L’Ue in breve

Commissione: sul clima accordo multilateraleProsegue a livello Ue l’impegno in tema ambientale dopo la Conferenza di Copenaghen del dicembre scorso. Il 18 febbraio il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, ha scritto ai capi di Stato e di governo per informarli delle prossime fasi nel lavoro della Commissione sull’azione per il clima. Barroso afferma che il processo internazionale deve essere “portato avanti con rinnovata fiducia”, mentre ritiene un elemento importante nella strategia per il clima “l’esecuzione dei finanziamenti ad avvio rapido per i Paesi in via di sviluppo”, stabiliti a dicembre. La lettera richiama la necessità di una decisa azione politica e diplomatica per un accordo ampio, perseguendo “obiettivi ambiziosi nell’ambito di un accordo multilaterale”. Connie Hedegaard, nuova commissaria europea per l’azione per il clima, sta a questo proposito consultando i partner internazionali per rilanciare il processo sul dopo-Kyoto. Lo stesso Barroso dovrebbe presentare il punto della situazione al Consiglio Ue del 25 e 26 marzo e a tal fine si incontrerà con il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy.Parlamento: risposta alla crisi e riforma della pescaSi svolge il 24 e 25 febbraio, nella sede di Bruxelles, la mini-sessione del Parlamento Ue. All’ordine del giorno figurano: la valutazione dei risultati del vertice informale dei leaders Ue sulla crisi economica svoltosi l’11 febbraio; una discussione sul conflitto israelo-palestinese, sulla base del rapporto Onu redatto dal giudice Richard Goldstone; l’adozione di una posizione sui progetti di riforma della politica comune della pesca; il varo di una nuova legislazione che dovrebbe ridurre il peso degli adempimenti contabili per le micro aziende. Il presidente dell’Assemblea, Jerzy Buzek, è invece impegnato in una serie di colloqui a livello internazionale, incontrando il presidente palestinese Mahmoud Abbas, il ministro israeliano per gli affari esteri Avigdor Liberman, il presidente della Bulgaria Georgi Parvanov, il leader dell’opposizione bielorussa Alexander Milinkevich.Opportunità di lavoro con le IctMettere in evidenza il “bisogno crescente di utenti e professionisti che padroneggino le tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni” (Ict) per “contribuire in modo decisivo a un’Europa competitiva e innovativa”. La prima settimana europea delle competenze digitali (European e-Skills week), in programma dall’1 al 5 marzo, si pone tale obiettivo e sarà il culmine della campagna promossa dalla Commissione “per informare gli studenti, i giovani professionisti e le piccole e medie imprese sulla vasta gamma di opportunità lavorative offerte dalle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni”. “Da alcuni mesi – spiega l’Esecutivo – autorità pubbliche, imprese del settore delle Ict, scuole e studenti sono impegnati in centinaia di attività, formazioni e concorsi in oltre 20 Paesi europei”. Già nel 2007 la Commissione europea aveva pubblicato una comunicazione, intitolata “Competenze informatiche (eSkills) per il XXI secolo: promozione della competitività, della crescita e dell’occupazione”, proponendo un’agenda di lungo periodo per la diffusione di tali competenze. La Commissione prevede che la settimana europea 2010 “coinvolgerà 300mila partecipanti in tutta Europa”. Sul sito “European e-Skills week” è accessibile l’elenco degli eventi organizzati in tutti i Paesi partecipanti alla campagna.Eurostat: regioni ricche e povereLa regione più “ricca” d’Europa è l’Inner London (Regno Unito), la più povera è Severozapaden (Bulgaria). Lo certifica Eurostat con uno studio sul Prodotto interno lordo pro capite. L’ufficio statistico dell’Ue raffronta il Pil di 271 regioni dei 27 Stati aderenti, considerando poi il numero degli abitanti e il potere di acquisto. Ne risulta in primo luogo che (dati 2007) il Pil pro capite per abitante nell’Europa comunitaria è pari a 24.900 euro. “Le regioni che occupano la testa della classifica – afferma Eurostat – sono”, fatto 100 il Pil medio, “Inner London (334),il Granducato del Lussemburgo (275), Bruxelles città (221), Amburgo (192), Praga (172), Ile de France 169”. Tra le 41 regioni che mostrano un Pil pro capite superiore a 125, “nove regioni si situano in Germania, cinque nei Paesi Bassi e nel Regno Unito, quattro in Austria, tre a testa in Spagna e Italia, due in Belgio e in Finlandia”. “Tra le 66 regioni che dispongono di un Pil per abitante inferiore a 75, quindici si trovano in Polonia, sette sia in Grecia che in Romania, sei in Bulgaria, Ungheria e nella Repubblica ceca, quattro in Italia e in Portogallo, tre in Slovacchia”. Il dato del Pil regionale pro capite non considera però alcuni elementi economici e sociali di rilievo, come ad esempio lo spostamento delle persone per ragioni di lavoro, la concentrazione di sedi societarie nelle principali città, il lavoro nero e l’economia “sommersa”.