IRLANDA
Casi pedofilia: al via la Visita apostolica indetta da Papa Benedetto XVI
Al via la Visita apostolica in Irlanda voluta da Papa Benedetto XVI per rispondere al dolore provocato dagli abusi commessi da sacerdoti e religiosi ed aiutare la Chiesa “nel suo cammino di rinnovamento”. A darne l’annuncio è stato venerdì 12 novembre un comunicato stampa della Santa Sede. Un’indagine a tappeto, che vede protagonisti un pool di 9 visitatori che saranno impegnati in quattro arcidiocesi del Paese, nei seminari irlandesi (compreso il Pontificio Collegio irlandese di Roma), nelle case religiose. Nel comunicato si precisa che la prima fase della visita dovrà essere completata entro la Pasqua del 2011 in modo che i risultati possano essere studiati a maggio. Obiettivo della visita e precisazioni. Scopo della visita apostolica è verificare “l’efficacia delle procedure seguite fino ad oggi nel rispondere ai casi di abuso e delle forme di assistenza attualmente offerte alle vittime”. Nel comunicato, si elencano una serie di importanti precisazioni. La prima: “la Visita non sarà un’indagine circa casi individuali di abuso, né un processo per giudicare eventi del passato”. Questo significa che “la Visita non interferirà in alcun modo con l’ordinaria attività delle autorità giudiziarie, né con l’attività delle Commissioni di inchiesta stabilite dal Parlamento irlandese, né con il lavoro di qualsiasi autorità legislativa che abbia competenza nel campo della prevenzione dell’abuso sui minori”. Altra precisazione è che “la Visita non intende sostituirsi alla legittima autorità dei Vescovi locali o dei Superiori Religiosi, che mantengono la propria responsabilità nella gestione dei casi di abuso”. Nella nota vaticana si sottolinea inoltre che “non è previsto che ai Visitatori siano indirizzate denunce di casi nuovi o vecchi di abusi” perché “se ce ne fossero, esse devono essere riportate ai rispettivi Ordinari o Superiori Maggiori, che hanno il dovere di informare l’autorità civile ed ecclesiastica competente, in conformità con le vigenti leggi civili ed ecclesiastiche”. Un’indagine a tappeto. Il comunicato passa a questo punto in rassegna le visite apostoliche previste nelle diverse strutture della Chiesa irlandese. Nelle 4 arcidiocesi metropolitane, i visitatori si renderanno “disponibili ad incontrare quanti sono stati profondamente feriti da abusi e vogliono essere incontrati ed ascoltati, iniziando dalle vittime stesse e dalle loro famiglie”. Capillare la visita apostolica nei seminari irlandesi: sono coinvolti il “St. Patrick’s College” di Maynooth, il Pontificio Collegio Irlandese di Roma, il “Saint Malachy College” di Belfast; lo “All Hallows College” di Dublino e il “Milltown Institute of Theology and Philosophy” di Dublino. Studenti e formatori potranno esprimere la propria opinione sul seminario attraverso una dichiarazione firmata. “Il Visitatore – si legge nella nota – esaminerà tutti gli aspetti della formazione sacerdotale” e condurrà, con l’aiuto di suoi assistenti, “colloqui individuali con tutti i membri dell’equipe formativa, con tutti i seminaristi e, laddove possibile, con le altre parti normalmente coinvolte nella vita del seminario”. Sarà anche data l’opportunità di un colloquio individuale ai sacerdoti che abbiano concluso gli studi nei precedenti tre anni. Per le case religiose la visita consisterà in una prima fase nella risposta ad un questionario, relativo al coinvolgimento degli Istituti in casi di abusi, alla risposta offerta alle vittime, e all’osservanza dei protocolli.Al via la visita nell’arcidiocesi di Dublino. “Sono venuto ad ascoltare, non per offrire una soluzione rapida. Sono venuto per ascoltare il vostro dolore, la vostra rabbia, ma anche le vostre speranze e aspirazioni”. Si è presentato così domenica 14 novembre il card. Sean O’ Malley, arcivescovo di Boston, incaricato dalla Santa Sede a svolgere per l’arcidiocesi di Dublino il ruolo di visitatore apostolico. “Siamo – ha detto il cardinale – qui per metterci a disposizione di tutti coloro che sono stati colpiti da abusi e desiderano incontrarsi con noi”. “Ci auguriamo di poter incontrare il maggior numero possibile di vittime, vescovi, sacerdoti, religiosi e laici dell’Arcidiocesi, sapendo che la crisi degli abusi sessuali sui minori ha ripercussioni profonde nella vita di tutta la comunità”. Secondo il quotidiano irlandese “IrishTimes”, il cardinale avrebbe già incontrato presso il “All Hallows College” di Dublino un gruppo di vittime di abuso in un incontro privato durato un’ora e mezza. In una nota ufficiale diffusa dalla Conferenza episcopale irlandese, si afferma anche che l’arcivescovo O’ Malley si farà aiutare da un pool di esperti (composto da Barbara Thorp, John Connolly e Thomas Hannigan) che – ha detto il cardinale “sono stati preziosi collaboratori a Boston, e sono certo che la loro esperienza sarà molto utile per me durante questo Visita”. A dare il benvenuto al card. O’ Malley è stato l’arcivescovo di Dublino, mons. Diarmuid Martin, durante la Santa Messa di domenica 14 novembre. “Il rinnovamento nella Chiesa – ha detto l’arcivescovo – è vitale in ogni momento della storia della Chiesa. L’Arcidiocesi di Dublino è oggi ferita da atti peccaminosi e criminali compiuti da sacerdoti che hanno tradito la fiducia di bambini vulnerabili. Questo comportamento ha ferito il corpo di Cristo. Le persone hanno perso la loro fiducia nella Chiesa. Per molti giovani i recenti scandali sono diventati l’elemento definitivo per il loro allontanamento dalla Chiesa. La Chiesa di Dublino è chiamata a rinnovarsi, ma non ci può essere rinnovamento senza conversione”.