UE E DIRITTI FONDAMENTALI
La relazione annuale dell’Agenzia europea e il monitoraggio della Commissione Ue
Creare un sistema europeo comune di asilo, realizzare iniziative efficaci per l’integrazione della popolazione rom e per la protezione dei dati personali. Sono i tre temi che vengono posti particolarmente in rilievo nella relazione annuale dell’Agenzia europea per i diritti fondamentali, che esamina la situazione nell’Ue nel 2010. Tale documento, che si affianca al monitoraggio che la Commissione Ue svolge sullo stesso argomento, indica, oltre ai nodi problematici, anche le evoluzioni positive e gli argomenti da affrontare in sede nazionale e comunitaria per la tutela dei diritti basilari.Norme per l’asilo e condizioni dei rom. Sul tema dell’asilo – affrontato anche dal summit dei capi di Stato e di governo Ue del 23 e 24 giugno – si legge nella relazione: “Nel 2010 il 90% degli attraversamenti irregolari intercettati alle frontiere Ue è avvenuto in Grecia. Le autorità greche hanno avuto notevoli difficoltà a garantire i diritti fondamentali dei migranti in termini di condizioni di accoglienza e diritto di asilo”. All’inizio del 2011 la Corte europea dei diritti dell’uomo “ha ritenuto che le condizioni di detenzione dei migranti alla frontiera greca violassero la Convenzione”. Nel quadro del sistema europeo comune di asilo (che dovrebbe essere completato entro il 2012) gli Stati membri, sottolinea l’Agenzia che ha sede a Vienna ed è diretta da Morten Kjaerum, “hanno una responsabilità condivisa”. “Ciò potrebbe significare garantire un sostegno adeguato, in termini di risorse umane e finanziarie, agli Stati membri che si trovano alle frontiere esterne dell’Unione”. La sottolineatura vale anche per i flussi migratori in arrivo sulle coste mediterranee dell’Ue. A proposito dei rom (anche tale punto era all’ordine del giorno del Consiglio europeo di questa settimana) l’Agenzia sostiene che continuano a vivere in condizioni di marginalità in diversi Paesi, e sono “il gruppo minoritario più soggetto a discriminazione” in Europa. La recente relazione annuale esamina specificamente, e con dati spesso sconfortanti, la vita dei rom in termini di occupazione, istruzione, alloggio e assistenza sanitaria. Protezione dati, accesso alla giustizia. Nel 2010 è poi proseguito il dibattito sulla direttiva riguardante la conservazione dei dati e sulla sua conformità con gli standard dei diritti fondamentali. “La direttiva impone la conservazione obbligatoria dei dati sulle comunicazioni (telefono e internet) da parte delle imprese private. Nel giugno del 2010, oltre cento organizzazioni hanno scritto congiuntamente alla Commissione europea chiedendo di abrogare i requisiti Ue esistenti e a favore di un sistema alternativo. Campagne nazionali contro la direttiva si sono svolte in vari Stati membri, tra cui Austria, Belgio, Bulgaria e Germania”. Nel marzo dello scorso anno la Corte costituzionale federale tedesca ha annullato la normativa di attuazione della direttiva. Inoltre, “la Commissione europea ha espresso preoccupazione per la mancanza di indipendenza delle autorità garanti della protezione dei dati in alcuni Stati membri, tra cui Germania, Regno Unito e Austria”. Oltre a questi tre argomenti principali, l’Agenzia di Vienna indica altre “questioni trasversali” che interessano la tutela dei diritti fondamentali delle persone: vi figurano la scarsa consapevolezza che gli stessi cittadini hanno dei propri diritti; la generalizzata difficoltà a ottenere accesso alla giustizia; l’omessa denuncia di casi di discriminazione, per una serie di ragioni sociali, culturali, psicologiche, economiche; l’insufficiente e poco omogenea raccolta di dati riguardanti la situazione “sul campo”. Passi avanti, problemi aperti. L’Agenzia si è poi domandata se la situazione dei diritti fondamentali nell’Ue27 sta migliorando oppure se è in fase di peggioramento. “Alla fine del 2009 – si legge – la Carta dei diritti fondamentali dell’Ue è divenuta giuridicamente vincolante”, grazie all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Ciò, si specifica, “non crea nuovi poteri per l’Unione, ma tutte le leggi e le politiche comunitarie devono rispettare la Carta”. “I diritti fondamentali hanno continuato a occupare i primi posti nell’agenda politica dei 27. Ad esempio è stato creato un nuovo posto di Commissario Ue il cui portafoglio comprende i diritti fondamentali”. La Commissione ha quindi presentato la sua prima relazione annuale sull’applicazione della Carta dei diritti fondamentali. L’Agenzia pone positivamente in rilievo “l’integrazione della dimensione dei diritti fondamentali in altri settori, come il lavoro di Frontex, agenzia delle frontiere esterne Ue, nonché mediante la legislazione riguardante questioni come la tratta di esseri umani”, in cui viene posto l’accento sulla tutela dei diritti della vittima, soprattutto nel caso di minori. Piccoli passi sono stati inoltre compiuti per i diritti dei disabili, mentre si confermano problemi per quanto attiene la discriminazione razziale e sessuale. A quest’ultimo riguardo il 23 giugno l’Agenzia ha pubblicato uno specifico rapporto.