CHIESE IN BREVE
Spagna: dichiarazione dei vescovi sull’eutanasiaÈ stata pubblicata lunedì 27 giugno una Dichiarazione dei vescovi spagnoli in merito al “Disegno di legge sulla regolamentazione dei diritti della persona nella fase finale della vita”. Nel testo i presuli ricordano le numerose occasioni in cui la Chiesa ha annunciato il Vangelo della vita, secondo il quale “la vita di ogni persona è sacra, anche quando la persona è debole, sofferente o si trova alla fine del suo cammino terreno”. Mentre si riconosce l’intenzione positiva del disegno legislativo di proteggere la dignità della persona, senza depenalizzare l’eutanasia, i vescovi sottolineano come “una concezione praticamente assoluta dell’autonomia della persona e il peso dato a tale autonomia dal testo legislativo finiscano con l’indebolire l’intenzione dichiarata e oltrepassare il limite proposto di non ammettere l’eutanasia”. Il concetto stesso della dignità umana viene ad essere inficiato, “poiché implicitamente si sostiene che una vita umana potrebbe mancare di dignità tutelabile per disposizione autonoma della parte interessata o addirittura di terze persone”. La Dichiarazione dei vescovi rileva inoltre come il medesimo disegno di legge contenga una definizione riduttiva del concetto di eutanasia, tale da lasciare la porta aperta ad alcune omissioni volontarie che possono causare la morte o cercano in modo diretto di accelerarla, quali una sedazione inadeguata, l’abbandono terapeutico o l’omissione delle cure dovute. La Dichiarazione dei presuli spagnoli è inoltre critica del dettato legislativo nei confronti del diritto di libertà religiosa, poiché riduce gli operatori sanitari a esecutori della volontà dei pazienti, senza riconoscere loro il diritto all’obiezione di coscienza.Italia: separati e divorziati nella comunità cristiana”Aprire una riflessione teologica” e dar vita a “una maggiore laboriosità pastorale” su un problema, quello delle separazioni tra coniugi, “cresciuto in pochi anni in modo esponenziale”. Questo l’intento della settimana di formazione promossa dall’Ufficio per la pastorale della famiglia della Conferenza episcopale italiana, che si è tenuta dal 22 al 26 giugno a Salsomaggiore Terme (Italia) sul tema “Luci di speranza per la famiglia ferita. Persone separate e divorziati risposati nella comunità cristiana”. “In Italia – è emerso nel corso dei lavori – ci sono moltissime esperienze riguardo l’accompagnamento dei separati, dei divorziati. Ma certamente siamo solo agli inizi e occorre che la comunità cristiana assuma la questione con uno sguardo nuovo, vedendo in questi fedeli separati l’apice dell’incapacità di amare che c’è in qualsiasi cuore umano. Loro manifestano la difficoltà e la fatica di avere amori duraturi, che ciascuno di noi vive”. Di fronte alla “fatica nell’accogliere queste situazioni nella verità e nella carità, la scarsa formazione dei sacerdoti e la debolezza degli operatori pastorali”, occorre “una formazione forte per i sacerdoti, gli operatori, i giovani sposi, i religiosi e le religiose, perché possano farsi compagni di viaggio per le persone che vivono la separazione”. Da ultimo, la proposta di “creare una rete di famiglie che sostenga anche i giovani sposi”, individuare “un nuovo modo di accompagnare i fidanzati” e soprattutto “educare le giovani generazioni all’amore vero”.Irlanda: no ai tagli sugli extra per il lavoro festivo”La proposta di tagliare i compensi extra per il lavoro domenicale è un primo esempio di una decisione che antepone considerazioni economiche” al “benessere dei cittadini e al bene della società”. Così mons. Raymond Field, presidente del Consiglio per la giustizia e la pace della Conferenza dei vescovi cattolici irlandesi, commenta la proposta del governo di Dublino di tagliare gli straordinari per il lavoro festivo. Un provvedimento che “minerebbe ulteriormente il riconoscimento vitale della domenica come giorno di riposo e, per molti nella nostra società, giorno sacro di preghiera”. “Per i cristiani – ricorda mons. Field – questo è un giorno centrale per la pratica della nostra fede” e pertanto “tutti i lavori non essenziali dovrebbero essere evitati”. “La protezione della domenica come giorno di riposo – prosegue il vescovo – è vitale per il benessere fisico, psicologico e spirituale di tante persone nella nostra società. La domenica è un tempo per il potenziamento e la protezione della vita familiare. In tante famiglie è l’unico momento nel quale l’intero nucleo può stare insieme”. Il presidente della Commissione mette in guardia dal rischio che siano “i più vulnerabili della nostra società” coloro ai quali “è chiesto di sopportare il costo della crisi”, mentre “è vitale che ogni misura adottata per promuovere il recupero economico sia valutata per il suo impatto sui più deboli della nostra società e sul bene comune”.