abusi sessuali

Belgio, Irlanda

Belgio: no ad una nuova Commissione di inchiestaI vescovi e i superiori maggiori delle Congregazioni e degli ordini religiosi del Belgio hanno deciso di abbandonare l’idea di creare una nuova commissione di inchiesta sugli abusi sessuali commessi da personale religioso ai danni di minori e di affidarsi alla autorità giudiziaria per la gestione delle denunce e delle conseguenze penali. La Chiesa si assume però la piena responsabilità di ascoltare le vittime a livello locale (nelle diocesi e negli ordini religiosi coinvolti) e di procedere a livello canonico, con provvedimenti disciplinari che saranno poi presi in maniera definitiva dalla Santa Sede. La decisione è stata comunicata il 20 ottobre in una nota dalla Conferenza episcopale belga. Nella nota si spiega che in seguito alle dimissioni della Commissione Adriaenssens, i vescovi inizialmente avevano pensato di “creare un comitato o centro dove persone competenti potessero gestire questo problema a nome della Chiesa. Ma questa eventualità è stata abbandonata. La fondatezza della denuncia e le conseguenze di questi fatti sono competenza del potere giudiziario. In quanto Chiesa, abbiamo una responsabilità pastorale specifica. Innanzitutto verso le vittime. Essa saranno pertanto ascoltate a livello diocesano o dai superiori maggiori della Congregazioni coinvolte; le loro aspettative saranno prese in considerazione per quanto possibile”. “A noi – prosegue la nota – spetta anche di prendere le nostre responsabilità nei confronti degli autori in base al diritto canonico. Stiamo prendendo provvedimenti disciplinari e ogni cartella sarà anche inviata a Roma in attesa di una azione disciplinare definitiva”. Nella nota si afferma anche la necessità – in questo lavoro di ascolto delle vittime e provvedimenti disciplinari – di avvalersi di esperti. “Speriamo – scrivono i vescovi – di poter costituire questo gruppo di esperti che possano al più presto possibile consigliare e assistere le diocesi, le congregazioni e gli ordini religiosi. Si tratta infatti di una problematica specifica e delicata che deve essere affrontata con tutte le competenze richieste”. La nota pubblicata il 20 ottobre è lunga e sofferta. “In questo ultimo mese – scrivono vescovi e religiosi – abbiamo realizzato ancora meglio l’ampiezza dell’ingiustizia e tutto il dolore” che questi casi hanno provocato. “Come una chiesa, il nostro primo compito è quello di stare accanto alle vittime. Dobbiamo riconoscere questa ingiustizia e questa sofferenza. Le vittime devono avere il nostro sostegno e l’assistenza che meritano. E’ un dovere”.Irlanda: un anno di preghiera per il rinnovamentoI vescovi irlandesi chiedono ai fedeli d’Irlanda di seguire con la preghiera il processo di “rinnovamento” che l’episcopato del Paese in stretta collaborazione con la Santa Sede sta avviando in seguito alle denunce di casi di abusi sessuali commessi da sacerdoti e religiosi su minori che hanno profondamente scosso la Chiesa e la società irlandesi. In un comunicato diffuso il 19 ottobre al termine dell’Assemblea generale della Conferenza episcopale irlandese, i vescovi tornano ad esprimere la loro “grande gratitudine” a tutti coloro che hanno offerto in questo periodo riflessioni utili sulla Lettera Pastorale per i cattolici d’Irlanda, pubblicata da Benedetto XVI il 19 marzo scorso” e di nuovo sottolineano “la necessità di avviare un profondo rinnovamento ed una nuova visione capaci di ispirare le generazioni presenti e future per far tesoro del dono della nostra fede comune”. E come “primo passo” di questo processo di “rinnovamento”, i vescovi indicano ai fedeli la preghiera, nell’Anno dedicato all’evangelista Matteo che prenderà avvio il prossimo 28 novembre. Ed aggiungono: “durante questo anno di preghiera, i fedeli sono invitati a recitare la Preghiera per la Chiesa in Irlanda contenuta nella Lettera pastorale” di Benedetto XVI. I vescovi ricordano a questo punto che Papa Benedetto XVI aveva anche annunciato nella sua Lettera Pastorale l’intenzione “di indire una Visita Apostolica in alcune diocesi in Irlanda, nonché in seminari e congregazioni religiose”. Il 6 ottobre scorso, il card. Seán Brady, l’rcivescovo Diarmuid Martin, l’arcivescovo Dermot Clifford e l’arcivescovo Michael Neary, si sono recati a Roma ed hanno discusso con i Visitatori Apostolici, i Superiori della Congregazione per i Vescovi e la Segreteria di Stato l’organizzazione della visita. “Quanto deciso – assicurano i vescovi – è positivo e costruttivo. La speranza di tutti è che la visita apostolica contribuisca a purificare e a guarire la Chiesa in Irlanda e aiuti a ripristinare la fiducia e la speranza dei fedeli nel nostro Paese”.