Iraq

Un’ assurda violenza

Reazioni in Europa all’attacco alla chiesa siro-cattolica

Cinquantotto morti, tra i quali anche 10 donne e 8 bambini, 67 feriti: è questo il drammatico bilancio dell’attacco condotto da uomini armati appartenenti al gruppo dello Stato Islamico dell’Iraq, cellula di Al Qaeda nel Paese dei due fiumi, lo scorso 31 ottobre alla chiesa siro-cattolica di Nostra Signora della Salvezza a Baghdad. Mentre era in corso la preghiera i terroristi sono penetrati in chiesa sparando e prendendo in ostaggio decine di fedeli e alcuni sacerdoti. A cadere subito sono state alcune guardie all’esterno della chiesa, una bambina e due sacerdoti, padre Thair Sad-alla Abd-al e padre Waseem Sabeeh Al-Kas Butrous. Il commando, in una telefonata all’emittente televisiva “Al-Baghdadiya”, ha chiesto il rilascio di tutti i prigionieri di Al Qaeda in Iraq e in Egitto e dato un ultimatum di 48 ore alla Chiesa copta d’Egitto perché liberasse le mogli di due sacerdoti che, secondo i terroristi, sarebbero state segregate nei monasteri in quanto convertitesi all’Islam. A porre fine all’attacco è stato un blitz delle forze speciali irachene degenerato in massacro.Benedetto XVI. Mai la violenza anticristiana in Iraq aveva toccato questo livello, arrivando a colpire gente inerme sin dentro una chiesa, durante una funzione liturgica. Numerose le reazioni all’accaduto: il 1 novembre, all’Angelus, Benedetto XVI ha affermato di pregare per “le vittime di questa assurda violenza, tanto più feroce in quanto ha colpito persone inermi, raccolte nella casa di Dio, che è casa di amore e di riconciliazione. Esprimo inoltre la mia affettuosa vicinanza alla comunità cristiana, nuovamente colpita, e incoraggio pastori e fedeli tutti ad essere forti e saldi nella speranza… Vorrei rinnovare il mio accorato appello per la pace: essa è dono di Dio, ma è anche il risultato degli sforzi degli uomini di buona volontà, delle istituzioni nazionali e internazionali. Tutti uniscano le loro forze affinché termini ogni violenza!”.Episcopati europei. “Costernazione e profonda tristezza” per l’attacco alla chiesa sirocattolica sono state espresse dal card. André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi e presidente della Conferenza episcopale di Francia (Cef), in una lettera inviata il 2 novembre a mons. Athanase Matti Shaba Matoka, arcivescovo di Babilonia dei siriani. “In queste ore drammatiche nelle quali la comunità cristiana in Iraq è un’altra volta colpita da una violenza ingiusta e fanatica – scrive il card. Vingt-Trois -, vorrei far giungere la mia vicinanza e quella di tutti i cattolici di Francia a lei e a tutti i cristiani dell’Iraq”. Assicurando la propria preghiera e quella dei cattolici francesi “per le vittime, le loro famiglie, i feriti e per quanti nel Paese subiscono violenze”, il presidente della Cef ha espresso l’auspicio che “il Signore accolga i morti nella pace e nella luce, dia forza e conforto a chi è nel dolore” e “sostenga gli artigiani della pace e della giustizia su questa terra ferita mortalmente, affinché non cedano mai allo scoraggiamento”. Anche mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), ha reagito “con grande sgomento” alla strage e a nome della Dbk ha dichiarato: “siamo profondamente sconvolti per questa brutale aggressione e preghiamo per i morti e i feriti che erano riuniti pacificamente nella chiesa per celebrare la messa. I nostri pensieri vanno anche ai congiunti e agli amici in lutto”. Il presidente della Dbk ha invitato i fedeli a pregare per i cristiani in Iraq e dell’intero Medio oriente: “Appena una settimana fa, il Sinodo speciale per il Medio Oriente si è concluso in Vaticano con un urgente appello alla pace per la regione. Le armi devono tacere in Iraq e in Medio Oriente. Chiedo ai cristiani in Germania di pregare per le vittime di Baghdad e per la pace in Iraq”, ha proseguito Zollitsch, chiedendo alla comunità internazionale – in particolare agli Usa – e alle autorità irachene di “contrastare decisamente la minaccia costante al Cristianesimo in Iraq”. Mons. Vincent Nichols, presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles (Cbcew), ha espresso “orrore” per la strage: “questo massacro rappresenta un terribile tributo per la comunità cristiana che diminuisce sempre più e che, insieme ad altre minoranze religiose, continua a patire la persecuzione”. “I miei pensieri e le mie preghiere – si legge nel testo – sono con tutti quegli iracheni che lottano contro la violenza e l’estremismo”.Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc). Ferma condanna dell'”atto criminale di terrorismo” è giunta anche dal Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc) che ha espresso “profonda vicinanza e solidarietà a tutti coloro che hanno perso i propri cari”. Il segretario generale Olav Fykse Tveit, dal palco della conferenza internazionale islamo-cristiana di Ginevra, ha detto che “il Wcc è profondamente turbato dalla continua sofferenza dei cristiani in Iraq ed esprime la sua solidarietà a tutte le chiese che stanno attraversando periodi bui e difficili e non cessano di testimoniare l’amore e la pace di Dio in Gesù Cristo anche in mezzo all’odio e all’aggressività. Non è la prima volta – ha proseguito Tveit – che questi attacchi hanno preso di mira le comunità cristiane in Iraq. I responsabili devono essere consegnati alla giustizia, e le autorità governative dovrebbero assumersi la responsabilità di assicurare sicurezza a tutti i cittadini e in particolare a quelli che vivono in situazione di vulnerabilità”.