Si frena su ricerca e innovazione economicaL’Europa comunitaria frena sul piano dell’innovazione e della ricerca rispetto ai competitori mondiali, come Usa, Giappone e Corea, e resta lontana dall’obiettivo di investire in tale ambito il 3% del Pil. La conferma viene dalla Relazione 2011 sulla competitività e l’innovazione, soprattutto in ambito economico, stilata ogni due anni dall’Esecutivo comunitario. Secondo tale rapporto, gli investimenti crescono lievemente rispetto al 2009, ma non in maniera sufficiente da tenere il passo con il resto del mondo. La commissione mostra, ad esempio, che solo 17 Stati hanno mantenuto, negli ultimi due anni segnati dalla crisi, il medesimo livello di spesa in ricerca e sviluppo, benché proprio nelle fasi recessive tali investimenti abbiano un effetto anticiclico. La stessa commissione segnala altri punti critici: la necessità di indirizzare meglio i fondi per la ricerca; l’obiettivo “di far coincidere la formazione delle persone altamente qualificate con le richieste delle imprese”; l’impegno affinché “una maggiore integrazione e internazionalizzazione della ricerca accresca la redditività degli investimenti”. “Occorre che l’Ue recuperi – si legge ancora nella relazione – il ritardo accumulato rispetto agli Stati Uniti in termini di intensità di ricerca nei settori ad alta e media tecnologia”: in questo caso si segnalano però i casi positivi di Austria e Danimarca.CdE (Apce): Nord Africa e Medio OrienteL’attenzione della sessione dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (Apce), prevista a Strasburgo dal 20 al 24 giugno, volgerà lo sguardo verso i Paesi del nord Africa, del medio Oriente e dell’est Europa. Tra i principali ospiti attesi figurano infatti il presidente ucraino Viktor Yanukovich, quello armeno Serge Sarkissian, nonché il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas. “Avvicinare i Paesi arabi all’Europa e mostrare loro i vantaggi della democrazia è tra gli obiettivi della prossima sessione – si legge in una nota Apce -. La novità è costituita dallo statuto di Partner per la democrazia da attribuire ai Paesi” collocati all’esterno del continente “che intendono adottare la Convenzione dei diritti dell’uomo come principio sociale”. Il primo Paese a ottenere lo statuto speciale sarà il Marocco. Tra le altre tematiche in agenda figurano la situazione in Tunisia, il problema del soccorso dei profughi nel Mediterraneo e dunque la “condivisione delle responsabilità nei confronti dei richiedenti asilo e dei rifugiati in Europa”, il seguito da dare al rapporto intitolato “Vivere insieme nel XXI secolo”, redatto dai nove saggi nominati dal CdE, “per suggerire ai governi le linee da seguire così da migliorare il dialogo interculturale e conseguire l’integrazione delle minoranze”.Patrimonio culturale: i progetti premiatiLa ristrutturazione della stazione centrale di Anversa (Belgio), il recupero di un antico monastero tedesco oggi valorizzato come centro culturale, la protezione di castelli e antiche fortificazione nella Repubblica ceca. Sono alcuni dei 27 progetti, uno per Stato membro, cui è stato assegnato il 9 e 10 giugno il Premio per il patrimonio culturale dell’Unione europea, organizzato dalla Commissione assieme all’associazione Europa nostra. La manifestazione, svoltasi ad Amsterdam, ha premiato, come avviene ogni anno, le eccellenze nella preservazione del patrimonio culturale del continente, in particolare nei settori del restauro e riutilizzazione degli edifici storici, della valorizzazione dei centri urbani o dei paesaggi rurali, della custodia delle raccolte d’arte, della ricerca storica. La commissaria Ue alla cultura Androulla Vassiliou ha presenziato all’evento. In questa edizione sono stati considerati anche progetti di insegnamento collegati alla conservazione del patrimonio artistico, urbano e culturale europeo (per informazioni: www.europanostra.org). I premi sono finanziati dal programma Cultura dell’Ue, che dal 2007 ha stanziato 26 milioni di euro per sostenere progetti in questo settore. Fra i 27 vincitori ne sono stati inoltre individuati sei per “risultati straordinari nel settore della conservazione del patrimonio”, ai quali è andato un premio di 10mila euro ciascuno. Tra i premiati figura anche il museo a cielo aperto Weald & Downland di Chichester, nel Regno Unito, centro “per la conservazione degli edifici storici in cui studenti, professionisti e volontari possono imparare a costruire intelaiature a traliccio e a riparare murature storiche in laterizio”. Riconoscimenti sono andati poi all’archeologo Tomás Durdík, che “da 25 anni studia, restaura e protegge castelli e fortificazioni nella Repubblica ceca” e allo studio architetturale della zona cuscinetto Onu nella città fortificata di Nicosia, a Cipro, “progetto di conservazione in un’area sensibile al quale hanno partecipato scienziati e altri specialisti provenienti dalla comunità sia greca che turca dell’isola”.