si sono abituati a tale condizione, non viene risolto ma occultato e quindi si aggrava.Per questo motivo il Trattato, con il quale l’Unione monetaria fu introdotta nel sistema politico europeo, contiene un chiaro divieto per i singoli Stati membri, che non tengono in regola i propri bilanci a causa dell’indebitamento interno, di acquisire i propri titoli di debito.Con sofferenza e contro la resistenza accanita di cittadine e cittadini, che sono direttamente interessati dalle misure drastiche ma necessarie al fine del risanamento delle finanze statali, adesso il Governo greco deve far sì che il deficit accumulatosi nel corso di molti anni venga riportato ad un livello tollerabile in un periodo di tempo relativamente breve.Quale insegnamento si trae per il futuro da questa esperienza? In ogni caso l’Unione europea deve ottenere la possibilità di occuparsi lei stessa, – cioè in qualità di Unione – della disciplina di bilancio nella zona euro e infine di assumere anche la responsabilità per la politica finanziaria ed economica. Le competenze per la politica finanziaria, economica e di bilancio continuano infatti ad essere riconosciute agli Stati membri. In altre parole: l’Unione europea necessita di un “governo dell’economia”, che deve insediarsi presso l’unico organo del proprio sistema politico, il quale dispone di un’adeguata designazione e prassi comunitaria, ossia presso la Commissione europea.Tuttavia ancora diversi Stati membri, soprattutto anche la Germania, oppongono resistenza, in parte per motivi ideologici e in parte anche per mancanza di fiducia nella capacità di un’azione comunitaria. Come dimostra il caso attuale, in questo modo essi compromettono i successi della propria politica. Il punto di vista ha iniziato a cambiare sotto la pressione della crisi relativa alla questione della Grecia. I Governi devono imparare che oggi non possono più considerare la loro responsabilità per i propri Stati ed i Popoli senza pensare ad un contributo responsabile per l’Unione. Soltanto una tale corresponsabilità politica per l’Unione crea la fiducia reciproca e quindi il presupposto per la solidarietà europea.