Norme transfrontaliere/1: diritti dei cittadini”Il cittadino deve diventare il centro delle politiche dell’Ue”: è la convinzione espressa da José Manuel Barroso e Viviane Reding, presidente e vice presidente della Commissione, presentando la “Relazione sulla cittadinanza” ai ministri della giustizia (3 dicembre) e a quelli degli affari sociali (6 dicembre). Il testo, definito a fine ottobre, contiene una serie di interventi legislativi indirizzati soprattutto a tutelare chi vive fuori dai confini del Paese d’origine, “e semplificare l’esistenza di chi esercita il diritto proprio di ogni cittadino europeo di sposarsi, comprarsi casa o immatricolare la macchina in un altro Paese dell’Unione”. Le 25 proposte avanzate devono avere il via libera degli Stati membri per diventare realtà nell’arco – si presume – dei prossimi tre anni. La Commissione “intende attualizzare le norme che tutelano i vacanzieri per esempio dal fallimento del fornitore di viaggi nel bel mezzo delle vacanze e rafforzare i diritti dei passeggeri indipendentemente dai mezzi di trasporto”. Per quanto attiene i consumatori, “si farà in modo che dispongano di mezzi di ricorso efficaci contro gli operatori commerciali, agevolando la risoluzione stragiudiziale delle controversie transfrontaliere”. Delicata, e talvolta controversa, la parte che riguarda le coppie: la Commissione intende infatti “presentare una proposta legislativa che consenta alle coppie internazionali di sapere quali sono le leggi applicabili alla casa o ai conti bancari di proprietà comune” (è dei giorni scorsi la discussa definizione delle norme per i “divorzi internazionali”). Norme transfrontaliere/2: strade più sicure”Le probabilità che un conducente straniero commetta un’infrazione sono tre volte superiori rispetto a un residente. Molti sembrano ritenere che quando sono all’estero le norme non valgono nei loro confronti”: Siim Kallas, vicepresidente della Commissione e responsabile per i trasporti, commenta l’accordo raggiunto dai ministri dei trasporti Ue, grazie al quale i conducenti che commettono infrazioni al codice della strada all’estero verranno più facilmente sanzionati. I dati a disposizione dell’Unione europea, infatti, “indicano che i conducenti stranieri rappresentano il 5% del traffico ma sono responsabili del 15% delle infrazioni commesse”. Molte infrazioni restano impunite “in quanto gli Stati non sono in grado di perseguire i responsabili dopo che questi sono tornati nel loro Paese”. I ministri “hanno raggiunto un accordo su un testo che si concentra sulle infrazioni che hanno maggiori conseguenze per la sicurezza stradale, tra cui i quattro big killer: velocità, mancato rispetto dei semafori, mancato uso delle cinture di sicurezza, guida in stato di ebbrezza”. Tra le infrazioni frequenti risultano anche la guida sotto l’influenza di droghe, il mancato uso del casco per chi conduce una moto, l’uso del telefono portatile. In pratica, le nuove norme “permetteranno di istituire una rete elettronica per lo scambio dei dati necessari tra lo Stato nel quale è stata commessa l’infrazione e quello dove il veicolo è stato immatricolato”. Una volta a conoscenza del nome e dell’indirizzo del proprietario del veicolo, “gli verrà inviata una notifica di infrazione, il cui modello è stabilito dalla proposta di direttiva”. La direttiva non armonizzerà, invece, né la natura dell’infrazione né le sanzioni previste e continueranno ad applicarsi le norme nazionali.Norme transfrontaliere/3: confisca dei “beni criminali”La sede dell’Europarlamento di Bruxelles ospita una due-giorni incentrata sulla lotta alla criminalità organizzata e transfrontaliera. “Abbiamo bisogno di mantenere la nostra economia pulita. Dobbiamo permettere alle autorità giudiziarie di confiscare i beni criminali a prescindere da dove si trovino, e fare in modo che questi non siano reinvestiti” nell’economia legale “attraverso il riciclaggio e la corruzione”. Cecilia Malmstrom, commissario Ue agli affari interni, ha presentato così l’iniziativa di Flare Network (che ha tra gli ispiratori l’associazione Libera), Ue e altre sigle internazionali, intesa a “portare la lotta alla criminalità organizzata e alle economie illegali nel cuore dell’Europa” e a sostenere una direttiva comunitaria per la confisca e il riutilizzo sociale dei beni criminali. Conferenze, workshop tematici, dibattiti si concentrano sulla proposta di legge dell’Unione europea per la confisca dei patrimoni accumulati dalla criminalità organizzata che verrà lanciata nel primo semestre 2011. Secondo i dati Onu, l’impatto della criminalità organizzata è pari al 10% del Prodotto interno lordo globale; spesso si accompagna alla corruzione e ad altri fenomeni illegali. Tra i relatori figurano Claude Moraes, Jana Mittermaier, Sradhanand Sital, Emine Bozkurt, Ioannis Dimitrakopoulos, don Luigi Ciotti, Raul Romeva i Rueda. L’iniziativa è stata proposta in corrispondenza della Giornata internazionale contro la corruzione (9 dicembre) e la Giornata mondiale dei diritti umani (10 dicembre).