Irlanda: la sfida di ricostruire la fiduciaLa Chiesa cattolica di Irlanda è consapevole di vivere uno dei momenti “più critici e difficili della sua storia”. Così il card. Sean Brady, arcivescovo di Armagh e primate di tutta l’Irlanda, si è rivolto il 5 gennaio ai numerosi fedeli (anche di altre denominazioni cristiane) che hanno riempito la cattedrale di St. Patrick ad Armagh per rendere l’ultimo omaggio al card. Cahal Brendan Daly, morto nella notte del 31 dicembre all’età di 92 anni. Nel prendere la parola durante l’omelia, il card. Brady è tornato a parlare dei Rapporti stilati dai giudici Ryan e Murphy che hanno fatto luce su una serie di abusi perpetrati da religiosi ai danni di minori e sulla “vergognosa gestione” che è stata fatta “da coloro che erano incaricati da Dio di proteggere i più piccoli”. “Tutto ciò – ha detto il cardinale – ha suscitato tanto sdegno e rabbia giustificata da parte dei fedeli ed ha danneggiato in modo profondo la fiducia nella integrità dei capi della Chiesa. Nessuno può mettere in dubbio che la Chiesa cattolica in Irlanda sta vivendo ora un momento cruciale della sua storia. L’unico modo per un autentico rinnovamento è quello di spendersi nell’umile servizio al popolo di Dio”. Secondo il card. Brady, dopo gli atroci fatti di abuso denunciati dai Rapporti governativi, “la ricostruzione della fiducia” nella gente diventa prioritaria e “chiede di fare in modo che i bambini siano al sicuro in ogni momento e in ogni ambiente della Chiesa. Ciò – ha detto il cardinale – richiederà l’impegno a completare il percorso avviato dal cardinale Daly, di lavorare con le autorità civili e tutta la comunità parrocchiale al fine di garantire le migliori prassi, la cooperazione e la responsabilità per la tutela dei bambini in tutte le attività della Chiesa”. Bellissimo e dettagliato il profilo che il card. Brady ha delineato del card. Daly, definendolo “uomo profetico”, sempre “in avanti rispetto al suo tempo”, per il suo impegno ecumenico, per la pace e la riconciliazione nell’Irlanda del Nord, per l’ecologia e la giustizia sociale e per l’apprezzamento per “il contributo e il ruolo delle donne nella vita della Chiesa”.Spagna: croce della Gmg sui luoghi degli attentatiLa croce della Gmg e l’icona della Madonna sui luoghi dell’attentato dell’11 marzo 2004 a Madrid che provocò in totale 193 vittime. Nel corso del pellegrinaggio nella capitale spagnola, dove dal 16 al 21 agosto del 2011 si celebrerà la XXV edizione della Giornata mondiale della Gioventù, i simboli sono giunti il 4 gennaio nella stazione ferroviaria di El Pozo dove perirono 67 persone. Portate in processione dai giovani, la Croce e l’icona sono state al centro di una preghiera per tutte le vittime del terrorismo e per tutte quelle persone che in qualche maniera ne sono rimaste colpite. La sosta nella stazione di El Pozo si è aggiunta a quella, avvenuta nello scorso fine settimana, nella parrocchia di san Giuseppe, quartiere madrileno di Vallecas. Qui a pregare intorno ai simboli della Gmg sono stati giovani disabili e i volontari. Durante l’incontro, Victor Hernandez, della delegazione della Pastorale della Salute, ha ricordato che “tutti preghiamo allo stesso modo, indipendentemente dallo stato del nostro corpo. Occasioni come questa – ha detto – dimostrano che i valori dei giovani non sono solo la forza e la bellezza, ma anche la capacità di donarsi, la solidarietà e l’impegno per la dignità di tutti i figli di Dio”. Precedentemente la Croce era stata portata nel carcere di Soto del Real, dove è stata accolta dai detenuti alla presenza del cardinale arcivescovo di Madrid, Antonio María Rouco Varela.Russia: gli auguri dell’arcivescovo PezziGli auguri dell’arcivescovo Paolo Pezzi a tutti i cattolici che vivono a Mosca e che hanno festeggiato, in minoranza, il Natale il 25 dicembre mentre nel resto del Paese, la festività della nascita di Gesù cade, secondo al tradizione ortodossa, il 7 gennaio. Alla messa natalizia celebrata la notte del 24 dicembre nella cattedrale cattolica dell’Immacolata Concezione, era presente anche un rappresentante del Patriarcato di Mosca, l’Arciprete Igor Vyzhanov che ha dato lettura dei messaggi di auguri scritti ai cattolici presenti in Russia dal Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, Kirill e dal presidente del Dipartimento affari religiosi esteri, l’arcivescovo Hilarion Volokolamsky. Nell’omelia natalizia, l’arcivescovo Pezzi ha detto: “Oggi, in un tempo buio e difficile, noi cristiani dovremmo portare nel mondo la nostra esperienza dell’incontro con il Verbo Incarnato”. L’arcivescovo ha citato nel suo discorso le parole di un famoso teologo ortodosso del XX secolo, Alexander Schmemann: “Il nostro secolo freddo e crudele ha bisogno soprattutto di storie di vita di fede vissuta, non dando della fede nozioni o semplici fatti, ma la sua intime esperienza”.