PARLAMENTO UE
Bocciata candidatura bulgara: Commissione dopo il 26 gennaio
“Le procedure democratiche che applichiamo al Parlamento europeo funzionano”: Jerzy Buzek, presidente dell’Euroassemblea, risponde ai giornalisti che gli chiedono della “bocciatura” della candidata bulgara alla Commissione, Rumiana Jeleva. Lo stesso Buzek aggiunge: “Il governo di Sofia ha ritirato la sua candidatura e ha proposto un altro nome. Ora il presidente della Commissione dovrà farci sapere se intende assegnare le stesse deleghe alla nuova candidata”, Kristalina Georgieva, “quindi procederemo con l’audizione”. Ciò che sta accadendo in queste ore nelle sedi comunitarie è un piccolo terremoto, che di fatto intralcia i lavori della Ue nel suo complesso. Buzek sottolinea ancora: la democrazia funziona con regole che vanno rispettate.Situazione in movimento. Il presidente del Parlamento di Strasburgo tratteggia il possibile calendario per il varo della Commissione, ma premette che esso deve essere confermato dalla conferenza dei capigruppo e segnalato alle altre istituzioni Ue. “Nei prossimi giorni dovremmo inviare a Kristalina Georgieva un questionario scritto. L’audizione presso la competente commissione parlamentare potrebbe tenersi il 3 febbraio e quindi il voto in aula sull’intero collegio Barroso il 9 febbraio. La Commissione potrebbe dunque essere operativa per il summit dei capi di Stato e di governo fissato all’11 febbraio”. “Spero che tutto possa funzionare senza intoppi”, afferma Jerzy Buzek. Ma ci si può attendere un rimpasto della Commissione o nuove audizioni? “Può accadere – risponde Buzek -. Sono decisioni da assumere nelle prossime 24-48 ore”. La situazione è dunque in movimento. La procedura di costituzione della Commissione prevede che i singoli candidati rispondano per iscritto a una serie di domande rivolte loro dagli eurodeputati; poi interviene l’audizione davanti alla commissione parlamentare competente a seconda della delega assegnata al candidato. Infine è previsto un voto durante la sessione plenaria dell’Assemblea che riguarda l’intero collegio: dunque un voto “in blocco”, non riferito ai singoli candidati. Per evitare che la Commissione nel suo insieme potesse essere bloccata dall’Emiciclo, la Bulgaria, in accordo con Barroso, ha rinunciato alla Jeleva. Cambio di programma. Il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, ha quindi “preso atto” il 19 gennaio del ritiro del nome della Jeleva. Una decisione giunta dopo giorni di discussioni seguite alla sua audizione. Barroso ha dichiarato di “rispettare questa decisione personale” e ha reso noto che il primo ministro bulgaro Borisov ha proposto “Kristalina Georgieva, attuale vice presidente della Banca mondiale, in qualità di candidato per la Commissione”. Il capo dell’Esecutivo ha “accolto con favore la pronta reazione del governo bulgaro in tale situazione”. Sempre Barroso ha affermato che “la procedura di nomina della nuova Commissione dovrà ora continuare e concludersi il più presto possibile”. Il voto finale sulla Commissione, che avrebbe dovuto tenersi il 26 gennaio, è dunque saltato.In campo la Georgieva. “Credo che la candidata bulgara avrebbe avuto le capacità per svolgere il ruolo di commissaria se gliene fosse stata data l’opportunità. Ma la signora Jeleva è stata oggetto di una piccola guerra politica, abbastanza patetica”. Joseph Daul, capo del Partito popolare al Parlamento europeo, gruppo politico di riferimento della stessa candidata, ha ritenuto di difendere la Jeleva, indicata da Barroso per la delega alla cooperazione internazionale, aiuti umanitari e gestione delle crisi internazionali. Daul ha ricordato che “tutte le accuse che le sono state mosse si sono rivelate false e perciò comprendo la sua decisione di ritirarsi”. I dubbi sulla Jeleva erano sorti dopo la sua audizione in Parlamento (che aveva effettivamente messo in luce alcune lacune), ma erano oltremodo legati alla sua attività professionale all’interno della società di consulenza Global Consult (conflitto di interessi) e alle attività del marito banchiere. La Jeleva, ministro degli esteri della Bulgaria (carica dalla quale si è dimessa) e vicepresidente del Ppe, ha così rinunciato al possibile incarico a Bruxelles e il suo governo ha nominato la sostituta, Kristalina Georgieva, nota a livello internazionale per la sua attività ai vertici della Banca mondiale.Le competenze dei candidati. Gli altri partiti presenti a Strasburgo non condividono la lettura “politica” di Daul e tendono piuttosto a sottolineare il fatto che la Jeleva non sarebbe stata in grado di svolgere un incarico importante per l’Ue. “Non c’è una guerra tra gruppi politici – spiega ad esempio Martin Schulz, leader dei Socialisti -. Semplicemente la Jeleva non ha mostrato le competenze necessarie per gestire il portafoglio che le avrebbe assegnato Barroso. Rilevo piuttosto che il Ppe ha abbandonato un cammino che avevamo concordato insieme, riguardante la seria verifica delle specifiche competenze dei candidati”.