INGHILTERRA

Per superare la paura

Il primo raduno a sfondo vocazionale nel Paese

Un incoraggiamento “a restare attaccati al Signore, a discernere la sua volontà nel cammino della vita, a riporre la fiducia nel potere dello Spirito Santo che dona il coraggio di dire ‘sì’ alla chiamata di Dio”: a rivolgerlo ai giovani partecipanti al week end vocazionale “Invocation 2010” (2-4 luglio, Oscott, Birmingham), promosso dalla Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, è Benedetto XVI in un messaggio inviato a mons. Vincent Gerard Nichols, arcivescovo di Westminster e primate cattolico. La benedizione papale giunge a poco più di due mesi dalla visita di Benedetto XVI in Inghilterra, “un tempo di preparazione – si legge nel messaggio diffuso dai vescovi inglesi – nel quale questo Paese occupa un posto speciale nei pensieri e nelle preghiere del Papa”. “Invocation 2010” intende aiutare i giovani a discernere la volontà di Dio nella loro vita e approfondire la fede per verificare se esiste una chiamata al sacerdozio o alla vita religiosa. Tempi di riflessione, preghiera e discernimento scandiranno il programma del raduno (consultabile sul sito www.invocation.org.uk), il primo di questo genere promosso dalla Chiesa cattolica inglese e al quale sono attesi circa 300 persone. SIR Europa ne ha parlato con don Stephen Langridge, da 15 anni parroco a Balham, a sud ovest di Londra e responsabile della pastorale delle vocazioni della Conferenza episcopale inglese.In vista di questo appuntamento può descrivere il panorama delle vocazioni in Inghilterra?“Incoraggiante. A un weekend organizzato poco tempo fa dalla diocesi di Southwark, nel sud di Londra, dedicato al discernimento vocazionale, 20 giovani volevano approfondire il loro interesse per il sacerdozio. Secondo l’ufficio nazionale per le vocazioni della Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles ci sono 160 persone che si preparano a diventare sacerdoti, il numero più alto negli ultimi anni. Nel 2007, in 44 hanno cominciato la formazione sacerdotale, la stessa cifra dell’anno precedente. È il quarto anno consecutivo nel quale la Chiesa ha registrato un aumento nel numero di coloro che entrano in seminario”.Perché organizzare questo convegno?“In occasione dell’anno sacerdotale. Finora non è stato organizzato niente a livello nazionale e siamo coscienti che i ragazzi e le ragazze che stanno pensando alla possibilità di una vocazione religiosa non hanno nessuno con cui parlare. Quindi abbiamo voluto radunarli con degli esperti che parlino con loro per aiutarli, permettere loro di fare amicizia con altri nella stessa situazione, dare loro uno spazio di preghiera. Vogliamo aiutare i giovani a superare le paure che hanno e la paura della vocazione religiosa. È importante che questi giovani trovino la sicurezza di approfondire la loro chiamata”. Come riconoscere una reale vocazione religiosa?“Direi che è difficile, per questo parliamo di discernimento vocazionale. In Inghilterra c’è il deserto, non abbiamo movimenti, eventi ai quali masse di giovani si radunano. I giovani cattolici spesso si sentono soli, hanno amici non cattolici che magari attaccano la Chiesa. Per rafforzarli occorre organizzare eventi dove possono venire per cercare di ascoltare la voce del Signore. Per questo abbiamo spiegato a suore, sacerdoti e monaci che interverranno al convegno che non si tratta di una ‘pesca’ e che non devono venire pensando di pescare nuove leve per i loro ordini”.Quanto pesano gli scandali sulla pedofilia sulla scelta di un giovane di consacrarsi? “I giovani che stanno considerando la vocazione sacerdotale sanno che non sono disposti ad agire in questo modo atroce. Questi scandali non sono un ostacolo, non scoraggiano i giovani”.Nella selezione dei seminaristi come verificare che non ci siano potenziali pedofili?“È molto difficile individuare i pedofili per due ragioni. Prima di tutto perché un vero pedofilo è estremamente abile nel nascondersi e poi perché qualche volta dobbiamo fare i conti con ‘potenziali pedofili’ ovvero persone nelle quali questa tendenza è così latente che forse non la riconoscono neppure loro stessi”.Questo presuppone una formazione ed una cura particolari anche per chi opera la selezione…“È il direttore delle vocazioni che ha questo compito. Egli dovrebbe arrivare a conoscere un candidato al sacerdozio molto bene durante un periodo di almeno un anno. In passato si trattava di un ruolo più burocratico che poteva essere limitato alla compilazione di moduli che riguardavano l’aspirante sacerdote senza che fosse necessaria una conoscenza diretta”.Dunque una sempre maggiore conoscenza del candidato può servire a prevenire fatti gravi come gli abusi?“La conoscenza approfondita può servire a rivelare se ci sono strani modi di comportarsi o opinioni insolite. Questo tipo di vigilanza deve continuare nel seminario dove lo staff deve individuare seminaristi dalla debole moralità, troppo liberali. Inoltre chiediamo ai nostri studenti di accettare che venga compilato un loro profilo psicologico. Questo dovrebbe servire a mettere in luce qualsiasi tendenza latente che può essere problematica per il futuro”.