ECUMENISMO

Comunione anglicana, Taizé, Kek

Comunione anglicana: la difficile unitàRisolvere i problemi che recentemente hanno causato forti controversie all’interno della comunità anglicana tra quanti si richiamano alla lunga tradizione religiosa e quanti, invece, hanno voluto introdurre innovazioni che hanno avuto effetti non positivi sulla Comunione. È questo lo scopo dell'”Anglican Communion Covenant”, il documento presentato dall’arcivescovo di Canterbury e primate della Comunione anglicana, Rowan Williams. In un messaggio video diffuso in rete, l’arcivescovo ha sottolineato che l’elaborazione del documento ha richiesto diversi anni e che solo ora si è proceduto al suo invio a tutte le province della Comunione affinché gli organismi dirigenti possano avviare i processi decisionali per stabilire se adottarlo o meno. Il primate ha quindi spiegato che per aderire alla “Anglican Communion Covenant” è necessario che i rappresentanti delle province si impegnino a non intraprendere iniziative che possano dividere i fedeli. Tra queste, sono citate le iniziative proselitiste di religiosi di alcune province in altri Paesi senza un accordo preventivo, l’ordinazione di sacerdoti dichiaratamente omosessuali, l’approntamento di una liturgia e la benedizione di matrimoni tra persone dello stesso sesso. Nella “Anglican Communion Covenant” viene inoltre previsto un organismo, lo Standing Committee, incaricato di risolvere le dispute e di sospendere l’adesione delle province che dovessero violare regole già stabilite. Tuttavia l’arcivescovo Williams ha esortato i vescovi anglicani a dire apertamente ai loro fedeli che la “Anglican Communion Covenant” non si propone come “uno strumento per condannare chi non è d’accordo”. Nel messaggio video, Williams ha poi ammesso che “nella famiglia anglicana le relazioni tra diverse comunità sono state tese negli anni recenti”. “Non abbiamo imparato a credere l’uno nell’altro come, forse, avremmo dovuto” ha aggiunto il religioso. E per evitare ulteriori tensioni il primate ha sottolineato che “l’ultima parte del documento è suscettibile di causare controversie perché riguarda quello che potrebbe accadere se le relazioni con qualcuna delle province dovessero essere sospese”. Williams ha comunque assicurato che non sono previste condanne ma modi per discernere la natura del disaccordo e del suo potere di generare divisioni. Tra i primi commenti al messaggio del primate e al testo del documento, vi è stato quello del reverendo John Howe, vescovo evangelico della Florida centrale. Il religioso ha sottolineato che l’ultima parte del documento prevede la possibilità che ogni membro di ciascuna provincia sia libero di scegliere se aderirvi o meno secondo il modello del “doppio binario”. Questo porterebbe a distinguere le province della Comunione anglicana tra quelle la cui maggioranza dei membri sceglieranno la piena adesione all’intero testo e quelle in cui, invece, la maggioranza respingerà la parte conclusiva. Per il vescovo Howe, l’opzione consentirà di conservare una formale unità anche con gli episcopaliani che hanno ormai scelto di procedere all’ordinazione di pastori omosessuali e alla benedizione di matrimoni tra persone dello stesso sesso.Taizé: prossimo incontro a RotterdamDurante la preghiera della sera del 31 dicembre a Poznan (in Polonia) e di fronte ai 30 mila giovani di tutta Europa arrivati per l’incontro animato dalla comunità di Taizé, fr. Alois ha annunciato che il prossimo incontro europeo di giovani si terrà a Rotterdam (Paesi Bassi), su invito congiunto della Conferenza Episcopale cattolica dei Paesi Bassi, della Pnk (Protestante Kerk Nederlands, la principale chiesa protestante dei Paesi Bassi), dal 28 dicembre 2010 al 1 gennaio 2011. Ha annunciato anche le altre tappe del pellegrinaggio di fiducia sulla terra che si terranno nel corso del 2010: a Porto, Portogallo, dal 13 al 16 febbraio; a Sarajevo, in Bosnia-Erzegovina, su invito congiunto della Chiesa cattolica e delle Chiesa ortodossa, dal 3 al 5 settembre; a Oslo e Trondheim, in Norvegia, dal 17 al 19 settembre; a Santiago, in Cile, per il prossimo incontro internazionale per i giovani dell’America Latina, dall’8 al 12 dicembre 2010. Kek: lettera del Patriarcato di MoscaLettera di congratulazioni del Patriarcato di Mosca al metropolita francese Emmanuel per la sua nomina a presidente della Conferenza delle Chiese europee. Nel messaggio, l’arcivescovo Hilarion di Volokolamsky, capo del Dipartimento del Patriarcato di Mosca per le relazioni esterne, ha anche formulato l’auspicio che con la nuova leadership ortodossa, la Kek possa prestare maggiore attenzione alla “testimonianza ortodossa” e che la Kek possa sempre più diventare “piattaforma per la cooperazione inter-cristiana e di dialogo” tra le chiese in Europa. Nella lettera il rappresentante della Chiesa ortodossa russa ha manifestato la preoccupazione della sua Chiesa per “le tendenze di liberalizzazione” presente anche nelle pratiche di alcune chiese e per “la revisione della dottrina morale in alcune comunità protestanti europee”. “Non possiamo ignorare il fatto – ha aggiunto – che le innovazioni liberali vengono trattate come norma, mentre i credenti ortodossi sono spesso accusati di arretratezza e intolleranza”.