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Insieme per l’Europa

Dignità umana, libertà religiosa, sviluppo all’incontro Chiese-Presidenza Ue

La protezione della dignità umana, la coesione sociale e lo sviluppo sostenibile devono essere al centro delle politiche dell’Unione europea. E’ la richiesta avanzata da una delegazione delle Chiese che sono in Belgio e in Europa alla Presidenza belga Ue nel corso di un incontro tenutosi il 12 ottobre a Bruxelles. “L’incontro – spiega una nota della Comece (Commissione episcopati Unione europea) che vi ha partecipato – si è svolto nel quadro dell’art. 17 del Trattato di Lisbona sul funzionamento dell’Unione europea che stabilisce un dialogo regolare tra Chiese e Ue”, e “si inscrive inoltre in una tradizione consolidata di incontri tra le Chiese e le Presidenze di turno del Consiglio Ue”. La delegazione ecclesiale, formata da mons. Guy Harpigny, vescovo di Tournai; Guy Liagre, presidente Chiesa protestante unita del Belgio; Athenagoras (Patriarcato ecumenico); Jef Felix, presidente rete Giustizia e pace Fiandre; Axelle Fischer, segretario generale Giustizia e pace e Pax Christi Vallonia-Bruxelles; rev. Marc Lenders, della Chiesa protestante unita del Belgio; rev. Rüdiger Noll, direttore Commissione Chiesa e Società della Cec (Conferenza Chiese d’Europa), e mons. Piotr Mazurkiewicz, segretario generale Comece, è stata accolta da Yves Leterme, Primo ministro belga, nella sua residenza ufficiale.No a povertà ed esclusione sociale. Facendo seguito alle numerose iniziative e ai contributi delle Chiese nell’ambito dell’Anno europeo 2010 contro la povertà e l’esclusione sociale e per lo sviluppo della strategia Ue2020, “i rappresentanti delle Chiese – si legge nel comunicato – hanno rinnovato la richiesta di un rafforzamento del modello di un’economia sociale di mercato che assicuri l’equilibrio tra competitività e coesione sociale”. “Nell’attuale mondo globalizzato – hanno affermato – la protezione della dignità umana, la coesione sociale e lo sviluppo sostenibile devono essere al centro delle politiche europee”. Richiamando l’aumento della povertà in Europa e nel mondo e il progetto di European Platform on Poverty come iniziativa faro della strategia Ue 2020, le Chiese hanno chiesto di essere “coinvolte, insieme alla società civile, nell’affrontare tali questioni”. Il Primo ministro, si legge ancora nella nota, “ha risposto sottolineando che l’Unione europea non è solo uno spazio economico ma una comunità guidata da valori, anche se a causa della crisi economica e finanziaria i temi della governance economica sembrano attualmente predominare”. Leterme ha inoltre annunciato a breve “un grande dibattito sugli standard sociali europei” ed ha espresso il desiderio di “collaborare con le Chiese sulle questioni legate alla coesione sociale al di là della presidenza belga Ue”.Libertà religiosa. Nel quadro del Servizio europeo per l’azione esterna sono stati affrontati i temi della protezione della libertà religiosa all’interno delle relazioni esterne Ue, e dell’equilibrio tra interessi commerciali e politici nelle relazioni Ue con i Paesi terzi. Per quanto riguarda la libertà religiosa, prosegue il comunicato, “è stata sottolineata la particolare situazione della Turchia e l’importanza di considerare l’implementazione di tale libertà per tutte le comunità del Paese come parte dei negoziati di adesione”. La Presidenza belga si è detta disponibile a “sostenere l’introduzione della libertà religiosa come diritto fondamentale da promuovere all’interno del futuro Servizio per l’azione esterna”, e il Primo ministro ha promesso di intraprendere azioni in tale direzione.Dialogo Chiese-Ue e cambiamenti climatici. La delegazione delle Chiese ha inoltre discusso dell’implementazione del “dialogo aperto, trasparente e regolare” tra l’Ue e le Chiese e comunità religiose (art.17c Tfeu) e ha manifestato interesse per l’attuazione dello stesso dialogo a livello nazionale. In vista della XVI Conferenza delle parti alla Convenzione quadro Onu sul cambiamento climatico a Cancún (Messico, 29 novembre – 10 dicembre 2010), i rappresentanti delle Chiese hanno infine chiesto all’Ue di “assumere la leadership nella lotta contro i cambiamenti climatici” e hanno espresso il desiderio che venga raggiunto” un accordo che vada oltre la riduzione del 20% delle emissioni di Co2″. Nel richiamare il fondamentale principio cristiano dell’opzione preferenziale per i poveri, informa ancora la nota, le Chiese hanno incoraggiato a mettere rapidamente in moto, e con mezzi sufficienti, il “Fast Start Finance Mechanism” concordato a Copenhagen. La Commissione Chiesa e Società della Cec e la Comece esprimono “apprezzamento per la qualità degli scambi con la Presidenza belga Ue” e si dicono “particolarmente soddisfatte per l’impegno del Primo ministro Leterme a dare seguito ad alcune delle loro proposte”. Il dialogo tra le Chiese e la Presidenza belga Ue, concludono, “è un buon esempio di dialogo aperto, trasparente e regolare tra Ue e comunità religiose”.