COMMISSIONE UE
Una nuova strategia commerciale
Le attività commerciali, non meno dell’agricoltura e dell’industria, hanno contribuito in passato a fare dell’Europa una potenza economica, ma anche politica, mondiale. Alcuni popoli del vecchio continente mostrano nella loro storia una vera e propria "vocazione" commerciale, come ad esempio gli olandesi. Gli scambi in mercati sempre più vasti sono ritenuti, nell’epoca dell’economia globale, una necessità e un’occasione di ulteriore sviluppo. Per tutte queste ragioni la Commissione Ue ha elaborato una specifica strategia in tale ambito, illustrata il 9 novembre. Rivitalizzare l’economia. Si intitola "Commercio, crescita e affari internazionali" il documento predisposto dall’Esecutivo che mira a creare nell’Ue27 una vera e propria politica commerciale comune "volta a rivitalizzare l’economia dell’Europa". La strategia proposta vorrebbe, nelle intenzioni del collegio dei commissari, ridurre le barriere commerciali, aprire i mercati globali e ottenere condizioni eque per le imprese europee. L’obiettivo complessivo, dichiarato dalla squadra Barroso, "è quello di adottare un approccio più attivo per garantire che anche i cittadini europei possano beneficiare degli effetti positivi del commercio". Karel De Gucht, commissario al commercio, ha spiegato illustrando il documento: "Il commercio promuove la ripresa economica dell’Europa mediante la crescita e la garanzia dei posti di lavoro". Secondo De Gucht, "una nuova strategia commerciale aprirà i mercati e collegherà l’Ue alle principali fonti e regioni di crescita globale". "Il mio obiettivo è quello di garantire che tutte le imprese europee beneficino di condizioni eque e che i nostri diritti siano rispettati in modo che tutti possano ottenere degli effetti positivi dal commercio". Impegni e auspici. La Commissione punta a dare respiro alla crescita economica, abbattendo le eventuali barriere che ostacolano gli scambi di merci, investimenti, materie prime, semilavorati, servizi. Si guarda poi al problema occupazionale e ci si attendono risultati anche sul fronte della contrazione dei prezzi di beni al consumo che vadano a favore dei consumatori. Dall’Esecutivo vengono formulati addirittura sette specifici impegni. Ad esempio si sottolinea la necessità di "completare l’agenda di negoziati in seno all’Organizzazione mondiale del commercio e con i principali partner commerciali", come India e Mercato comune del Cono Sud (Mercosur). De Gucht ritiene che "il completamento di quest’agenda aumenterebbe il Prodotto interno lordo europeo di oltre l’uno percento l’anno". Si vorrebbero poi approfondire le relazioni commerciali con altri partner strategici come Stati Uniti, Cina, Russia e Giappone, "concentrandosi sulle barriere commerciali non tariffarie". Altro punto: aiutare le imprese europee "ad accedere ai mercati globali mediante l’istituzione di un meccanismo con i nostri partner commerciali per ripristinare un equilibrio tra i mercati aperti nell’Ue – ad esempio gli appalti pubblici – e i mercati più chiusi". Indagine di Eurobarometro. Il documento di lavoro illustrato a Bruxelles è corredato da altri due testi: la relazione su "I progressi realizzati nella strategia globale dell’Europa 2006-2010" e il rapporto intitolato "Il commercio come motore della prosperità", che illustra il "contributo che il commercio "sostenibile, intelligente e inclusivo" può dare alla crescita e alla creazione di occupazione", esaminando "le più importanti barriere che rimangono per il commercio di beni e servizi e per gli investimenti" (i testi sono disponibili on line all’indirizzo internet http://ec.europa.eu/trade/trade-growth-and-jobs/). Quasi a voler suffragare le priorità espresse nel proprio documento, che mostra una prospettiva valida per il quinquennio a venire, la Commissione ha illustrato un’indagine di Eurobarometro, appositamente realizzata, secondo la quale "due terzi dei cittadini europei ritengono che l’Ue ha tratto beneficio dal commercio internazionale" (conclusione piuttosto scontata). Inoltre "la maggioranza degli intervistati è fiduciosa che i prodotti e i servizi europei possono competere con successo nel mercato globale". Prodotti e prezzi. Il sondaggio di Eurobarometro (realizzato intervistando tra agosto e settembre 26mila cittadini dei 27 Stati aderenti) spiega che è in crescita la parte di opinione pubblica convinta dei benefici diffusi che si traggono dal commercio. In particolare credono agli scambi oltre le frontiere i cittadini di Cipro, Svezia, Danimarca, Paesi Bassi, Finlandia, Malta e, in minore di poco inferiore, quelli di Regno Unito, Ungheria, Germania e di altre nazionalità. I principali vantaggi provenienti da scambi su larga scala sono, per i cittadini, una maggior scelta di prodotti al consumo e la possibilità di ottenere prezzi decrescenti.