L’Ue in breve

Aiuti alimentari per persone e famiglie indigentiAmmonterà a 480 milioni di euro il piano di aiuti alimentari che l’Ue sta definendo per il 2011, pari a quanto stanziato per quest’anno e per il 2009. L’iniziativa di distribuire – con il sostegno finanziario degli Stati membri e l’appoggio materiale delle organizzazioni caritative e di volontariato territoriali – cereali, zucchero, latte in polvere, burro, alle famiglie in difficoltà, risale all’annata agricola particolarmente negativa del 1986-1987. Allora le eccedenze di prodotti della terra furono donate ad associazioni caritative degli Stati membri affinché le distribuissero ai più bisognosi: il programma ha ora acquistato una sua autonomia ed efficacia e viene riproposto ogni anno, soprattutto, spiega la Commissione Ue, a favore “di diverse categorie di persone che vivono in condizioni di povertà, tra cui famiglie in difficoltà, anziani con mezzi di sussistenza insufficienti, persone senza fissa dimora, disabili, bambini a rischio, lavoratori a basso reddito, lavoratori migranti e richiedenti asilo”. Dacian Ciolos, commissario per l’agricoltura e lo sviluppo rurale (il programma attinge anche alle eccedenze, o “scorte di intervento”, rese possibili dalla Politica agricola comune), ha dichiarato: “Il programma di aiuto agli indigenti dimostra, ancora una volta, che la politica agricola Ue non è destinata soltanto agli operatori del settore, ma a tutti i cittadini dell’Unione”. Secondo le stime, aggiunge Ciolos, “13 milioni di persone hanno beneficiato lo scorso anno dei vari programmi nazionali”.Ricerca, il Ccr cerca 270 nuovi “talenti” Il Centro comune di ricerca (Ccr) dell’Unione europea lancia una campagna di assunzioni rivolta a ricercatori e giovani talenti dei 27 Paesi aderenti. Le candidature dovranno essere inviate entro il 4 novembre: gli interessati possono presentare le proprie candidature on line all’indirizzo: www.eu-careers.eu. Il Ccr è l’organismo di ricerca che coadiuva soprattutto la Commissione per la preparazione di progetti e normative comunitarie, fornendo le necessarie consulenze scientifiche e pareri tecnici indipendenti. I concorsi pubblicati riguardano 270 posti per ricercatori nei seguenti settori: chimica, biologia e scienze della salute; fisica; meccanica strutturale; scienze dello spazio; ambiente; energia; tecnologia delle comunicazioni. Le sedi del Ccr sono ubicate in Italia (Ispra), Spagna (Siviglia), Paesi Bassi (Petten), Germania (Karlsruhe) e Belgio (Geel). Il commissario per la ricerca e l’innovazione, Máire Geoghegan-Quinn, ha affermato in proposito: “Il Ccr gode di una posizione unica nel cuore della scienza e del processo decisionale europeo. È un ambiente di lavoro stimolante per i ricercatori. Sono certa che a questi concorsi parteciperanno i migliori ricercatori europei”.Commissione: azione comune contro i cyberattacchiL’Europa cerca nuove strade per difendersi dai cyberattacchi. La Commissione ha proposto nei giorni scorsi due nuove misure, una direttiva e un regolamento: la prima intende affrontare i più moderni reati informatici, specie su larga scala; la seconda mira a dare maggiori strumenti all’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (Enisa). Le due iniziative sono previste dall’Agenda digitale europea e dal Programma di Stoccolma, predisposti per rafforzare la fiducia e la sicurezza della rete. Cecilia Malmström, commissaria per gli Affari interni, ha spiegato: “La criminalità si sta aprendo nuove strade. Con l’aiuto di software maligni è possibile assumere il controllo di un gran numero di computer e rubare i numeri delle carte di credito, trovare informazioni sensibili o lanciare attacchi su larga scala. È giunto il momento di intensificare gli sforzi contro i reati informatici, cui spesso ricorre anche la criminalità organizzata”. Le proposte avanzate “costituiscono un passo importante, poiché qualificano come reato la fabbricazione e la vendita di software maligni e migliorano la cooperazione di polizia a livello europeo”. Infatti la direttiva prevede che “gli autori di attacchi informatici e i produttori di software maligni possano essere perseguiti con sanzioni penali più pesanti”; inoltre gli Stati membri sarebbero tenuti a rispondere rapidamente alle richieste urgenti di aiuto in caso di attacchi informatici, “rendendo più efficace la cooperazione giudiziaria e di polizia a livello europeo in questo settore”. Rafforzare l’Enisa aiuterebbe invece l’Ue27, gli Stati membri e i privati a “sviluppare le loro capacità e la loro preparazione a prevenire, individuare e fronteggiare le sfide lanciate alla sicurezza informatica”. Entrambe le proposte devono ora passare al vaglio di Parlamento e Consiglio dei ministri Ue.