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Irlanda, Svizzera, Bielorussia

Irlanda: 2 gennaio, in preghiera per il PaeseUna domenica di preghiera e solidarietà per l’Irlanda sarà celebrata in tutto il Paese il 2 gennaio, prima domenica dell’anno. L’iniziativa è stata lanciata dai vescovi irlandesi per “incoraggiare la comunità politica e tutti i cittadini irlandesi a mettere in moto tutte le risorse umane, sociali, intellettuali e spirituali del Paese per ricostruire la nostra economia finanziaria ed assicurare che questo processo di risanamento possa arrivare a buon fine”. E’ un messaggio di “speranza” quello che i vescovi lanciano in un comunicato alla Nazione diffuso il 14 dicembre al termine della sessione plenaria della Conferenza episcopale irlandese. I vescovi manifestano tutta la loro vicinanza al popolo d’Irlanda. “Siamo coscienti – scrivono – che i recenti e drammatici eventi accaduti nella nostra economia nazionale hanno raggiunto eccezionali livelli di paura, rabbia, delusione. Le richieste di assistenza e aiuto per beni basilari come cibo, carburante e abbigliamento da parte di organizzazioni come la san Vincenzo de’ Paoli sono aumentate del 35% rispetto allo scorso anno”. In Irlanda del Nord, il numero dei senzatetto è quasi raddoppiato negli ultimi sei anni. “La nostra Nazione si confronta ancora una volta con lo spettro di elevati livelli di disoccupazione con un impatto deprimente sulle persone e sulle comunità ed un elevato tasso di emigrazione di intere famiglie irlandesi”. vescovi esprimono anche tutta la loro preoccupazione per “gli inaspettati livelli di indebitamento” e il dilagare tra la gente di sentimenti come “il timore di perdere la casa, la prospettiva di perdere il lavoro, o di trovare tagli sulla busta paga, sulla pensione”. Di fronte “all’inevitabile pena per la situazione”, l’episcopato richiama tutto il Paese al “compito urgente di costruire un futuro giusto, sostenibile e prosperoso”. Ed in vista della celebrazione del Natale, scrivono: “preghiamo perché il Paese ritrovi il suo spirito di solidarietà nazionale e di speranza. Preghiamo perche si rinnovi la fiducia nella nostra capacità a lavorare insieme per il bene comune e affrontare le avverse circostanze in cui si trova la nostra Nazione oggi. Il popolo di Irlanda ha sempre dimostrato nel passato di saper fronteggiare situazioni di grandi sfide. Crediamo che anche oggi sarà in grado di farlo”. Nel messaggio, il vescovi ricordano infine la “responsabile cooperazione con i governi e le istituzioni europee. “Questo impegno – scrivono – è parte di una più solidarietà alla quale partecipiamo sia come contribuenti sia come destinatari”.Svizzera: 12 mila firme per esporre il Crocifisso12 mila firme per dire che “i Crocifissi devono restare, ed anche essere esposti nei luoghi pubblici senza nessuna riserva”. E’ questo, in sintesi, il messaggio che arriva dalla petizione “Il crocifisso resta”, lanciata alla fine di ottobre scorso e che è stata consegnata ieri alle autorità di Lucerna. La raccolta fa seguito ad un ‘conflitto’ sull’esposizione della Croce nelle scuole di Stalden e Triengen. Per Gerardo Raffa, portavoce del comitato promotore della petizione, “proibire la Croce o i crocifissi negli spazi pubblici non sarebbe espressione di tolleranza, ma di intolleranza. La Croce, infatti, appartiene alla tradizione cristiana del nostro Paese”. Secondo i dati forniti dal Comitato, il 60% delle firme proviene dal cantone di Lucerna e sostegno è giunto anche da altri cantoni. Firme sono arrivate da Francia, Germania e Italia. La petizione è stata consegnata al Consiglio di Stato di Lucerna.Bielorussia: un 2010 ricco di eventiNei giorni scorsi, presso la curia metropolitana dell’arcidiocesi di Minsk-Mahilyow, l’arcivescovo, mons. Tadeusz Kondrusiewicz, ha incontrato i rappresentanti della stampa per il consueto briefing natalizio nel quale sono stati ripercorsi i principali momenti della vita della Chiesa bielorussa. “Oggi è impossibile immaginare la Chiesa senza i mass media” ha esordito il presule, sottolineando l’utilità di simili incontri, tanto più se questi avvengono in occasione di tempi liturgici forti come l’Avvento. Tra i principali eventi ecclesiali del 2010 mons. Kondrusiewicz ha citato il pellegrinaggio in Terra Santa, nel mese di aprile, nel quale, ha affermato, “tutti i pellegrini sono stati toccati da questa magnifica opportunità di scoprire i luoghi in cui visse Gesù Cristo”. Altri appuntamenti “miliari” del 2010 sono stati, tra gli altri, il Giubileo del santuario di Rubiazhevichy ed il 300° anniversario della consacrazione dell’arcicattedrale di Minsk dedicata al Nome della beata Vergine Maria. “Una data particolare – ha ricordato il metropolita – sottolineata dalla presenza dell’inviato del Papa, il card. Jozef Tomko, che nel rivolgere il suo saluto ai presenti si è espresso in lingua bielorussa. Si è trattato di un segno di rispetto per la nazione bielorussa e la sua cultura”. Mons. Kondrusiewicz ha parlato anche della visita del card. Zenon Grocholewski, prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica, a Hrodna dove ha incontrato religiosi, giovani ed esponenti del mondo della scienza e della cultura, e consacrato diaconi tre seminaristi. Un ultimo cenno mons. Kondrusiewicz lo ha dedicato all’accordo tra Bielorussia e Santa Sede, i cui frutti, ha dichiarato, si manifesteranno, in particolare nel campo della scienza, della formazione e della cultura.