UNIONE EUROPEA

Un patto per crescere

Le proposte della Commissione per il quadro finanziario 2014-2020

Rigore e trasparenza, senza però rinunciare ai mezzi necessari per far marciare l’Unione europea. La Commissione ha presentato il 29 giugno le sue proposte per il quadro finanziario pluriennale 2014-2020, che ora passa per competenza alle due autorità di bilancio, l’Europarlamento e il Consiglio dell’Unione. L’Esecutivo recepisce la necessità degli Stati membri di mantenere un budget sotto controllo, specie in una fase come questa di austerità, per cui pone sotto controllo tutte le voci di spesa e propone d’inserire alcune “risorse proprie”, ovvero modalità dirette di finanziamento delle casse di Bruxelles, limitando in prospettiva i trasferimenti provenienti dagli Stati. Principio di solidarietà. “Il principio di solidarietà è al centro della nostra proposta – ha commentato il presidente, José Manuel Barroso, presentando le cifre pluriennali -. Solidarietà con gli Stati membri e le regioni. Solidarietà nella gestione di diverse sfide comuni tra cui l’immigrazione. Solidarietà in termini di sicurezza energetica. Infine, solidarietà con i popoli dei Paesi più poveri”. Appena pubblicato, il documento della Commissione ha sollevato dibattito sia nelle istituzioni comunitarie sia a livello dei Paesi aderenti. Anche perché in questa fase l’Esecutivo sembra venire incontro alle richieste del Parlamento Ue, stringendo una sorta di “patto virtuoso” per far crescere l’Europa. Non a caso l’emiciclo di Strasburgo aveva mandato nei giorni scorsi due messaggi chiari: l’Unione ha bisogno di mezzi finanziari per tener fede alle sue politiche e ai progetti avviati, dunque il budget non può diminuire nei prossimi anni; inoltre il bilancio comune va sostenuto con risorse proprie, svincolando progressivamente l’azione Ue dai trasferimenti nazionali. In questo senso si torna a parlare di Iva europea e d’imposta sulle transazioni finanziarie (“Tobin tax”). Oggi e domani. La Commissione avverte: “Il bilancio dell’Ue è modesto” (circa l’1% del Prodotto interno lordo dei 27) “ma ha un impatto diretto sulla vita dei cittadini”. La proposta per il quadro pluriennale fino al 2020 “risponde dunque alle preoccupazioni di oggi e ai bisogni di domani. Essa si focalizza su finanziamenti prioritari che producono un reale valore aggiunto”. Il montante per i sette anni a venire si stabilisce a 1,025 miliardi di euro in impegni e a 972,2 miliardi in crediti di pagamento: a parte questa specifica doppia valutazione, si tratta in sostanza di un miliardo di euro, cioè circa 140 milioni l’anno, esattamente come per il 2011, e appunto l’1% del Pil europeo. Il commissario al bilancio, Janusz Lewandowski, ha affermato: “La proposta è ambiziosa ma realista”. È stata assegnata priorità “alle infrastrutture transfrontaliere, sia nel campo dei trasporti sia dell’energia”, “alla ricerca, allo sviluppo, all’educazione e alla cultura, alla sicurezza delle frontiere esterne e al sostegno dei vicini del Mediterraneo e dell’Est europeo”. Lewandowski si è detto soddisfatto del lavoro svolto e ora si attende un dibattito aperto tra Consiglio ed eurodeputati.I capitoli, le cifre. Il quadro 2014-2020, reso obbligatorio dal Trattato di Lisbona, è stato preceduto da altri quadri per gli anni 2000-2006 e 2007-2013 (tuttora vigente). Si tratta di uno strumento importante perché consente di stendere politiche e progetti di medio periodo con la certezza, o quasi, che questi saranno finanziati. Come per il bilancio annuale, il quadro su più anni può essere diviso in grandi capitoli. Il primo, e più consistente, riguarda la coesione territoriale e regionale, la crescita e il lavoro. In questo caso viene proposto un nuovo fondo, che si chiamerà “Connecting Europe Facility” e sarà dotato complessivamente di 50 miliardi, concentrato sui progetti di connessione viaria, le reti per l’energia, le tecnologie dell’informazione; tutto ciò, quindi, che può “avvicinare” i territori, i popoli, le imprese, rafforzando il mercato unico e lo sviluppo economico. Alla coesione territoriale sarà indirizzata la parte più importante dei fondi, per un totale di 376 milioni.Risorse proprie. Le altre voci della programmazione pluriennale riguardano: l’agricoltura e lo sviluppo rurale (371 miliardi), con fondi congelati rispetto a quelli attuali; la sicurezza (sia nel senso delle frontiere, della lotta al crimine e delle migrazioni, sia in ambito ambientale e di mutamenti climatici); la presenza dell’Ue sulla scena mondiale (politica estera); le spese amministrative (anch’esse congelate ai valori attuali, pari al 5,7% del budget). Seguono dunque le linee guide sulle “risorse proprie”, con un’imposta europea sul valore aggiunto e una sulle operazioni finanziarie internazionali. Dall’Euroassemblea giunge subito un autorevole commento: il presidente Jerzy Buzek afferma infatti che “la proposta della Commissione sul bilancio a lungo termine è un intelligente punto di partenza per i negoziati”.