GMG 2011
La Chiesa di Spagna entusiasta e “itinerante”
“In ogni Gmg viene meno il mito che i giovani non vogliono saperne di Cristo né della Chiesa”. Lo ha detto mons. César Franco, vescovo ausiliare di Madrid e coordinatore generale della Giornata mondiale della gioventù 2011 (Madrid, 16-21 agosto), in una intervista resa nota dall’Ufficio comunicazioni sociali della Gmg di Madrid, a meno di un anno dalla celebrazione dell’evento. I motivi per partecipare. Per il presule “ci sono molti motivi per partecipare alla Gmg. Direi a un giovane che con la sua presenza la Chiesa è più giovane e lui ‘più Chiesa’. L’incoraggerei a partecipare affinché vivesse in pienezza il fatto di essere ‘cattolico’, universale. Se è credente, l’inviterei a condividere la sua fede e la sua vita con gli altri; se è credente a metà, per partire di qui più fortificato; se crede poco, perché sono sicuro che Cristo passerà vicino a lui, lo guarderà, l’amerà e aumenterà la sua fede. E se non crede, affinché apra la porta a Cristo che non smette di cercarci”. Che impatto avrà la Gmg sulla Chiesa spagnola? Mons. Franco, pur dichiarando di “non essere un profeta”, crede che la Chiesa in Spagna “uscirà fortificata ed animata dalla testimonianza dei giovani che, nonostante le difficoltà ambientali, seguono Cristo, si fidano di lui e cercano di essergli fedeli. In tutti i posti dove si è celebrata la Giornata mondiale della gioventù, la Chiesa ha recuperato fiducia in se stessa, sono rinate le vocazioni per il sacerdozio e la vita di fede e si è volatilizzato il mito che i giovani non ne vogliono sapere di Cristo né della sua Chiesa”.Il futuro della Chiesa. “I giovani – ha spiegato il presule – stanno molto a cuore alla Chiesa. Sono il futuro in tutti i campi della vita. Anche il futuro della Chiesa. La Chiesa crede nelle possibilità dei giovani, nella loro capacità di darsi e di amare Cristo quando lo trovano”. Le Giornate mondiali della gioventù sono, inoltre, “un’occasione affinché i giovani del mondo si incontrino, preghino, condividano la loro fede e la celebrino gioiosamente. Le Giornate sono una manifestazione della gioventù della Chiesa, una festa della fede intorno a Cristo resuscitato”. Sul perché la Gmg è itinerante, mons. Franco ha spiegato che “la Chiesa è cattolica, universale. Non si limita ad un Paese, una cultura, una lingua. Da Pentecoste si è manifestata aperta a tutti i popoli. Perciò è molto bello che questo tipo di incontri internazionali si realizzino in diverse diocesi, il che rende visibile quello che confessiamo per fede: che la Chiesa è chiamata a farsi presente in tutti i popoli e a convocarli all’unità dell’unico Popolo di Dio. Questa è una delle grazie speciali che si ricevono quando si partecipa alle Giornate. Tradizione cattolica. Alla Gmg “ogni Paese apporta la sua propria ricchezza, la sua storia, la sua tradizione. La fede è una, indubbiamente, ma ogni popolo apporta alla fede la propria particolarità, il suo proprio vissuto. In Spagna, per esempio, la Settimana Santa si vive” anche “per strada, con le processioni. Abbiamo un bel patrimonio artistico”, come i cosiddetti “passi” (gruppi scultorei con i momenti della passione di Cristo), che “vogliamo mostrare nella grande Via Crucis che presiederà il Papa. La Spagna è anche un Paese di ricca tradizione eucaristica e mariana. Nella veglia dei giovani, sarà mostrata l’Eucaristia nella custodia di Arfe” messa a disposizione dalla diocesi di Toledo. Sono esempi che mostrano come la Spagna sia “una nazione di ricca e feconda tradizione cattolica dalle origini del cristianesimo”. “Basta guardare ai santi patroni della Gmg – ha rilevato il vescovo ausiliare di Madrid – per rendersi conto del molto che ha portato e può portare la Spagna”.Tutto è importante. Alla domanda se non fosse meglio impegnare le risorse economiche e umane impiegate in altri modi come la costruzione di chiese o l’impegno vocazionale della Chiesa, il coordinatore generale della Gmg ha risposto che “nella Chiesa bisogna fare di tutto. A Madrid, concretamente, non abbiamo smesso di costruire chiese in questi ultimi anni e continueremo a farlo purché sia necessario. Lavoriamo anche nella pastorale vocazionale, nella missione evangelizzatrice fuori e dentro la nostra diocesi. Diamo impulso al lavoro nei mezzi di comunicazione sociale. E l’opera che realizziamo con la Caritas diocesana è immensa. E come Madrid, fanno tutte le altre diocesi. Ma questi incontri sono necessari per la stessa missione evangelizzatrice della Chiesa. Perciò si fanno con l’aiuto di tutti. Di questo è consapevole il nostro popolo”. Insomma, “tutto quello che fa la Chiesa per sviluppare la sua missione è importante”. L’odore di Cristo. Secondo mons. Franco le Gmg “lasciano nei posti dove si celebrano ‘il buon odore di Cristo’. È un’esperienza comune che la gente, anche chi non crede, rimane colpita per l’allegria dei giovani, per il loro buon modo di agire”. Le diffidenze iniziali “spariscono presto e cedono il passo a una simpatia generalizzata”. I giovani vengono “come pellegrini alla ricerca” di “Dio, Cristo, la vita eterna”. E “questo è l’impatto che mi piacerebbe che lasciassero i giovani a Madrid, quello di una gioventù che cammina verso Dio lasciando al suo passaggio il buon odore di Cristo”.