L’Ue in breve

Ue27 e Africa più vicine con il “partenariato strategico”Rafforzare la collaborazione sotto molteplici aspetti (democrazia, diritti, economia, cultura) per un reciproco vantaggio: è l’obiettivo principale del processo istituzionale avviato da alcuni anni fra Ue e Unione africana (organismo sovranazionale creato nel 2002 che riunisce 53 Paesi del continente). Ogni anno si svolge un incontro tra Commissione europea e Commissione dell’Unione africana per fare il punto della situazione: l’appuntamento 2011, fissato nei giorni 31 maggio-1° giugno a Bruxelles, prevedeva in particolare di mettere a fuoco i temi della democrazia e della crescita. Le trasformazioni in atto nei Paesi del nord Africa sollecitano infatti nuove risposte e l’Ue insiste sul versante del “partenariato strategico”. José Manuel Barroso, capo dell’Esecutivo dei 27, ha affermato: “Gli incoraggianti cambiamenti storici in corso nel continente africano rappresentano un’opportunità straordinaria per consolidare le relazioni tra i nostri continenti. Le due Commissioni continueranno a essere i motori dell’ambizioso partenariato comune Ue-Africa. Insieme possiamo realizzare progressi concreti a vantaggio dei cittadini europei e africani, affrontando problemi globali, creando maggiori opportunità commerciali, di investimento e di sviluppo inclusivo, nonché rispondendo alle aspirazioni di riforme democratiche e di giustizia sociale della popolazione”. Stretta la collaborazione tra Barroso e il suo omologo, Jean Ping. Sul fronte europeo si sottolinea ancora: “Il partenariato strategico persegue obiettivi comuni nel quadro di un dialogo tra pari che va al di là della impostazione tradizionale donatore-beneficiario”. L’Ue è il principale partner commerciale del continente africano; le istituzioni europee sono peraltro il secondo donatore mondiale di aiuti all’Africa. “Attraverso i suoi numerosi strumenti finanziari, la Commissione europea ha impegnato 24,4 miliardi di euro per il periodo 2007-2013 a sostegno della strategia comune Africa-Ue”. In agenda a Bruxelles sono stati inseriti numerosi argomenti: politica internazionale; governance economica; materie prime; integrazione regionale, commercio e infrastrutture; affari sociali; cambiamenti climatici e ambiente; cooperazione amministrativa; agricoltura e sicurezza alimentare; scienza. La costruzione di un partenariato stabile è stata lanciata nel 2007 con una riunione di 80 capi di Stato e di governo dei due continenti a Lisbona; un secondo appuntamento si è svolto nel 2010, quando è stata adottata anche una road map per il periodo 2011-2013.Commissione: Agenda digitale, bilancio in chiaroscuroAgenda digitale, si può e si deve fare di più. A un anno dall’avvio dal progetto “Agenda digitale europea”, la Commissione ha pubblicato il 31 maggio una valutazione dei progressi compiuti per estendere l’uso di internet e delle nuove tecnologie della comunicazione nei Ventisette. Sotto alcuni aspetti si rilevano significativi passi in avanti, in altri ambiti invece l’Esecutivo non nasconde progressi limitati se non nulli. “Il bilancio generale del primo anno di attuazione dell’Agenda digitale è positivo – si legge nel Quadro di valutazione -, in particolare per quanto riguarda l’uso di internet (65% della popolazione dell’Ue). Ma in certi settori i progressi sono deludenti, soprattutto nella diffusione delle nuove reti superveloci a banda larga che costituisce uno dei principali obiettivi dell’Agenda digitale”, mentre “si registrano progressi nel potenziamento delle reti esistenti in rame e su cavo”. La vice presidente della Commissione, responsabile del progetto, Neelie Kroes, ha commentato: “A un anno dall’avvio dell’Agenda digitale constato con piacere i progressi compiuti. Ma gli Stati membri, l’intero settore, la società civile e la Commissione, noi tutti dobbiamo fare di più se vogliamo sfruttare appieno il potenziale dell’Agenda per conservare la competitività europea, stimolare l’innovazione e creare posti di lavoro e prosperità”. Da qui l’invito rivolto alle istituzioni comuni e agli Stati aderenti “a riflettere sugli enormi effetti benefici, a lungo termine, di un’azione decisa intrapresa oggi, in particolare nella banda larga ad alta velocità”. Con l’Agenda digitale l’Ue si è assunta l’impegno di eseguire 101 azioni specifiche, “78 delle quali competono alla Commissione (di cui 31 proposte legislative) e 23 agli Stati membri”; queste azioni “sosterranno gli investimenti nelle tecnologie digitali e nel loro uso”. “Nell’insieme sono state portate a termine 11 azioni, sei azioni del 2010 sono in ritardo e le altre azioni previste sono in corso come da programma”. L’Agenda riguarda, fra l’altro, la diffusione di internet fra la popolazione comunitaria (singoli, famiglie, imprese, amministrazioni pubbliche), l’economia (business e acquisti on line), l’estensione della banda larga, il miglioramento delle capacità di sfruttare internet per la ricerca, la tutela della salute, la difesa dell’ambiente, la sicurezza.