CCEE

I cristiani e il giardino

Il pellegrinaggio “ecologico” lungo il Danubio da Esztergom a Mariazell

Dopo l’Ungheria e la Slovacchia, arriva il 3 settembre in Austria il pellegrinaggio organizzato dal Consiglio delle Conferenze episcopali europee nel cuore dell’Europa per riflettere sull’ambiente e sul ruolo dei cristiani per la sua tutela, e che culminerà domenica 5 settembre al santuario di Mariazell. Una cinquantina i pellegrini, vescovi e delegati delle Conferenze episcopali d’Europa per la salvaguardia del creato, che sono partiti mercoledì 1° settembre da Esztergom (Ungheria) avendo come filo conduttore il titolo della scorsa giornata mondiale della pace, “Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”. Giovedì 2 i pellegrini si sono trasferiti a Bratislava, capitale della Slovacchia, percorrendo 130 chilometri in battello sul Danubio. All’arrivo, la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Bratislava, mons. Stanislav Zvolenský.La responsabilità dei cristiani. L'”accoglienza dei doni di Dio” e il “ringraziamento” sono i primi atteggiamenti “da assumere di fronte alla meraviglia del creato”, ha esordito il card. Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest e presidente del Ccee, aprendo il pellegrinaggio. Se la natura “ci è donata da Dio come ambiente di vita” ed “è destinata ad essere ‘ricapitolata’ in Cristo alla fine dei tempi”, “i cristiani – ha aggiunto – devono essere i primi a guardare la realtà con la consapevolezza di questa loro specifica vocazione, e devono assumersi la responsabilità di evitare lo sfruttamento dei beni, delle risorse e delle energie e promuovere con vigore lo sviluppo integrale dell’uomo e del mondo, secondo la modalità giusta”. La Chiesa, ha precisato, “ha sempre dichiarato che è curando il bene comune che si promuove una società giusta e sicura, entro la quale ognuno è chiamato a portare un suo contributo e dove la natura dev’essere lavorata affinché diventi un giardino”. Dalle piccole cose un grande cambiamento. Per il card. Erdő, “i cristiani che s’impegnano nella tematica della salvaguardia del Creato devono anzitutto formare in sé una chiara consapevolezza su chi è l’uomo”: se, “come ha spesso ripetuto il Papa, l’ecologia ambientale ha bisogno di una vera ecologia umana, vuol dire che la prima creatura a dover essere protetta è proprio l’uomo”. “Dobbiamo fare appello alla coscienza di ciascuno di noi e partendo dalle piccole cose possiamo arrivare ad un grande cambiamento di mentalità”, ha poi precisato parlando a margine del pellegrinaggio. “Un cambiamento – ha sottolineato – che deve essere necessariamente subordinato alla conoscenza, poiché solo attraverso il sapere possiamo avere una visione organica del mondo e migliorare, di conseguenza, il nostro giudizio morale”. L’arcivescovo ha infine rimarcato la “grande importanza del dialogo con le scienze naturali che, arricchendo e approfondendo il sapere dell’uomo, migliorano il suo modo di agire nei confronti del creato” e permettono alla teologia meglio definire i “giudizi morali” sui comportamenti umani.“Ecologico è economico”. Al centro delle riflessioni nel secondo giorno di pellegrinaggio l’energia e l’acqua. “Informarsi” sull’impatto ambientale delle proprie azioni e scegliere tenendo conto che “ecologico è economico” sono le parole d’ordine dettate da p. Bernard Sorel, membro della commissione per la salvaguardia del creato del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee). Diversi gli esempi sulla riduzione del consumo energetico, in particolare per quanto riguarda i mezzi di trasporto, cominciando dalla “scelta di un’automobile che abbia consumi ridotti” per continuare con “uno stile di guida ecologico”. E poi l’utilizzo dei mezzi pubblici, tra cui anche l’aereo, generalmente additato come veicolo iper-inquinante. Eppure, ha precisato Sorel, “è importante fare una distinzione e raccogliere le giuste informazioni: un aereo nuovo inquina molto meno di uno costruito dieci anni fa”, e a volte scegliere “compagnie con velivoli recenti e che trasportano un alto numero di passeggeri” è una scelta ecologicamente più sostenibile del percorrere il medesimo tragitto in auto. L’invito è dunque a un’educazione “delle comunità e degli individui” e a promuovere interventi delle istituzioni pubbliche “per ridurre lo spreco e incoraggiare scienziati e industriali a trovare forme di energia alternativa”. 884 milioni di persone senz’acqua. Sull’acqua, Beatrice van Saan-Klein, incaricata per le questioni ambientali della diocesi tedesca di Fulda, ha ricordato i numeri dell’emergenza idrica globale, che è anche all’attenzione degli Obiettivi Onu del millennio: oggi “884 milioni di persone vivono senza risorse idriche, e 2,6 miliardi non hanno acqua sufficiente per l’igiene personale”. Dunque, occorre “agire affinché l’approvvigionamento idrico venga garantito oggi, come pure per le generazioni future”. In questa direzione, ha concluso, va anche la decisione, adottata lo scorso luglio, dei 192 paesi membri dell’Onu, di rendere l’acqua “uno dei diritti inalienabili dell’uomo”.