BILANCIO UE

I fondi e i bisogni

Le risorse raggiungono l’1% della ricchezza prodotta dai 27

Costruire reti di trasporto transfrontaliere, realizzare gasdotti per far arrivare energia e calore nelle case, finanziare studi universitari all’estero. Oppure sostenere iniziative per l’inserimento professionale per persone disabili, affiancare gli enti locali nel campo dello sviluppo territoriale, portare aiuti in caso di calamità naturali. Nel bilancio comunitario si trovano migliaia di voci di spesa, ma in realtà i fondi che l’Ue ha a disposizione ogni anno, reperiti in gran parte dai versamenti proporzionali effettuati dagli Stati membri, non vanno oltre l’1% della ricchezza prodotta dai Ventisette.I fondi a disposizione per quest’anno. Al budget 2010, approvato dopo un lungo iter politico (il documento finanziario viene proposto in primavera dalla Commissione a Parlamento e Consiglio, che insieme costituiscono l’autorità di bilancio Ue e che approvano definitivamente i conti a dicembre), sono stati assegnati svariati “compiti”: ad esempio, reperire fondi per il Piano europeo di ripresa economica, sostenere agricoltura e allevamento (con una particolare attenzione per il settore lattiero-caseario), sviluppare le regioni arretrate e la coesione sociale. Il bilancio che le istituzioni Ue gestiranno quest’anno prevede 141 miliardi in “stanziamenti di impegno” pari, appunto, a poco di più dell’1% del Prodotto interno lordo europeo. La cifra più ampia è compresa nei capitoli “Competitività per la crescita e l’occupazione” e “Coesione”; segue la voce dell’agricoltura e della conservazione degli ambienti e delle risorse naturali. Questi primi due capitoli assorbono oltre tre quarti dei fondi comunitari. Il rimanente è suddiviso tra “Libertà, sicurezza e giustizia”, “Cittadinanza”, “Ue come attore globale” e spese amministrative (queste ultime attorno a 8 miliardi di euro).Coesione, innovazione, sicurezza. Precisamente, su una cifra complessiva di 141 miliardi, 64 miliardi (45% delle disponibilità) saranno consacrati a sviluppo, coesione, ricerca, educazione e innovazione. Gli stanziamenti per la ricerca crescono del 12% (7,5 miliardi); per energia e trasporti i fondi aumentano del 10% (2 miliardi in tutto). Infrastrutture energetiche e per la banda larga ottengono più stanziamenti, mentre si stabilizzano quelli per l’agricoltura, pur sempre elevatissimi, pari a 44 miliardi di euro. Significativa la crescita delle spese per lottare contro criminalità e terrorismo: si giunge a una cifra pari a 1 miliardo di euro (+17% rispetto all’anno scorso). “Se vogliamo che gli europei si sentano più al sicuro nel 2010, occorre attuare il bilancio in modo intelligente”, ha affermato in aula al momento del voto il relatore László Surján, deputato ungherese. Sicurezza intesa però in senso lato, spaziando da quella degli approvvigionamenti energetici ai posti di lavoro (strumenti di microcredito), fino al controllo delle frontiere esterne.Un nuovo ruolo per il Parlamento. Occorre notare che anche per quanto riguarda la procedura di bilancio il Trattato di Lisbona, in vigore da poche settimane, porterà delle novità. Il bilancio 2010 sarà quindi l’ultimo adottato secondo il dettato del precedente Trattato di Nizza, il quale non prevede un reale potere del Parlamento sulla spesa relativa alla politica agricola comune e alle altre spese definite “obbligatorie”, che sono di competenza del Consiglio. Focalizzandosi su alcuni aspetti importanti del bilancio annuale, si può rilevare come il Piano europeo di ripresa economica ha stanziato 5 miliardi per finanziare – nel 2009 e nel 2010 – progetti nel campo energetico, della banda larga e dello sviluppo rurale. In tutt’altro ambito, ovvero quello del controllo delle frontiere e dell’immigrazione, l’Ue investirà circa 60 milioni di euro, da destinare ad esempio a Frontex, Agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne, mentre il Fondo europeo per i rifugiati potrà contare su 92 milioni. La cooperazione con i Paesi terzi nel settore dell’immigrazione e dell’asilo sarà dotata di 53 milioni di euro (gestione della migrazione per motivi di lavoro, lotta all’immigrazione illegale, protezione dei migranti dallo sfruttamento).Dal Mediterraneo alla Scandinavia. Tra le altre voci di spesa si trova una molteplicità di iniziative. Nell’ambito del Partenariato euro mediterraneo (791 milioni di euro) figurano studi sull’inquinamento delle coste e la qualità dell’acqua marina. Altri finanziamenti prenderanno la via delle azioni per contrastare e prevenire la diffusione della droga, favorire la competitività del settore tessile e calzaturiero, promuovere la ricerca e le nuove tecnologie volte a utilizzare le energie pulite come vento e sole, collegare più efficacemente tra loro i Paesi scandinavi. Non mancano fondi da indirizzare alle riforme sociali, economiche e amministrative nei Paesi candidati (Croazia, Turchia, Macedonia) e nei “potenziali candidati”, ovverosia i Balcani.