Romania: il dono del patriarca Daniel”Per otto giorni siamo stati in chiese diverse, ma abbiamo meditato sulla stessa Parola. Anche noi, come gli apostoli, siamo testimoni della morte e risurrezione del Signore. La nostra preghiera per l’unità è una buona scuola alla quale imparare come guardare e amare il nostro prossimo, anche se appartenente ad un’altra Chiesa”. Con queste parole, pronunciate dall’arcivescovo romano-cattolico Ioan Robu, si è conclusa lo scorso 25 gennaio la Settimana di preghiera per l’unita dei cristiani. Alla liturgia solenne di chiusura, che si è svolta nella cattedrale patriarcale ortodossa di Bucarest, hanno partecipato accanto al patriarca ortodosso Daniel, l’arcivescovo Robu, il vescovo ausiliare mons. Cornel Damian, e rappresentanti delle Chiese greco-cattolica, armena, riformata e luterana (di lingua tedesca). In segno di comunione, durante la celebrazione liturgica il patriarca ortodosso Daniel ha regalato a mons. Robu alcuni frammenti delle reliquie dei santi Epictet e Astion, iscritti a partire a quest’anno anche nel calendario romano-cattolico. Si tratta di due santi martiri di origini orientali che hanno vissuto circa nel 290 d.C., ma le cui reliquie sono state scoperte solo nel 2001 in Dobrogea, regione situata nel sud-est della Romania, vicino al Mar Nero. I gesuiti premiano l’arcivescovo di CanterburyL’arcivescovo di Canterbury e leader della comunione anglicana, Rowan Williams, è stato insignito nei giorni scorsi a New York del “Premio Campion 2009 per le lettere cristiane”, istituito dal magazine dei gesuiti “America”. L’attribuzione a Williams di questo riconoscimento, “intitolato ad uno dei più importanti martiri cattolici della Riforma inglese, il gesuita Edmund Campion (1540 – 1581, ndr), che è anche il patrono della nostra rivista”, ha spiegato durante la cerimonia di consegna il direttore di “America”, padre Drew Christiansen, “è esso stesso un segno del costante progresso” del “moderno dialogo ecumenico, iniziato esattamente 100 anni fa, nel 1910, a Edinburgo”. Padre Christiansen ha rammentato che “è stata proprio la Chiesa d’Inghilterra a fare un importante passo inserendo Campion tra i quaranta santi e martiri della Riforma, canonizzati da Paolo V, all’interno del calendario liturgico della Chiesa anglicana fissandone la memoria il 4 maggio”. Dunque, oltre che “un evento letterario”, il “Campion Award 2009” intende costituire “un riconoscimento di ciò che Giovanni Paolo II ha definito ‘martirio ecumenico’” e rappresenta “un ulteriore passo in questo cammino verso l’unità”. Sottolineando che nei suoi scritti l’arcivescovo di Canterbury abbraccia “temi come la teologia, le vite dei santi, l’identità religiosa, la poesia, i moderni massmedia, l’economia, il terrorismo e la politica”, padre Christiansen ha definito il primate anglicano “un profeta dell’era postcristiana” che “con la sua brillante e feconda attività di studioso e scrittore condivide con noi il comune ministero della Parola nel quale eccelse Edmund Campion, di cui quest’anno si celebra il 470 anniversario di nascita, e nel quale è profondamente impegnata la Compagnia di Gesù”. Gesuita, Edmund Campion è stato beatificato da papa Pio XI il 15 dicembre 1929 e successivamente canonizzato, insieme ad altri 39 martiri d’Inghilterra, il 25 ottobre 1970 da papa Paolo VI.Institut Catholique: i primi diplomati musulmani”La formazione acquisita mi ha consentito di comprendere le istituzioni e il diritto delle religioni, ma anche di scoprire la forza del dialogo”. A parlare è Messaouda Houha, 47 anni, madre di cinque figli, arrivata nove anni fa in Francia dall’Algeria. Cappellano presso l’ospedale militare di Lione, Messaouda è una dei primi ventidue studenti musulmani – tra cui sei donne – che nei giorni scorsi hanno conseguito il diploma universitario all’Institut Catholique di Parigi (Icp) in “Interculturalità, laicità e religioni”. Il corso, spiega il vicerettore Francois Bousquet, è stato istituito nel 2007 presso la Facoltà di scienze sociali ed economiche per “i responsabili religiosi, culturali e associativi soprattutto di religione islamica”. Figlia del presidente del Consiglio regionale del culto musulmano di Normandia, Marwa Cherif, 22 anni, autrice di una tesi sulle conseguenza fiscali della legge del 1905, spiega: “Questo corso mi ha permesso di vedere le cose da un altro punto di vista”. Commerciante e oggi imam volontario del Centro culturale islamico di Bourg-en-Bresse (Ain), Rachid Ayak, 39 anni e già diplomato in teologia all’Università di Medina, assicura che la formazione conseguita all’Icp gli consente di “comprendere meglio, e quindi spiegare meglio, i codici culturali della società francese e i principi del patto sociale su cui si fonda la società”, nonché “di aiutare i musulmani a vivere serenamente la propria religione in un Paese molto secolarizzato”. Il corso, definito dal sociologo Olivier Bobineau che lo dirige, “vero antidoto allo scontro di civiltà”, quest’anno conta una trentina di iscritti, tra cui quattro donne e per la prima volta alcuni africani.