slovenia

Una società più giusta

La Chiesa dedica il suo 2010/2011 alla solidarietà

L’Ue ha designato l’anno 2010 “Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale”. La ragione che motiva questa scelta è la soglia di povertà che minaccia quasi 84 milioni di europei che, a causa della perdita del lavoro o per altre difficoltà personali, si sono trovati in una situazione precaria. La povertà però non consiste soltanto nella scarsità dei beni materiali, ma anche nell’assenza di autentici rapporti umani.In Slovenia molte imprese nell’ultimo anno hanno dichiarato la bancarotta. Di conseguenza si registra un aumento del numero dei disoccupati che ha già superato il 10%. Le difficoltà sono state inasprite dalle peggiori alluvioni che hanno colpito il Paese, causando la morte di quattro persone e la distruzione di proprietà e coltivazioni.La ragione principale della crisi finanziaria attuale e della chiusura delle imprese non sta tanto nell’incapacità o nella cattiva gestione, bensì nella corsa al profitto facile, nella privatizzazione selvaggia del patrimonio pubblico, nello sfruttamento degli operai, nella violazione della loro dignità e nella mancanza di rispetto nei confronti della natura e del suo ordine. Si tratta di una crisi etica, che mette in discussione valori come l’onestà ed ha quindi per conseguenza finale il crack finanziario dell’economia dei Paesi più sviluppati.”La crisi finanziaria – sottolinea mons. Anton Stres, Presidente della Conferenza Episcopale Slovena – conferma l’importanza e il ruolo non rimpiazzabile dei principi etici di onesta e di giustizia, di responsabilità e di prudenza negli affari economici e richiama soprattutto i ricchi, poiché la crisi attuale rivela le conseguenze negative dell’attività speculativa e irresponsabile che è stata attuata sui mercati finanziari internazionali negli anni passati”. Tale situazione invita sia la società che la Chiesa alla riflessione su come intervenire prontamente ed efficacemente per aiutare le persone in difficoltà. Pone soprattutto la questione, di come creare nuovi posti di lavoro e garantire in questo modo una maggiore sicurezza sociale. Spetta soprattutto allo Stato e alle sue Istituzioni la responsabilità di trovare una risposta a questa sfida perché possiedono poteri e mezzi necessari per assolvere questo compito. Ma primi passi necessari per garantire una stabilità economica duratura e una qualità di vita accettabile, sono il consumo ponderato, il risparmio e la modestia.La Chiesa è per sua natura chiamata ad essere sale e lievito del mondo: prima di tutto nella formulazione dei principi etici, nella giustizia sociale e nel rispetto dei valori, testimoniati con la vita, nella carità e nella solidarietà con i più bisognosi. Ma prima della carità bisogna adempire alle esigenze della giustizia, come sottolinea il Concilio Vaticano II: “Siano anzitutto adempiuti gli obblighi di giustizia, perché non avvenga che si offra come dono di carità ciò che è già dovuto a titolo di giustizia” (Apostolato dei laici, 8).Su questo tema e alla luce della situazione attuale di crisi, la Chiesa in Slovenia ha dichiarato l’anno sociale 2010/2011 “Anno di carità e di solidarietà cristiana” con il motto: “Portate i carichi gli uni degli altri” (Gal 6,2). Il primo Congresso Eucaristico sloveno, avvenuto a giugno, ha lanciato ai cristiani la sfida di approfondire la fede in Dio come comunità, per viverla nel mondo, dove la fede si attualizza diventando carne e sangue. Per la soluzione delle difficoltà è necessaria la vicinanza personale che riconosce i bisogni del prossimo. Allo stesso tempo in questo progetto devono unire le forze la comunità politica e la Chiesa, perché entrambe si pongono al servizio del medesimo uomo.