chiese in breve
Inghilterra: lascia il nunzio apostolicoL’addio per motivi di salute del nunzio apostolico mons. Faustino Sainz Muñoz ai vescovi cattolici inglesi riuniti in Assemblea plenaria. “La mia malattia – ha detto – è molto grave e questo è il mio ultimo incontro con voi. La chemioterapia continua e non mi permette di continuare la mia missione qui. E’ stato quindi deciso che lascerò il Paese il 5 dicembre. Non so quando il mio successore verrà; tutto quello che posso dirvi è che non è spagnolo”. Nel suo breve intervento, il nunzio ha ricordato “due grandi eventi” che hanno inciso fortemente sulla vita della Chiesa cattolica in Inghilterra: la visita ad limina e la recente visita del Santo Padre in questo Paese. “Sono stato molto contento di essere presente a tali eventi di grande importanza. L’umiltà del Papa, il suo messaggio e la sua presenza mite hanno fatto il successo di questa visita”. “Quando sono arrivato cinque anni e mezzo fa, ho preso la mia missione dalle parole del card. Casiroli: rendere visibile il cuore pastorale del Santo Padre”. Ed ha aggiunto: “La visita del Papa ha mostrato che la Chiesa cattolica in questo Paese è forte. Vi posso assicurare che la comunità cattolica del Regno Unito sarà sempre nel mio cuore. Grazie a ognuno di voi”. L’arcivescovo Sainz Muñoz fu nominato nunzio apostolico per l’Inghilterra e il Galles nel 2004 da Giovanni Paolo II.Repubblica Ceca: mons. Zollitsch a Praga In occasione del ventennale dello scambio epistolare tra le Conferenze episcopali cecoslovacca e tedesca, il presidente dei vescovi tedeschi (Dbk) mons. Robert Zollitsch compie una visita di due giorni a Praga. Sono previsti incontri, tra cui quello con rappresentanti della comunità cattolica di lingua tedesca. Il culmine del viaggio è in programma oggi, con una commemorazione dello scambio epistolare, che avviò la riconciliazione tra tedeschi, cechi e slovacchi nel 1990. La celebrazione sarà presieduta da mons. Zollitsch e dal presidente della Conferenza episcopale ceca, mons. Dominik Duka. Insieme, i rappresentanti dei vescovi dei due Paesi ricorderanno l’allora arcivescovo di Praga, card. Frantiek Tomáek, che l’11 gennaio 1990, poco dopo la caduta del comunismo, aveva pubblicato una dichiarazione per la riconciliazione dei popoli dell’ex Cecoslovacchia e della Germania e per una responsabilità comune per il futuro dell’Europa. A questo documento, i vescovi tedeschi risposero l’8 marzo dello stesso anno, con una lettera in cui ricordavano “con vergogna l’ingiustizia subita dai Cechi con la deportazione forzata e pianificata, compiuta a partire dal 1938” ed esprimevano tristezza “per i cechi e gli slovacchi che persero la vita come vittime del terrore nazista”.Francia: messaggio dei vescovi ai musulmani”Buona festa di Eid El Adha”. Un messaggio augurale di mons. Michel Santier, vescovo di Créteil e presidente del Consiglio per le relazioni interreligiose e di padre Christophe Roucou, direttore del Servizio nazionale per le relazioni con l’Islam ai musulmani di Francia che in questi giorni hanno celebrato la Festa del Sacrificio, Eid, commemorando il gesto di Abramo, Ibrahim, chiamato da Dio a sacrificare il figlio Ismaele. Abramo – si legge nel messaggio – è “un padre nella fede dei credenti ebrei, cristiani e musulmani”. “Che in questo giorno di festa e di preghiera per il quale molti nostri fratelli e sorelle sono raccolti in pellegrinaggio alla Mecca, noi possiamo gli uni e gli altri, gli uni per gli altri, chiedere a Dio di aiutarci a vivere in pace, nella giustizia e nel rispetto di tutte le convinzioni. I recenti massacri in Iraq, di sacerdoti e cristiani riuniti in preghiera in una chiesa di Baghdad, sono una tragedia orribile che, purtroppo, rafforza i timori e sembra dar ragione a quelli che credono che le relazioni fraterne tra musulmani e cristiani siano impossibili. Molti leader musulmani francesi hanno fortemente condannato questi atti insensati. Come voi, anche noi risentiamo del male compiuto da coloro che sfruttano l’Islam per scopi terroristici. Non possiamo dimenticare che il terrorismo ha fatto numerose vittime anche tra la popolazione musulmana in Iraq. Con voi, ci appelliamo ai governi che hanno la responsabilità affinché tutti gli iracheni possano finalmente vivere in pace. Preghiamo Dio perché converta i nostri cuori, perché insieme nel nostro Paese, sappiamo promuovere iniziative volte a ridurre la paura, perché ci dia la forza per costruire, la dove viviamo, legami di fratellanza e pace tra i credenti di diverse tradizioni religiose e con tutti i nostri concittadini, che il Suo Spirito ci aiuti a sperare contro ogni speranza”.