ORTODOSSI RUSSI

Cristiani in Europa

Ad un anno dalla sua intronizzazione il Patriarca Kirill stila un bilancio

Il 1° febbraio, il Patriarca Kirill ha celebrato il primo anniversario del suo ingresso ufficiale alla guida della Chiesa ortodossa di Russia. Per ricordare la sua intronizzazione avvenuta un anno fa, il Patriarca ha celebrato una Divina Liturgia nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca alla quale hanno partecipato più di 200 vescovi del Patriarcato di Mosca e di altre Chiese ortodosse locali. Era presente anche il metropolita Christopher di Praga, Primate della Chiesa ortodossa di Boemia e della Slovacchia. Durante la liturgia, Kirill ha elevato al rango di Metropolita Hilarion di Volokolamsk, presidente del Dipartimento delle relazioni esterne del Patriarcato di Mosca. Hanno partecipato alla celebrazione anche il presidente della Federazione di Russia, Dmitri Medvedev e sua moglie. Il giorno dopo, sempre presso l’aula dei Concili della Cattedrale Cristo Salvatore, si è tenuta una consultazione con oltre 150 vescovi della Chiesa ortodossa russa e i presidenti delle Commissioni sinodali. L’iniziativa di convocare una Conferenza di consultazione è stata decisa dal patriarca Kirill per tracciare un bilancio della sua attività in questo primo anno di ministero patriarcale e stabilire le priorità per il prossimo anno. I vescovi hanno infatti adottato a conclusione di questo incontro, un documento con le raccomandazioni per le attività future del Patriarcato di Mosca.I rapporti con la Chiesa cattolica. Un dettagliato paragrafo della relazione presentata dal Patriarca Kirill ai vescovi è dedicato ai rapporti tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica. Paragrafo in cui il Patriarca parla espressamente di “tendenze positive” che si sono registrate nell’anno appena trascorso in questo dialogo bilaterale. Ed ha aggiunto: “Attività comuni e i numerosi incontri avuti con i rappresentanti della Chiesa cattolica hanno confermato che le nostre posizioni coincidono su numerose questioni che interpellano i cristiani nel mondo moderno. Sono l’aggressiva secolarizzazione, la globalizzazione, l’erosione dei tradizionali principi etici. Vale la pena sottolineare che su questi temi papa Benedetto XVI ha preso posizioni molto vicine a quelle ortodosse. E ciò è dimostrato dai suoi discorsi e messaggi come dalle opinioni di alti rappresentati della Chiesa cattolica romana con i quali abbiamo dei contatti”. Il Patriarca Kirill ha notato come “una visione comune della tutela della dignità umana in Europa” sia emersa anche durante l’incontro che l’arcivescovo Hilarion Volokolamsky ha avuto in settembre con il Papa e con altri leader della curia romana. Nel suo discorso il Patriarca ha anche ricordato la decisione presa a novembre dalla Corte europea dei diritti dell’uomo sulla inammissibilità della presenza dei crocifissi nelle scuole italiane ed ha commentato: “è stato un chiaro attacco alle tradizioni cristiane europee”, per questo la Chiesa ortodossa russa ha espresso la sua solidarietà con la Chiesa cattolica in Italia”. Ed ha aggiunto: “Abbiamo ribadito che la civiltà europea ha radici cristiane per cui è assolutamente inaccettabile privare l’Europa e le sue istituzioni dei simboli della sua identità spirituale”. Nella relazione, il Patriarca non nasconde “i problemi esistenti” nelle relazioni bilaterali a cui “si continua a lavorare”. Ed in particolare ha parlato della “difficile situazione in Ucraina” auspicando “passi concreti” da parte cattolica. E con il mondo protestante. Bilancio completamente diverso invece si registra nei rapporti tra la Chiesa ortodossa russa e le chiese protestanti e il nodo principale sta nella “liberalizzazione rapida del mondo protestante”. Sotto accusa sono in particolare le benedizioni alle unioni dello stesso sesso e le elezioni episcopali di vescovi dichiaratamente gay. Sono questi “i motivi – ha detto il Patriarca – per cui siamo stati costretti a interrompere il rapporto con la Chiesa episcopale degli Stati uniti e con la Chiesa luterana di Svezia”. Nel paragrafo riservato al mondo protestante, il Patriarca ricorda anche e con rammarico l’elezione del vescovo-donna Margot Kassmann come presidente del Consiglio della Chiesa evangelica in Germania. “Ne consegue – ha concluso Krill – che nel dialogo con le nostre controparti protestanti, è importante cercare di verificare la possibilità di superare le differenze fondamentali tra ortodossia e protestantesimo. Se questo non fosse possibile, ci sono ancora molti altri temi importanti che non sono direttamente connessi al conseguimento dell’unità nella fede e nella struttura della Chiesa, ma fondamentali in termini di cooperazione per la pace, la giustizia, la salvaguardia del Creato e nella soluzione di altri problemi che richiedono una comune azione di persone che credono nella Santa Trinità”. Fa infine “sperare” l’elezione del metropolita Emmanuel (Patriarcato di Costantinopoli) alla presidenza della Kek per “superare i problemi” che la Chiesa russa ha nei riguardi di questo organismo europeo.