CHIESE CRISTIANE

Chiesa di Inghilterra, Kek, Bartolomeo I

Chiesa di Inghilterra: Rowan Williams al Sinodo Nel corso di una difficile riunione del Sinodo generale, l’assemblea nazionale della Chiesa d’Inghilterra, che si è riunito a Londra dall’8 al 12 febbraio il primate Rowan Williams ha pronunciato un discorso ampio e molto articolato, toccando tutti i temi in agenda del Sinodo. Riguardo alla proposta di legge sull’uguaglianza, contro la discriminazione, in particolare degli omosessuali e sul suicidio assistito, l’arcivescovo ha detto che “è un errore riconoscere ai governi un’autorità che potrebbe avere conseguenze su altri e più importanti aspetti della vita”. Rispetto al suicidio assistito ha aggiunto: “Una volta offerta questa possibilità, essa non sarà usata solo dal piccolissimo numero di casi estremi ma creerà anche un quadro etico in cui il valore di alcune vite sarà minato dall’espressione legale di ciò che sembra un’impazienza pubblica nei confronti dei morenti e delle vite improduttive”. Riguardo l'”Anglican Communion Covenant”, il documento recentemente varato da Williams stesso per cercare di salvaguardare l’unità della Comunione anglicana sul dibattito sulle donne vescovo ha affermato: “qualunque cosa decidiamo, dobbiamo cercare una soluzione che salvaguardi la dignità e la libertà di tutti. Non è sufficiente scuotere via i problemi che alcuni incontrano”. L’arcivescovo ha quindi invitato i membri del Sinodo ad un ascolto “tridimensionale”, capace di prendere tempo. “Ciò accrescerà il nostro desiderio di alimentarci e istruirci gli uni gli altri, così da essere sempre più preoccupati dalla prospettiva dell’essere separati”.Kek: gruppo di lavoro per la riforma Il gruppo di lavoro che l’assemblea della Conferenza delle Chiese europee ha nominato lo scorso luglio a Lione per preparare la strada alla riforma della Kek, si è riunito per la seconda volta a Berlino, il 6-7 febbraio. I 15 membri dovranno consegnare al Comitato Centrale, entro il 31 dicembre 2011, un documento che delinei un progetto di “riforma della Kek nel suo insieme, gli obiettivi di fondo e la visione generale”. A novembre, era stato definito l’iter dei lavori: ora si prepara un testo da condividere con le chiese per analizzare la situazione in cui la Kek si trova ad operare al fine di definirne la missione, la visione e le priorità. A Berlino il gruppo ha intrattenuto un lungo colloquio con i direttori delle commissioni Chiesa e società, migranti, e dialogo, oltre che con il responsabile per le finanze. Questi colloqui, si legge nel comunicato “hanno avuto una forma strettamente riservata ed erano volti ad offrire al gruppo di lavoro una comprensione più profonda delle sfide, esterne ed interne che l’organismo europeo si trova ad affrontare”. Da un lato la crisi che colpisce anche le chiese ha inevitabili ripercussioni sulla KEK, tanto da non consentire, ad esempio, la sostituzione nell’immediato del pastore Luca Negro che a dicembre ha concluso il suo mandato di responsabile per le comunicazioni a Ginevra. Dall’altra vi sono alcuni “problemi di autorità”, come li ha definiti Charbonnier, che hanno a che fare con “difficoltà tra la persone”, ma anche “difficoltà nel definire le priorità”. Da tempo, infatti è aperto un dibattito interno se gli uffici di Bruxelles (la commissione Chiesa e società, diretta dal Rev. Rudiger Noll), che seguono le istituzioni europee e ‘fanno lobby’, debbano calamitare a sé il peso economico e strutturale maggiore della Kek, implicando un trasferimento di tutta la sede ginevrina alla capitale europea, oppure se la priorità stia nel dialogo tra le chiese su questioni più prettamente ecclesiali e teologiche (ora oggetto del lavoro della commissione chiese in dialogo, presieduta dall’ortodosso rumeno Viorel Ionita). Il gruppo di lavoro a Berlino “ha deciso di continuare la preparazione dei due documenti di analisi” dice il comunicato e nelle prossime riunioni “si confronterà con la domanda: perché la Kek dovrebbe esistere nel 2020?”. Una grande preoccupazione per il gruppo è quella della “trasparenza”, motivo per cui ha aperto un sito web (www.cecrevision.dk) per offrire uno spazio ai suggerimenti delle chiese. Prossimo appuntamento per il gruppo: ad ottobre in Ungheria. Quaresima: il messaggio di BartolomeoCon “una disposizione gioiosa” i cristiani sono chiamati a vivere il tempo della Grande Quaresima. Un “dono prezioso” dato da Dio per “disintossicare l’anima” e liberare il corpo da ciò che “è superfluo, dannoso”. È quanto scrive il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I nel messaggio per la Quaresima 2010. “Il digiuno, la continenza, la moderazione, la limitazione dei desideri, la preghiera intensa, la confessione e gli altri elementi che caratterizzano il periodo della Grande Quaresima – scrive Bartolomeo – in nessun caso devono essere interpretati come doveri gravosi, pesi insopportabili o come lavori forzati che portano scoraggiamento e malinconia”. D’altra parte la Quaresima “insegna a camminare quotidianamente con un poco di meno”, eliminando “spreco” e “ostentazione”. Invita ad ignorare “le provocazioni della pubblicità” e a comprendere meglio i bisogni dell’altro. Per questi e altri motivi occorre vivere questo periodo come tempo di “vera festa e giubilo”.