Turchia: in ricordo di don Andrea Santoro”Non è mai giusto sopprimere una vita per affermare una idea. Non è mai giusto ritenere che chi non la pensa come noi è nel torto e va annientato. Questo è fondamentalismo che distrugge la società perché distrugge la convivenza. Questo fondamentalismo, a qualsiasi religione o partito politico appartenga, potrà forse vincere qualche battaglia, ma è destinato a perdere la guerra. Ed è la storia che ce l’insegna”. Lo ha detto mons. Luigi Padovese, presidente dei vescovi della Turchia (Cet), celebrando il 5 febbraio a Trabzon una messa in suffragio di don Andrea Santoro, a quattro anni dalla sua uccisione nella chiesa di santa Maria a Trabzon mentre pregava. “Sono passati quattro anni da quando don Andrea è stato ucciso in questa chiesa. Oggi, come quattro anni fa – ha affermato mons. Padovese nell’omelia – ritorna sempre la stessa domanda: Perché? Uccidendo don Andrea che cosa si è voluto annientare? La sola persona o anche quello che la persona rappresentava? Certamente nel colpire don Andrea era il sacerdote cattolico che si voleva colpire. Il suo sacerdozio è stato perciò la causa del suo martirio”. “Il sangue che don Andrea ha versato in questa Chiesa – ha sottolineato il presidente della Cet – non è stato inutile. Pensiamo a quanti fratelli e sorelle in tutto il mondo hanno conosciuto il suo sacrificio e sono stati confermati nella volontà di vivere per Cristo e, se necessario, di morire per Lui. Questo umile sacerdote, conosciuto da pochi, con la sua morte è divenuto testimone per molti. Chi voleva farlo scomparire, in realtà ha prodotto l’effetto contrario”. “Ora, per molti, in tutto il mondo, il nome di Trebisonda è legato a quello di don Andrea. Egli voleva creare in questa città un punto d’incontro e un centro di dialogo tra cristiani e musulmani. Io spero vivamente – ha concluso – che un giorno questo suo sogno si possa realizzare e che la città di Trebisonda divenga un esempio di pacifica convivenza e di fraternità dove tutti gli uomini sono uniti nella ricerca del bene comune”. Grecia: a maggio l’incontro nazionale dei sacerdotiCon l’incontro nazionale dei sacerdoti che si terrà a Syros il 18 e 19 maggio, si chiuderà ufficialmente in Grecia l’Anno sacerdotale. “Abbiamo significativamente scelto Syros – spiega il presidente della Conferenza episcopale di Grecia, mons. Francesco Papamanolis, che dell’isola è anche il vescovo – perché è il luogo che ha dato il maggior numero di sacerdoti. Sarà il momento per verificare tutta la nostra pastorale parrocchiale e diocesana, per delineare le linee future di impegno e pregare per la soluzione della crisi che attanaglia il nostro Paese e che ci preoccupa non poco per le ricadute sulla popolazione”. “La Grecia – spiega il vescovo – sta vivendo un momento particolarmente difficile, a causa della crisi finanziaria. La Commissione europea ha chiesto al Governo di adottare misure per ridurre il deficit pubblico”. Altra fonte di preoccupazione per il presidente dei vescovi greci sono alcuni episodi di violenza antisemita che hanno visto, proprio di recente, un attentato incendiario contro la sinagoga di Etz Hayyim a Chania, nell’isola di Creta. Violenze provocate da gruppi estremisti e antisemiti. “Sempre a Chania – ricorda mons. Papamanolis – è stato profanato alla fine di agosto 2009 il cimitero cattolico locale che aveva subito altre distruzioni anche nel 2005 e nel 2007. Il Governo ha detto che riparerà e proteggerà tutti i monumenti ebraici del Paese. Speriamo che questa decisione possa riguardare anche i monumenti cattolici della Grecia”. A riguardo qualcosa sembra muoversi: “dobbiamo restaurare la cattedrale di Syros e mi è stato garantito che lo Stato contribuirà alle spese. Intanto preghiamo per il nostro Paese affinché possa superare questo difficile momento. La preghiera è il principale contributo della Chiesa”.Germania: Dbk, investimenti etici per cambiare il mondoCon gli investimenti si può cambiare il mondo? A questa domanda intende rispondere un nuovo studio del gruppo di lavoro “Economia mondiale ed etica sociale” della Conferenza episcopale tedesca (Dbk). Lo studio verrà presentato ai giornalisti il 17 febbraio a Francoforte. La conferenza stampa sarà presieduta dal vescovo ausiliario di Monaco di Baviera, mons. Bernhard Haßlberger, Presidente della sottocommissione della Dbk per compiti scientifici nel settore della Chiesa universale. Saranno inoltre presenti Johannes Wallacher, professore di filosofia presso l’università di Monaco e presidente del gruppo di lavoro “Economia mondiale ed etica sociale” e Bernhard Emudns, professore presso l’Istituto Nell Breuning di etica economica e sociale a Francoforte. In un periodo attraversato dalla crisi economica globale, lo studio ha approfondito le questioni relative alle possibilità e ai limiti, nonché la valutazione etica delle diverse strategie dell’investimento “etico”, divenuto oramai un settore economico non più di nicchia.