SPAGNA-EUROPA

Le comuni radici

Il messaggio di Benedetto XVI a Santiago di Compostela e Barcellona

“Una Spagna e un’Europa non solo preoccupate delle necessità materiali degli uomini, ma anche di quelle morali e sociali, di quelle spirituali e religiose, perché tutte queste sono esigenze autentiche dell’unico uomo e solo così si opera in modo efficace, integro e fecondo per il suo bene”. È quello che ha auspicato Benedetto XVI nel suo viaggio in Spagna (6-7 novembre), durante la tappa a Santiago di Compostela.Sotto i cieli d’Europa. Secondo il Papa, “è necessario che Dio torni a risuonare gioiosamente sotto i cieli dell’Europa”, anzi il Vecchio Continente “deve aprirsi a Dio, uscire all’incontro con Lui senza paura, lavorare con la sua grazia” per la “dignità dell’uomo”. Per il Pontefice, “l’Europa della scienza e delle tecnologie, l’Europa della civilizzazione e della cultura, deve essere allo stesso tempo l’Europa aperta alla trascendenza e alla fraternità con altri continenti, al Dio vivo e vero a partire dall’uomo vivo e vero. Questo è ciò che la Chiesa desidera apportare all’Europa: avere cura di Dio e avere cura dell’uomo, a partire dalla comprensione che di entrambi ci viene offerta in Gesù Cristo”.Coscienza umana e cristiana. Nella tappa a Barcellona per la dedicazione del tempio della Sagrada Familia, il Santo Padre ha ricordato come Antoni Gaudí, con la sua opera, “realizzò ciò che oggi è uno dei compiti più importanti: superare la scissione tra coscienza umana e coscienza cristiana, tra esistenza in questo mondo temporale e apertura alla vita eterna, tra la bellezza delle cose e Dio come Bellezza”. Benedetto XVI ha anche evidenziato che, accanto ai progressi “in ambiti tecnici, sociali e culturali”, “devono essere sempre presenti i progressi morali, come l’attenzione, la protezione e l’aiuto alla famiglia, poiché l’amore generoso e indissolubile di un uomo e una donna è il quadro efficace e il fondamento della vita umana nella sua gestazione, nella sua nascita, nella sua crescita e nel suo termine naturale”. Perciò, la Chiesa invoca “adeguate misure economiche e sociali affinché la donna possa trovare la sua piena realizzazione in casa e nel lavoro, affinché l’uomo e la donna che si uniscono in matrimonio e formano una famiglia siano decisamente sostenuti dallo Stato, affinché si difenda come sacra e inviolabile la vita dei figli dal momento del loro concepimento, affinché la natalità sia stimata, valorizzata e sostenuta sul piano giuridico, sociale e legislativo. Per questo, la Chiesa si oppone a qualsiasi forma di negazione della vita umana e sostiene ciò che promuove l’ordine naturale nell’ambito dell’istituzione familiare”.Soffio di speranza. “Il principale messaggio del Papa” a Santiago di Compostela è stato per l’arcivescovo di Pamplona, mons. Francisco Pérez González, “l’appello a non perdere le radici cristiane dell’Europa”, promuovendo così “quello che è e significa realmente il Cammino” di Santiago. A giudizio dell’arcivescovo di Oviedo, mons. Jesús Sanz Montes, il messaggio del Santo Padre in Galizia vuole avvertire che “un popolo che dimentica le sue radici è come un popolo che non si aspetta alcun futuro”. Il vescovo di Tarrasa, mons. José Ángel Saiz, ha giudicato come “preciso e prezioso il messaggio” lanciato dal Pontefice nell’Eucaristia a Plaza del Obradoiro, a Santiago di Compostela e lo ha riassunto nell’espressione che “l’uomo da solo non può placare la sua sete di infinito”. “Questa meravigliosa opera” costruita “con il contributo del popolo catalano è l’espressione della sua anima religiosa e delle sue radici cristiane da più di mille anni. Un popolo che ama il tempio della Sagrada Familia per il suo significato religioso e artistico, che apprezza Antoni Gaudí come architetto geniale e cristiano esemplare, ed è molto soddisfatto che oggi, presiedendo il Papa, si dedichi questo tempio incomparabile alla gloria e lode di Dio”. Lo ha detto il card. Lluís Martínez Sistach, arcivescovo di Barcellona, dando il suo benvenuto a Benedetto XVI alla messa di dedicazione del tempio della Sagrada Familia. “Come eredi di quei cristiani che hanno gettato le fondamenta di questa mirabile opera”, ha affermato il cardinale, “vogliamo rinnovare i sentimenti di devozione e di stima per il successore di Pietro e di comunione con la vostra persona che oggi porta il peso del servizio a tutta la Chiesa e della difesa della dignità della vita umana, dal suo inizio fino alla morte, del matrimonio e della famiglia, della giustizia e della pace nel mondo”. La visita di Papa Benedetto XVI a Santiago di Compostela e a Barcellona è stata “un soffio di speranza” per il Paese e le famiglie in un momento in cui vi è “una cultura ostile” in Spagna e in Europa. Lo ha dichiarato il card. Antonio Maria Rouco Varela, arcivescovo di Madrid e presidente della Conferenza episcopale spagnola, in un’intervista al giornale “El Mundo”. Anche se lo Stato è laico, anche se taluni aspetti del diritto riguardanti matrimonio e diritto alla vita sono cambiati, la realtà della società spagnola mostra che “le espressioni di religiosità popolare che si trovano in Spagna sono uniche in tutta Europa”, ha concluso il cardinale.