PARLAMENTO UE
A 20 anni dalla riunificazione tedesca: il ruolo di Giovanni Paolo II
La riunificazione tedesca del 3 ottobre 1990 rappresenta un evento-simbolo, un punto di arrivo nella storia dell’Europa e, allo stesso tempo, un momento di rilancio dell’integrazione tra i popoli e gli Stati. È il messaggio principale emerso dalla seduta solenne che il Parlamento Ue ha dedicato il 7 ottobre al ventesimo anniversario della riunificazione politica tra la Germania Occidentale e Orientale, con il superamento del "blocco sovietico" e della "guerra fredda" che avevano segnato le vicende continentali e mondiali dal 1945 in poi. Il ruolo di Giovanni Paolo II. Nell’emiciclo dell’Assemblea, a Bruxelles, erano presenti, oltre agli eurodeputati, anche tutti i vertici comunitari. Due i discorsi ufficiali: quello di Jacques Delors, economista e politico francese, ministro a Parigi ai tempi della stagione di François Mitterrand, poi presidente della Commissione dal 1985 al 1994, proprio nel periodo della "riunificazione" seguita alla caduta del Muro di Berlino; è inoltre intervenuto Lothar de Maizière, primo e ultimo premier eletto della Repubblica democratica tedesca, nel 1990 e, dal 1991, ministro del governo di Helmut Kohl con una delega speciale per l’ex Ddr. Jacques Delors ha puntualmente ripercorso gli eventi tra il 1989 e il 1990, che "interpellarono immediatamente la Comunità europea". "Nel celebrare i 20 anni della riunificazione tedesca, non possiamo far passare sotto silenzio gli appelli di Giovanni Paolo II e, in particolare, la sua formula", indirizzata "in un momento cruciale" ai polacchi: "Non abbiate paura". L’ex capo della Commissione, considerato un "padre" dell’attuale Ue, ha citato il "Papa polacco" tra le personalità "decisive" di quel momento storico. Delors ha poi dichiarato: "Abbiamo vissuto allora un’accelerazione della storia che, onestamente, nessuno aveva previsto né poteva prevedere". L’oratore ha d’altro canto riconosciuto che, mentre la Cee "tendeva la mano" ai "popoli dell’Est", "in Europa andavano crescendo le perplessità e i timori per quanto sarebbe accaduto e per la stessa tenuta del processo di integrazione" comunitario. Un messaggio per l’oggi. Delors ha voluto sottolineare le "grandi conquiste" di democrazia e sviluppo registratesi da allora nella ex Ddr e nell’Europa orientale, anche grazie all’impegno economico delle regioni occidentali e del governo guidato da Kohl: eppure, ha aggiunto, "molto resta da fare". Si è poi domandato se "quei valori che allora ispirarono le nostre azioni sono ancora al cuore dell’Unione europea", con un invito finale a "costruire insieme" l’Ue, così da ottenere "nuove conquiste per il nostro futuro". Lothar de Maizière ha invece esordito sostenendo che "la riunificazione tedesca non è stata solo un fatto nazionale ma è un evento di portata europea". "Oso pensare che in quei momenti giungeva a conclusione ha affermato il politico tedesco la deriva nazionalista" che aveva diviso per secoli i popoli europei. De Maizière ha aggiunto: "Il messaggio che ne possiamo trarre, venti anni dopo, è chiaro: i popoli europei devono rimanere uniti e procedere insieme". L’oratore ha ricordato che nell’Europa del blocco sovietico "la libertà non aveva voce. Poi arrivò, nell’ottobre del 1978, l’elezione del pontefice polacco, Giovanni Paolo II, che cambiò tutto". La figura di Karol Wojtyla "era un primo, forte messaggio, dei profondi cambiamenti che avrebbero segnato il corso della storia". De Maizière ha citato la creazione, a Danzica, del sindacato Solidarnosc: "Un passo importante che lasciava intendere" come fosse il popolo "finalmente a muoversi per abbattere il comunismo" e che "questo popolo non sarebbe rimasto solo". "Anche per questo noi tedeschi siamo grati ai polacchi".Pace, democrazia, diritti. Sia Delors che de Maizière, nel ricostruire gli accadimenti precedenti e immediatamente successivi la caduta del Muro, hanno citato "martiri" europei come l’ungherese Imre Nagj o il cecoslovacco Jan Palach. Ma tra i protagonisti del crollo del comunismo e della costruzione dell’Europa unita figurano anche a detta dei due oratori – il russo Garbaciov con le sue riforme (note come "perestrojka" e "glasnost") e l’americano Bush senior. In emiciclo sono state quindi segnalate le "difficoltà per traghettare la Germania dell’Est verso la democrazia e l’economia sociale di mercato" (benché permangano tuttora dei ritardi e delle differenze "evidenti" tra i länder occidentali e quelli orientali), il ruolo politico giocato dalla Comunità europea a sostegno della riunificazione, il "protagonismo dei popoli dei Paesi" che stavano uscendo dai regimi del Patto di Varsavia. De Maizière ha infine aggiunto. "L’Europa unita rappresenta la pace, la democrazia e la difesa dei diritti umani. È un patrimonio essenziale" che "non possiamo mai dare per scontato. E se pace, diritti e giustizia sono i valori fondanti di questa Europa, oggi occorre procedere verso un approfondimento dell’Unione" per "fornire risposte comuni alle sfide che ci interpellano".