CCEE
Un libro ripercorre il cammino dal 1995 al 2008
Giovedì 21 gennaio all’Institut Catholique di Parigi viene presentato il volume “I vescovi e la nuova Europa. Testi ufficiali del Ccee (1992-2006)” edito dalla casa editrice francese du Cerf. I testi sono stati raccolti e presentati da Sarah Numico, ex-collaboratrice del Segretariato Ccee. Introducono il volume un testo di mons. Aldo Giordano, già segretario generale del Ccee dal 1995 al 2008 e di Giorgio Feliciani, docente di diritto canonico all’Università cattolica del Sacro Cuore, Milano.Una presenza vitale sul continente. Il Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), frutto esemplare del Concilio Vaticano II, sta vivendo la fase della maturità (nel 2011 se ne celebra il 40° anniversario). Le sue strutture e i suoi regolamenti hanno raggiunto stabilità ed organicità, la sua vita e il suo ruolo in Europa hanno un posto definito. Allo stesso tempo, il Ccee non cessa di interrogare se stesso sul suo compito e sulla fedeltà alla propria vocazione originaria, quella di essere uno spazio di collegialità episcopale, a servizio dell’annuncio del Vangelo in Europa. Questa riflessione avviene nei momenti di incontro del Consiglio, nei sinodi, negli scambi informali tra confratelli, ed ora avviene anche attraverso le pagine di questo libro che raccolgono i frutti di quindici anni di lavoro corale degli episcopati europei. La continuazione di un’opera. Nell’ottobre 1991 usciva il volume “I vescovi d’Europa e la nuova evangelizzazione”, in italiano, francese e tedesco con i testi più significativi per illustrare e tracciare la vita e il percorso di riflessione del Ccee nei suoi primi vent’anni. Ora vede la luce una seconda raccolta di documenti e atti in francese per continuare a raccontare la storia del Consiglio. “Certamente la vita e la vivacità di un organismo come il Ccee è difficilmente riducibile ad un volume di documenti, per quanto corposo e completo” scrive Sarah Numico nella presentazione. “Ciò che fa la ricchezza del Consiglio è la rete di rapporti che esso contribuisce a creare e mantenere tra i vescovi e i responsabili dei diversi settori pastorali delle Conferenze episcopali cattoliche del continente europeo. Tuttavia da queste pagine, che raccolgono una scelta e non la completezza di testi nati in questi anni 15 anni, si possono cogliere alcune linee di fondo del cammino del Ccee”.Un volume articolato. Le due introduzioni curate da mons. Aldo Giordano, e da Giorgio Feliciani, vogliono offrire in modo sintetico una presentazione della vita e della storia del Consiglio, mettendo in luce le peculiarità e i principali ambiti di attività di questo organismo episcopale in riferimento al contesto europeo e alla vita della Chiesa cattolica universale. Il volume si apre con i testi di Giovanni Paolo II riferiti al Ccee perché si è voluto rendere omaggio a questo Pontefice che ha tanto contribuito alla vita del nostro continente. Già come cardinale di Cracovia ha partecipato a simposi del Ccee e poi come Papa ha voluto lo sviluppo e la riforma del Consiglio stesso. Questo stretto rapporto di collaborazione e di fedeltà, continua con Benedetto XVI e con i vari dicasteri della Sede Apostolica. Seguono sette capitoli, attorno a sette macro-ambiti di lavoro: l’assemblea plenaria, composta dai presidenti delle Conferenze membra, che decide le linee di fondo della riflessione e delle attività del consiglio ed elegge le proprie cariche; i simposi, undici in tutto, quattro dal 1993 ad oggi; alcuni ambiti pastorali particolarmente “urgenti” (catechesi, vocazioni, pastorale universitaria; mass media, pastorale sociale, salvaguardia del creato e migrazioni); l’impegno ecumenico vissuto in primo luogo attraverso la collaborazione con la Conferenze delle Chiese europee (Kek); i dialoghi con le altre religioni (Islam, buddismo e le religioni alternative); infine il capitolo dedicato alla “nuova Europa”: per il nostro continente questi anni sono stati teatro di gravi drammi (guerre etniche della ex-Jugoslavia e dei Balcani), profondi cambiamentii geo-politici (definitiva frantumazione del blocco comunista), e grandi passi avanti attraverso il processo di costruzione dell’Unione europea.La costante preoccupazione per l’evangelizzazione. “Il filo rosso che guida la vita del Ccee è quello dell’evangelizzazione, cioè il servire l’incontro tra Gesù Cristo e l’uomo europeo di oggi. Per la coscienza che la comunione è il primo luogo di testimonianza del vangelo, il Ccee crea soprattutto degli spazi o reti continentali dove si possano sentire ed esplicitare le domande dell’Europa attuale e si cerchino contributi e risposte alla luce della rivelazione cristiana”, scrive mons. Giordano. “Il Ccee quando è nato ha espresso un’Europa che politicamente non si poteva neppure sognare: un’Europa oltre il muro e la cortina di ferro. Ora abbiamo nuove sfide storiche e culturali che spingono il Ccee ad approfondire il servizio all’evangelizzazione e a contribuire in modo nuovo al cammino dell’unità dell’Europa e del mondo”. Scrive Feliciani: “Meritano di essere seguite con particolare attenzione le vicende del Ccee, l’unica istituzione canonica di natura gerarchica che riguardi il continente nella sua interezza, dall’Atlantico agli Urali”.