ANGLICANI-CATTOLICI
I vescovi anglicani che hanno chiesto di entrare in comunione con Roma
Sono cinque i vescovi anglicani, dell’area più tradizionalista della Comunione anglicana, che hanno chiesto di lasciare la Chiesa d’Inghilterra e di poter entrare in comunione con la Chiesa cattolica attraverso il nuovo Ordinariato che dovrebbe nascere in base alla Costituzione apostolica “Anglicanorum coetibus” pubblicata esattamente un anno fa, il 9 novembre 2009. Negli ultimi anni, le evoluzioni all’interno della Comunione anglicana rispetto soprattutto all’episcopato femminile e ad alcune aperture alle unioni omosessuali avvenute in alcune Province anglicane, hanno spinto gruppi anglicani dell’area più tradizionalista a chiedere più volte e insistentemente di essere ricevuti, anche corporativamente, nella piena comunione cattolica. Lo scorso anno la Santa Sede fece sapere di aver accolto la loro richiesta pubblicando una Costituzione apostolica. Il testo provvede ad elencare una normativa generale per l’istituzione di Ordinariati Personali che vengono eretti dalla Congregazione per la Dottrina della Fede all’interno dei confini territoriali di una determinata Conferenza Episcopale, dopo aver consultato la Conferenza stessa. La notizia delle prime dimissioni è stata data dalla Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles ed è stata subito confermata dal direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi e dall’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams. I vescovi cattolici. In una nota, mons. Alan Hopes (Delegato episcopale) a nome della Commissione episcopale della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles per l’attuazione della Costituzione Apostolica “Anglicanorum Coetibus”, così scrive: “Accogliamo la decisione dei vescovi Andrew Burnham, Keith Newton, John Broadhurst, Edwin Barnes e David Silk di entrare in piena comunione con la Chiesa cattolica attraverso l’Ordinariato per Inghilterra e Galles, che sarà istituito ai sensi delle disposizioni della Costituzione Apostolica Anglicanorum Coetibus. Alla riunione plenaria che si terrà la settimana prossima, la Conferenza episcopale cattolica di Inghilterra e Galles discuterà dell’istituzione dell’Ordinariato ed estenderemo il caloroso benvenuto a coloro che cercano di essere parte di esso”. La conferma della notizia viene data a Roma, dal direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi: “Possiamo confermare – dice – che è allo studio la costituzione di un primo Ordinariato, secondo le norme stabilite dalla Costituzione apostolica “Anglicanorum coetibus” e che eventuali decisioni in proposito verranno comunicate a tempo opportuno”.L’Arcivescovo di Canterbury. Subito dopo, è arrivata una nota dell’Arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, nella quale fa sapere di aver accettato le dimissioni solo di due vescovi suffraganei di Ebbsfleet e Richborough i quali dipendono direttamente dalla sua diocesi. “Oggi – afferma Rowan Williams – ho accettato con rammarico le dimissioni dei Vescovi Andrew Burnham e Keith Newton che hanno deciso che il loro futuro nel ministero cristiano risiede nelle nuove strutture proposte dal Vaticano. Auguriamo loro ogni bene in questa prossima fase del loro servizio alla Chiesa e sono grato per il lavoro pastorale, fedele e devoto, compiuto da loro nella Chiesa d’Inghilterra per molti anni”. Gli altri tre vescovi non hanno potuto presentare le loro dimissioni all’arcivescovo Williams perché non dipendono dalla sua giurisdizione. Sono il reverendo John Broadhurst vescovo di Fulham (diocesi di Londra), e due vescovi emeriti: il reverendo Edwin Barnes, vescovo emerito di Richborough e il reverendo David Silk, già Vescovo di Ballarat in Australia. I primi commenti. “I cinque vescovi anglicani che hanno deciso di lasciare la Chiesa di Inghilterra per diventare cattolici hanno seguito le loro ragioni di coscienza e di fede”. Così mons. Andrew Faley, portavoce sui temi dell’ecumenismo per la Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, commenta al “Sir” la notizia. Ed aggiunge: “I cinque vescovi considerano la risposta di Papa Benedetto XVI alle loro richieste molto generosa perché l’ordinariato che verrà avviato, grazie alla costituzione apostolica, consentirà loro di preservare aspetti della loro tradizione anglicana pur essendo in piena comunione con la Chiesa cattolica”. Secondo il settimanale cattolico “Tablet”, che riprende dichiarazioni del vescovo Andrew Burnham, gli anglicani che diventeranno cattolici sarebbero 200, provenienti da gruppi diversi. La cifra però non viene confermata né dall’ufficio stampa della Chiesa cattolica né da quello della “Chiesa di Inghilterra”. Secondo Howard Dobson, portavoce della “Chiesa di Inghilterra”, “il numero di chi lascia perché contrario all’ordinazione delle donne potrebbe anche non essere molto alto dal momento che la Chiesa di Inghilterra sta cercando di trovare soluzioni particolari per queste parrocchie contrarie alle donne vescovo. Ma bisognerà attendere il febbraio del 2012 per questa nuova legislazione”.Le motivazioni. “Come molti abbiamo seguito il dialogo tra anglicani e cattolici, il processo ARCIC, con preghiere e speranza. Tuttavia siamo rimasti delusi, negli ultimi trent’anni, perché abbiamo visto che anglicani e cattolici si sono allontanati sempre di più su alcune questioni attuali”. Con queste parole i cinque vescovi anglicani spiegano le ragioni della loro scelta. “In particolare siamo rimasti addolorati – scrivono i cinque vescovi – dagli sviluppi nella fede e nell’ordine dell’anglicanesimo che pensiamo siano incompatibili con la vocazione storica dell’anglicanesimo e con la tradizione della chiesa per quasi duemila anni”. La costituzione apostolica viene definita dai cinque vescovi “una risposta generosa a vari approcci fatti alla Santa Sede per chiedere aiuto e un nuovo strumento ecumenico coraggioso nella ricerca dell’unità dei cristiani”.