Euroassemblea: solidarietà tra le generazioniL’aumento del livello di occupazione di giovani e meno giovani nell’Ue27, oltre ad assicurare lavoro e redditi alle persone e alle loro famiglie, porterebbe vantaggi su altri fronti, come la sostenibilità dei conti pubblici, dei sistemi previdenziali, dei consumi e del risparmio. Tali elementi sono stati dibattuti dall’Europarlamento nell’ultima sessione di Bruxelles e resi espliciti mediante una risoluzione che si occupa di demografia e solidarietà tra le generazioni. "Il processo di cambiamento demografico, in cui la longevità è in costante aumento e i tassi di natalità sono rimasti bassi, può essere un pesante fardello per le nuove generazioni", afferma la risoluzione che porta la firma del deputato tedesco Thomas Mann. Il richiamo che viene dai deputati presenta alcune proposte che potrebbero essere raccolte dall’Ue. Ad esempio la risoluzione presenta una iniziativa denominata "Garanzia europea per la gioventù", che vorrebbe offrire ai giovani, "dopo un periodo di disoccupazione di non oltre quattro mesi, un posto di lavoro, di apprendistato, di formazione supplementare o una combinazione di lavoro e formazione". Un’altra proposta indica alla Commissione e agli Stati Ue un "Patto europeo 50plus" per "assicurare la piena occupazione fra la popolazione di oltre 50 anni di età e un tasso di occupazione minimo del 55%", sopprimendo gli incentivi finanziari al pensionamento anticipato. Nella parte analitica si afferma, fra l’altro, che "i cambiamenti demografici hanno un notevole impatto sulla vita personale e lavorativa delle persone", mentre "la scarsità di servizi, i bassi livelli contributivi, il lento e difficile inserimento nel mercato del lavoro", "i sostegni insufficienti alle giovani coppie sono tra le ragioni che inducono i giovani a posporre la creazione di un nucleo familiare e la nascita di figli".Aiuti allo sviluppo, una consultazione pubblicaLa Commissione ha avviato una fase di consultazione pubblica sul futuro della politica di sviluppo dell’Unione. "Di fronte alla triplice sfida della crisi − economica, alimentare e ambientale −, ma anche alla luce dei risultati economici generalmente incoraggianti ottenuti dai Paesi in via di sviluppo, la Commissione intende raccogliere opinioni su come l’Unione europea possa ottimizzare il suo sostegno per accelerare il cammino di tali Paesi verso il conseguimento degli obiettivi di sviluppo del millennio e oltre". Quattro le aree di discussione presenti nell’apposito Libro verde: impatto degli aiuti comunitari nei Paesi a crescita ridotta, strumenti per agevolare una crescita più inclusiva, promozione dello sviluppo sostenibile, conseguimento di risultati durevoli nei settori dell’agricoltura e della sicurezza alimentare. La consultazione (www.ec.europa.eu/yourvoice/consultations/index_en.htm) è aperta sia agli Stati Ue che ai Paesi partner. Anche sulla base degli elementi che emergeranno, la Commissione presenterà, nel 2011, una comunicazione su "Una più moderna politica di sviluppo dell’Unione europea". Il commissario Andris Piebalgs ha dichiarato: "Gli aiuti dell’Ue devono contribuire a garantire a tutti un tenore di vita dignitoso, dando alla gente l’opportunità di costruire il proprio futuro. Vogliamo rispondere a tali aspettative accertandoci che l’assistenza Ue abbia, sul campo, un impatto elevato e duraturo". "La nostra politica deve affrontare le cause di fondo della povertà e agire da catalizzatore per creare le condizioni favorevoli a una crescita inclusiva nei Paesi nostri partner". Via le barriere per un’Europa a misura di disabiliLa Commissione propone lo slogan "Un’Europa senza barriere" che accompagna la presentazione di una possibile strategia intesa a migliorare l’accessibilità per 80 milioni di disabili o anziani a mobilità ridotta. "Per poter partecipare pienamente alla nostra società e alla nostra economia, le persone con disabilità devono poter accedere più facilmente agli edifici e ai trasporti pubblici, nonché ai servizi digitali", ha afferma il 15 novembre la vicepresidente Viviane Reding, commissaria per i diritti fondamentali. "Un metodo efficace per ottenere questo scopo consiste nell’elaborare norme a livello europeo per beni e servizi accessibili e nell’utilizzare gli appalti pubblici per promuovere l’accessibilità". Secondo la commissaria lussemburghese, "misure analoghe hanno avuto successo negli Stati Uniti, sia sul piano sociale sia economico". Il progetto dell’Esecutivo illustra come l’Ue e i governi nazionali "possano consentire ai disabili di esercitare i propri diritti". Nei prossimi dieci anni "saranno adottate misure specifiche che vanno dal riconoscimento reciproco delle tessere d’invalidità nazionali fino all’applicazione più mirata delle norme in materia di appalti pubblici e aiuti di Stato". Tali misure produrranno, sempre secondo l’Esecutivo, non solo benefici sociali, ma "anche un effetto trainante per l’economia, ad esempio rafforzando il mercato dei dispositivi e dei servizi, il cui valore annuo è stimato in 30 miliardi di euro".