CHIESE CRISTIANE

Wcc, Anglicani, Turchia

Wcc: il rev. Tveit in visita a RomaIl 4 dicembre Benedetto XVI ha ricevuto il rev. Olav Fykse Tveit, segretario generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese. La ricerca dell’unità della Chiesa, il sostegno alle comunità cristiane in Medio Oriente e un rinnovato impegno ecumenico per un’azione comune nel mondo. Di questo hanno parlato il papa e il segretario generale del Wcc, nel corso dell’udienza. A elencare i temi in agenda, è il reverendo Tveit in un comunicato diffuso alla vigilia dell’incontro. Riguardo alla ricerca ecumenica, il reverendo ha assicurato il Papa che la chiamata all’unità della Chiesa è “condivisa da molti come una priorità”. Ed ha poi aggiunto: “Ci sono delle aspettative per il movimento ecumenico che non sono state soddisfatte, e ci sono tensioni che provengono da e tra le Chiese. E’ quindi importante più che mai ribadire questo nostro impegno e riflettere su ciò che questo invito comporta nella nostra vita quotidiana come cristiani in tutto il mondo”. La proposta del Rev. Tveit – che guida come segretario generale del Wcc una partnership ecumenica di 349 Chiese (protestanti, anglicane e ortodosse) per una rappresentanza di milioni di cristiani di 110 Paesi del mondo – è di concentrarsi su “ciò che è possibile fare insieme”. Il reverendo ha quindi richiamato l’attenzione sulle “questioni ecclesiologiche di fondo che sono ancora un ostacolo per l’unità visibile, come le questioni dell’Eucaristia e del ministero ordinato”. A questo proposito, Tveit ha sottolineato quanto sia importante l’impegno delle Chiese su queste questioni. Ed ha aggiunto: “Ho molto apprezzato quello che Papa Benedetto ha detto in diverse occasioni: come si è impegnato per il lavoro dell’unità, come si è impegnato nella missione della Chiesa, nel lavoro per la giustizia e la pace”. Durante l’udienza con Benedetto XVI, Tveit ha parlato anche della situazione dei cristiani in Medio Oriente per “un’azione comune di sostegno e di sensibilizzazione”. Tveit, alla guida di una delegazione del Consiglio, ha svolto una visita ufficiale di 3 giorni a Roma. Oltre a Benedetto XVI, ha incontrato anche i membri del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, i rappresentanti delle Chiese protestanti italiane membro del Wcc. La delegazione è stata inoltre accolta presso la sede della Comunità di Sant’Egidio per una celebrazione ecumenica di preghiera e al Centro del Movimento dei Focolari. Anglicani: vittime di persecuzione in PakistanCristiani in fuga anche dal Pakistan. A lanciare l’allarme è la prima e unica donna prete anglicana Jane Shaw che da Londra e attraverso l’ufficio comunicazioni della Comunione anglicana ha denunciato che la persecuzione dei cristiani nel Paese sta spingendo i leader della futura Chiesa cristiana pakistana a stabilirsi all’estero. Secondo le informazioni date dalla reverenda Jane Shaw, quattro giovani pastori inviati all’estero per la formazione hanno deciso di non tornare in Pakistan. Le persecuzioni di cui sono vittime i cristiani, si sono fatte “più insidiose”. “Sono in gran parte molestie di basso livello – racconta – come per esempio non essere selezionati per i lavori perché sei un cristiano, o, se si fa un lavoro, i colleghi ti denigrano talmente tanto che sei costretto a lasciare quel lavoro. Inoltre, in alcuni casi, a uomini d’affari cristiani è stato detto che potranno ottenere contratti più redditizi se si convertono all’Islam”. Le molestie non risparmiano i bambini cristiani “presi in giro o vittime addirittura di atti di bullismo a scuola”. Un risultato significativo di tali intimidazioni è che le famiglie che hanno le risorse finanziarie per farlo si trasferiscono all’estero o mandano i figli all’estero per studiare. La maggior parte emigra in Gran Bretagna, Nuova Zelanda, Canada o Stati Uniti. “Molti partono e non tornano”, racconta la reverenda Shaw. “E’ difficile in queste condizioni vedere il futuro”. Turchia: si conclude una lunga “battaglia”Nel giorno in cui il Patriarcato ecumenico ortodosso celebrava la sua festa più sentita, quella di Sant’Andrea apostolo di Costantinopoli, si è conclusa una lunga battaglia giuridica con lo Stato turco che ha decretato la restituzione dell’orfanotrofio di Buyukada. E il patriarca ecumenico Bartolomeo I, dopo l’incontro con la delegazione della Santa Sede, guidata dal card. Kurt Koch, ha voluto esprimere la sua emozione: “Oggi è un grande giorno per la nostra Grande Madre Chiesa. Ci è stato restituito l’orfanotrofio dell’isola del Principe (Buyukada). Ci è stato restituito quello che avevamo ereditato dai nostri antenati e non potevamo tollerare l’ingiustizia subita. Ci siamo rivolti prima alla giustizia turca e visto che abbiamo perso tutte le nostre cause ci siamo rivolti alla Corte di Giustizia per i Diritti dell’Uomo di Strasburgo, la quale ci ha reso giustizia”. Ed ha aggiunto: “Voglio sottolineare che il tapu rilasciato dalle Autorità Turche è intestato al nostro Patriarcato come Rum Patrikanesi. Il che significa non solo la restituzione dell’ orfanotrofio, ma che viene anche ufficialmente riconosciuto il nostro Patriarcato come Persona giuridica. Questo atto costituisce un segno positivo”.