Commissione Ue

Giovani di qualità

“Strategia Europa 2020”: occupazione e ripresa economica

È ormai un tema ricorrente, una convinzione diffusa, nelle sedi istituzionali Ue: per creare lavoro e guardare con fiducia al superamento della crisi economica, bisogna puntare sulla formazione dei giovani e degli adulti. L'”economia della conoscenza”, che faceva da filo conduttore alla fallita Strategia di Lisbona, rimane – giustamente – uno dei pilastri della nuova Strategia Europa 2020 per la crescita e l’occupazione. In questa direzione la Commissione si sta muovendo con una certa decisione. Recentemente due iniziative parallele hanno portato alla ribalta la formazione, la mobilità e l’inserimento al lavoro per gli under30 e per gli adulti. Giovani qualificati. A settembre l’Esecutivo Ue ha “battezzato” Youth on the Move (gioventù in movimento), nuova iniziativa faro “destinata ad aiutare i giovani ad acquisire le conoscenze, le abilità e le esperienze di cui hanno bisogno per trovare il loro primo posto di lavoro”. Inserita nel quadro di Europa 2020, Youth on the Move propone “28 azioni chiave intese a rendere l’istruzione e la formazione più rispondenti ai bisogni dei giovani e incoraggiare un maggior numero di essi ad avvalersi delle borse Ue per studiare o ricevere una formazione in un altro Paese”. Favorire l’accesso al mercato del lavoro è, quindi, il primo obiettivo di un ampio progetto che tiene conto dei 5 milioni di giovani disoccupati che vivono nell’Ue27. Androulla Vassiliou, commissario per istruzione e gioventù, dichiara: “Queste misure sono volte ad accrescere la qualità della formazione in Europa in modo da dotare i nostri giovani delle qualifiche necessarie per il lavoro odierno. Vogliamo ridurre il fenomeno della dispersione scolastica e accrescere il numero di giovani nell’ambito dell’istruzione terziaria”, così da “consentire loro di sviluppare appieno le potenzialità personali”. Vassiliou aggiunge: “L’Ue ha sempre più bisogno di giovani altamente qualificati, consapevoli e innovativi per poter prosperare in futuro”.Corsi e prestiti. Nel presentare l’iniziativa, la Commissione ha scritto: “Da alcuni studi effettuati emerge che entro il 2020 il 35% dei nuovi posti di lavoro richiederà qualifiche di alto livello e che il 50% richiederà qualifiche di livello medio”. Indicazione, questa, credibilissima, alla quale si intende rispondere (forse con qualche ottimismo di troppo) con varie proposte operative, alcune già realizzate, altre in itinere. Ad esempio: un sito web dedicato a Youth on the Move (www.europa.eu/youthonthemove), “che rappresenterà uno sportello unico per ottenere informazioni sulle opportunità di studio o di esperienze lavorative all’estero”; il progetto pilota Your first Eures job (il tuo primo posto di lavoro Eures, che è lo strumento Ue per mettere in contatto domanda e offerta di lavoro), il quale “fornirà consulenze, aiuto nella ricerca di un posto e sostegno finanziario ai giovani che intendono lavorare oltre confine e alle imprese” interessate; la creazione di uno strumento europeo di prestiti agli studenti; il programma per il micro finanziamento ai giovani imprenditori (Progress). Inoltre: la definizione di una graduatoria delle università, “al fine di fornire un quadro più completo e realistico dei risultati dell’istruzione superiore rispetto alle classificazioni esistenti”; un passaporto europeo delle competenze, basato su Europass (il curriculum vitae europeo online), “per consentire di registrare le competenze in modo trasparente e comparabile”.I dieci anni di Grundtvig. Guardando invece alle altre fasce d’età, la Commissione rilancia Grundtvig, programma comunitario di educazione per chi supera i 40-50 anni, che ha compiuto 10 anni. Come spiega la stessa Vassiliou, Grundtvig “aiuta gli adulti”, e in particolare le persone svantaggiate, “a rafforzare le abilità di cui dispongono, e la loro capacità d’inserimento professionale, concorrendo a finanziare corsi di formazione e di mobilità nell’apprendimento”. In questo decennio il programma ha investito 370 milioni di euro in corsi per adulti, fornendo – secondo i dati dell’Esecutivo – 17mila sussidi finanziari a varie organizzazioni che hanno coinvolto oltre 500mila persone. Il bilancio complessivo del programma 2007-13 ammonta a 415 milioni di euro. Grundtvig tende la mano agli adulti che hanno lasciato la scuola privi di qualifiche o muniti solo di quelle più elementari, e “sostiene insegnanti, istruttori e altro personale appartenenti a centri e associazioni per l’educazione degli adulti, organismi di consulenza, servizi d’informazione, organizzazioni non governative, imprese, gruppi di volontari e centri di ricerca”. Gli obiettivi specifici del programma sono: migliorare la qualità dei corsi di formazione; aumentare la mobilità di discenti e insegnanti; garantire che persone ai margini di società abbiano accesso all’educazione degli adulti, soprattutto se anziane e senza qualifiche di base; sostenere contenuti pedagogici, servizi e pratiche basati sulle nuove tecnologie informatiche e della comunicazione.